STAI LEGGENDO : Alchemised e le altre, ovvero: apologia della ship “Dramione”

Alchemised e le altre, ovvero: apologia della ship “Dramione”

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I libri tratti da fanfiction si sono sempre fatti largo tra gli scaffali, ma cosa succede quando il mondo mainstream viene invaso dalle Dramione?

I libri tratti da fanfiction non sono una novità, sia che si tratti di casi editoriali clamorosi, come “Cinquanta sfumature di grigio” (fanfiction su Twilight che cavalcò sapientemente l’onda della violazione di copyright facendone un mezzo promozionale) che di piccole (grandi) perle nascoste nel catalogo Adelphi, come “Il grande mare dei Sargassi” di Jean Rhys, che racconta la storia della “moglie pazza di Rochester” in un prequel postcoloniale e femminista incredibile e intenso, scritto nel 1966.

In libreria sono approdate nel tempo diverse fanfiction, tra quelle più classicamente sviluppate intorno ad una “ship”, ovvero alla relationship, ad una coppia di personaggi coinvolti in una relazione romantica e si sono fatte notare sia per popolarità che vendite, due casi noti sono quello di “After”, fanfiction RPF (Real Person Fiction, le fic su persone realmente esistenti o esistite) su Harry Styles dei One Direction, diventata serie di romanzi e poi di film, e quello di “The love hypothesis” Fanfiction Reylo (Ray e Kylo Ren, di Star Wars) ambientata nel mondo della ricerca scientifica e diventata poi commedia romantica tra gli scaffali.

Nell’ultimo periodo, però, il mondo mainstream sembra essersi accorto della popolarità e del potenziale (economico, prima di tutto) di un tipo specifico di fanfiction, di una ship in particolare, che nell’epoca del romance farcito di tropes che fa la parte del leone nel portare a casa la pagnotta per parecchie sigle editoriali deve essere apparso come un succoso, irresistibile filone da sfruttare. In un periodo in cui la mungitura all’estremo del romance e romantasy, meglio se spicy, comincia a mostrare segni di esaurimento, ecco apparire una nuova fonte di fanfiction da trasformare in romanzi, direttamente da uno dei fandom più popolari di sempre, arrivano le Dramione a salvare la giornata!

Chissà, forse anche il desiderio delle autrici di distaccarsi quanto più possibile dall’aura tossica che permea ogni qual cosa associata all’ Autrice Che Non Deve Essere Nominata ha contribuito alla spinta a “ripulire” da ogni riferimento al mondo di Harry Potter delle storie già fanfiction di successo e al volerle pubblicare, dando loro un valore in sé e smarcandole definitivamente dal fandom in cui erano nate.
Sta di fatto che sono tre le storie che escono in libreria in questo periodo che sono tratte non solo da fan fiction, non solo da fanfiction di Harry Potter, ma da fanfiction di Harry Potter Dramione.

Come (non) innamorarsi del nemico

Chiunque abbia bazzicato un po’ il mondo del romance e/o delle fanfiction non si stupirà affatto nel scoprire che una relazione “enemies to lovers” sia tra le più popolari del fandom e ancora meno si stupirà se vien fuori che i tre romanzi pubblicati hanno tutti una buona dose di spice al loro interno, anche se sono molto, molto diversi tra loro.

Il primo, uscito a settembre, è “Come (non) innamorarsi del nemico” di Brigitte Knightley, Giunti, e sin dalla copertina non nasconde la sua origine di fanfiction Dramione (che sta, a proposito, per Draco/Hermione, è un portmanteau… Se tutti questi termini e concetti vi suonano tremendamente ostici, potreste divertirvi ad ascoltare un certo podcast o a leggere una certa rubrica che li spiega uno ad uno, si chiama Ship Happens!) e di romance frizzante e più leggero degli altri di cui parleremo.
Non mancano i momenti tesi e anche drammatici, ma, come la sua storia originale, questa vicenda prende i due protagonisti e li mette in una situazione di vicinanza forzata, obbligandoli a lavorare insieme per cercare una cura a una misteriosa malattia magica, creando così contrasti, nervosismo, ma anche equivoci, occasioni per far crescere la tensione romantica e quella dello “spice”, ovvero delle scene erotiche esplicite (che comunque in questo caso sono molto poco presenti, ci sono più battute e allusioni che fatti).

La fanfiction da cui è tratta, rimuovendo ogni riferimento a Harry Potter e alla sua ambientazione, che era tra le più popolari per questa ship, questa coppia, si chiama “Draco Malfoy and the mortifying ordeal of being in love” e, ad oggi, è stata letta da più di 4 milioni di persone sulla piattaforma su cui è ospitata (che si chiama AO3. Vi ho già parlato della rubrica e del podcast che vi spiegano tutte queste cose? No? si chiama Ship Happens, la trovate qui).

Rose in chains

Il secondo libro, pubblicato a luglio, sempre tratto da una fanfiction Dramione è invece “Rose in chains” di Julie Soto, Newton Compton.

Anche in questo caso la copertina scelta non nasconde affatto la provenienza dal mondo fanfiction, anzi ammicca apertamente a Draco ed Hermione, ma del resto, anche in questo caso la fanfiction da cui la storia è tratta era molto nota, anche se decisamente diversa dalla prima.

Si tratta di una storia qui pienamente romance e con scene esplicite, ma con un tono decisamente diverso: una guerra magica è finita e hanno vinto i cattivi e la protagonista, Briony, che si è battuta dalla parte dei vinti, viene venduta come schiava ad uno dei membri di spicco della parte avversa.
La vicenda ha tinte pienamente drammatiche, la relazione tra i due personaggi principali si sviluppa gradualmente in una relazione amorosa, ma c’è un sottotono di morbosità, di angoscia, dovuto ovviamente alla situazione e dove in altri casi si parla di commedia romantica, qui non c’è proprio nulla di leggero e la storia fa leva più su tropes come quello della speranza nella tragedia e dell’amore che si sviluppa nella disperazione, quando va a stabilire la situazione di “enemies to lovers”.

Alchemised

Il terzo caso è invece qualcosa di singolare, è tratto dalla fanfiction Dramione più popolare di tutti i tempi e forse da una delle fanfiction più lette e amate in assoluto, a prescindere dal fandom e dalla ship.

Ci sono fanfiction che travalicano il mondo del fandom, alcune perché sono note per fare piangere anche il lettore più freddo, come “Alone on the Water”, del fandom di BBC Sherlock, altre perché esempio di totale follia e di cringe volontario, come “My Immortal”, e poi c’è lei, “Manacled”, famosa per la crudezza e lo spappolamento emotivo di chi la legge.

“Alchemised” di SenLin Yu, edito da Rizzoli è uscito il 30 settembre ed è un tomo impressionante di 1088 pagine che riadatta la storia della fanfiction “Manacled”, pubblicata su Archive of Our Own per la prima volta nel 2018 e ora sbarcata sugli scaffali e prossimamente anche al cinema: i diritti di adattamento del libro, infatti sono già stati acquistati dalla Legendary Pictures.

Se nelle altre storie il tono poteva essere romantico e drammatico, quello di Alchemised/Manacled è tragico. Si tratta di una storia intensa, disturbante e decisamente non adatta a chi non abbia un bello strato di pelo sullo stomaco.
La fanfiction originale, era una storia crossover, ovvero che mescola due diversi “canoni” narrativi, due storie originali diverse prese a spunto. In questo caso il crossover era tra il Potterverse e Il racconto dell’ancella, il che può forse cominciare a dare un’idea del tipo di storia che ci troviamo davanti.

Questa volta il romanticismo, la relazione amorosa e le scene erotiche non sono al centro della narrazione, per quanto ci siano, siano importanti per lo svolgersi della vicenda e per lo sviluppo dei personaggi, ma siamo davanti a un racconto molto drammatico, disturbante e in cui la disperazione e l’orrore, quel che succede quando ogni speranza sembra definitivamente bruciata e il male ha vinto, sono il fulcro di tutto il romanzo.

La premessa è – sia nella fanfiction che nel romanzo – ancora una volta che i cattivi hanno vinto e il nuovo regime mette in piedi un piano per incrementare le nascite nella comunità magica, dove le famiglie dei “nobili” purosangue usciti vincitori dal conflitto si trovano alle prese con una scarsissima fertilità. Saranno le ragazze “plebee” e sconfitte, fatte prigioniere schiavizzate e ricondizionate come le ancelle del romanzo di Margaret Atwood, a dover portare nuovi nati alle famiglie dei vincitori, servendo come surrogate.

La protagonista della storia, Hermione nella fanfiction, Helena nel romanzo, è assegnata alla famiglia di Draco-Kaine apparentemente solo con lo scopo di fare da schiava riproduttiva, ma nella sua mente c’è qualcosa, coperto da un’amnesia impenetrabile, che può raccontare una storia diversa, può schiudere la porta a segreti cruciali per il regime e forse, solo forse, potrebbe rappresentare una speranza di salvezza.

Come si può intuire, questa non è una storia leggera, nemmeno un po’, ma drammatica fino al parossismo, non adatta ad un pubblico meno che adulto e sconsigliabile anche a chi non abbia un po’ di pelo sullo stomaco.
Un gioco diffuso nel fandom era quello di consigliare “Manacled” ad amici e amiche novellini delle fanfiction e raccomandare loro di filmarsi prima e dopo aver letto alcuni momenti salienti, per catturare le loro reazioni scioccate.

Se volete fare male a chi abbia letto questa storia potete semplicemente dire loro “and did not fight” e vedrete con ogni probabilità alzarsi mezzo metro di pelle d’oca e un lamento di sofferenza uscire dalla bocca della povera vittima.

Non andate a cercare cosa significa questa frase se non volete spoiler molto importanti sulla storia in sé, che sarebbe un peccato, perché ha davvero dei colpi di scena notevoli. È una di quelle storie che si finisce per leggere due volte, per vedere se alla seconda lettura si colgono dettagli che l’autrice aveva disseminato sin dall’inizio e se ci era sfuggito qualcosa che ora, sapendo, possiamo apprezzare a pieno e, sì, è così.

Nel immaginarla fuori dal contesto del Potterverso, l’autrice ha anche smussato alcuni angoli della storia e ne ha ampliato le tematiche, finendo per creare un romanzo titanico (ma anche la fanfiction originaria era lunghissima) e molto ambizioso che prende il via da una premessa che può sembrare una scusa morbosetta per quello che si definisce “torture porn”, ovvero quella narrativa in cui ci si gode un po’ a raccontare le peggio nefandezze inflitte ai personaggi, ma che in realtà scopre un’anima molto più di largo respiro e finisce per toccare davvero.

La fanfiction originale è stata rimossa dall’archivio su cui era pubblicata in concomitanza con la pubblicazione per Penguin del romanzo, ma prima che venisse oscurata dall’autrice, contava svariati milioni di letture e centinaia di migliaia di commenti ad ogni capitolo. Innumerevoli fan art sono state disegnate su “Manacled” e la storia era solita essere stampata e rilegata autonomamente dai suoi lettori e lettrici più appassionati, per poterne tenere una copia fisica nella propria libreria di casa. L’unica regola, come sempre quando si parla di fanfiction, era quella di non farne uso commerciale, non venderla, ma come spesso accade, quando qualcosa ha molto successo, richiama anche io desiderio di farci sopra qualche soldo e così la regola d’oro non è praticamente mai stata rispettata.

Ora la versione “defandomizzata” è pubblicata con un’edizione decisamente bella, con sprayed edges e copertina interna curatissima, e, sorpresa graditissima, con all’interno le illustrazioni originali che l’artista Avendell aveva fatto per la fanfiction, riadattate per “Alchemised”.

Chissà se sarà questa l’occasione in cui il mondo della letteratura trasformativa si farà conoscere come qualcosa che può potente e drammatico e toccare corde profonde, pur non tradendo la sua natura di storia emotiva, con una natura romantica e in alcuni casi anche erotica, senza che il valore ne venga messo in discussione.

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