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Cartoomics rimandato per Coronavirus: rosichiamo ma speriamo

Gli organizzatori di Cartoomics hanno annunciato che l’edizione 2020 della fiera slitta al week-end del 2-4 ottobre, in concomitanza con Milano Games Week, la fiera del videogioco che arriva alla sua decima edizione. 

Si prospetta la nascita di un evento nuovo e con molto potenziale, e qualche difficoltà, per l’autunno nerdico 2020.

Se personalmente sento un fortissimo rodimento nel vedere spostata in avanti un’occasione, sia da autore che da semplice fan, per poter incontrare colleghi e amici, e magari conoscerne di nuovi, e di poter scovare nuove cose fighe, cerco pure di raffreddare gli improperi e vedere il perché della scelta e cosa potrebbe capitare a ottobre.

La scelta di spostare Cartoomics è conseguenza dei focolai di Coronavirus in nord Italia, una scelta pensata per la sicurezza degli espositori e del pubblico. Per darvi qualche numero: nel 2019 sono passati per la fiera più di 100.000 spettatori, un risultato che era destinato con buone probabilità a essere superato nella nuova edizione. Proprio per la grossa affluenza di pubblico lo slittamento della fiera crea problematiche non piccole per espositori e ospiti che si vedono spostare all’improvviso un’occasione di vendita e promozione importante all’interno del calendario annuale.

Per editori, produttori e autori le fiere hanno assunto, negli ultimi anni, un ruolo sempre più importante non solo come momento di contatto con i fan ma proprio come canale di vendita. Se  editori grandi e medi sfruttano le date con edizioni variant o limitate, quelli medio piccoli o piccoli trovano uno sbocco di vendita che può fare la differenza nel decretare il destino di alcune pubblicazioni.

Ancora di più il discorso si fa importante per collettivi e autori autoprodotti che vedono nelle fiere un momento importante sia per le vendite che per la possibilità di farci conoscere da un nuovo pubblico.

A tutto questo vanno aggiunti danni economici per eventuali accordi presi in precedenza su spostamenti e pernottamenti (incrociando le dita e augurando a tutti di poter rientrare di eventuali prenotazioni e caparre) e la nuova difficoltà di ricercare alloggi e spostamenti nelle nuove date.

Insomma se lo slittamento della fiera crea di sicuro malcontento tra i visitatori e gli appassionati è piuttosto chiaro che l’impatto più grande nell’immediato, e magari anche nel medio-distante, lo subisce chi a Cartoomics ci lavora (o magari ci va per cercare un lavoro come autore o qualche collaborazione nuova). Giusto per non prendermi a colpi di portatile sui testicoli e basta, mi pare che le nuove date e il gemellaggio potrebbero comunque nascondere nuove opportunità.

La scelta di spostare Cartoomics a ottobre in concomitanza con la Milano Games Week, che nel 2018 ha raccolto 162.000 visitatori, crea quella che potrebbe essere un’opportunità di crescita per entrambe le fiere.

Un’offerta più grande delle singole fiere, padiglioni limitrofi, un pubblico che potrebbe traslare da un evento all’altro sono potenziali bonus per gli espositori.

Di contro chiunque frequenti fiere molto affollate sa bene quanto il caso non aiuti davvero a viverle bene o non sia sinonimo garantito di migliori affari. Inoltre il week-end del 2-4 ottobre significa essere a soli 27 giorni dall’inizio di Lucca Comics & Games, quella che è da qualche anno LaFiera™ di cultura Pop d’Italia (e d’Europa?), la fiera in cui tutti gli editori di fumetti presentano le più grosse novità editoriali dell’anno, in cui arrivano sia fiumi di visitatori ma soprattutto fiumi di autori e professionisti del settore con assi nelle maniche da mostrare. Interi calendari editoriali (e non solo, basti pensare a quanto stiano crescendo giochi in scatola o giochi di ruolo) vengono ragionati tenendo conto di Lucca come momento importante, sia per editori di ogni taglia che per autoproduzioni e collettivi. Con Lucca alle porte il rischio che Cartoomics sembri meno appetibile per presentare esclusive e incontri è concreto.

Ma potrebbe essere la scusa ideale per trovare il modo di darle una nuova identità forte e precisa, sia per dare tranquillità agli espositori sia per attirare un pubblico che deve farsi i conti in tasca nel decidere quale biglietto comprare.

 

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