Infocomics, iconografia della nostalgia
Infocomics di Norberto Baruch B, per Edizioni NPE, è la nostalgia pop e fumettestica, un saggio divertente e istruttivo che con la potenza delle immagini ci sblocca i ricordi.
Edizioni NPE e il revival contemporaneo della saggistica fumettistica e pop
Edizioni NPE di recente ha sconquassato lo spettro del mercato editoriale grazie alla pubblicazione di diversi titoli di natura saggistica a dir poco interessanti, tra questi mi permetto di segnalare: Eccetto Topolino, Dune tra le sabbie del mito, Vampiri: dove trovarli, Guida ai Cinecomics, Le origini del fumetto e il volume che oggi prenderemo in esame, ovvero Infocomics di Norberto Baruch.

Prima di parlare del volume in analisi mi piacerebbe soffermarmi sull’importanza della pubblicazione di materiale divulgativo (di natura critico-accademica o meno) inerente al mondo fumettistico, la letteratura fantastica e in generale sul mondo geek/nerd. Quando un editore importante, che cura una collana sui maestri del fumetto italiano come Sergio Toppi, pubblica un saggio non sta soltanto imbastendo un’operazione editoriale ma un vero progetto culturale che consolida la materia in oggetto come elemento della nostra cultura totale, e non solo del mondo-nicchia di riferimento.

Mi spiego meglio, curare lavori di saggistica di questo calibro significa depauperare la cesura tra letteratura alta e l’apparente letteratura di “serie b” in cui rientrano, per nostro malgrado, i fumetti, le opere della letteratura di genere e altri testi simili. NPE non si rivolge soltanto agli appassionati, ai collezionisti o agli amanti dei mondi immaginifici ma a coloro che vogliono ripercorrere una storiografia del nostro tempo grazie alle immagini. Notevole l’aneddoto con protagonista Umberto Eco.
L’autore de Il Nome Rosa comprò da NPE il volume saggistico Eccetto Topolino per una rilettura della storia italiana attraverso il rapporto filologico tra Walt Disney e Mussolini
L’approccio di Umberto Eco al fumetto è così espresso nel 1964 “il fumetto è un prodotto industriale, commissionato dall’alto” e che “funziona secondo tutte le meccaniche della persuasione occulta” e poi “fruitore un atteggiamento di evasione che stimola immediatamente le velleità paternalistiche dei committenti”. Inoltre il nostro Eco aveva un ritratto di Tullio Pericoli appeso nel suo studio , un bellissimo omaggio da parte di uno dei più grandi disegnatori della storia italiana che ha anche confezionato diversi fumetti.

Infocomics, nostalgia pop
Infocomics. I segreti dei supereroi (e degli altri personaggi dei fumetti) di Norberto Baruch B. è un agile volume in cartonato di Edizioni NPE e coniuga alla perfezione l’intento divulgativo al sano intrattenimento grazie al suo repertorio iconografico cangiante, originale e pluri-dettagliato. Scendendo nel particolare il libro è un punto di passaggio e incontro nell’adulto-bambino e il bambino-adulto. Che cos’è l’infografica? Sarebbe il punto di incontro tra spiegazione e mondo fumettistico, ovvero una trasposizione grafica del messaggio pedagocico-informativo, in sintesi Baruch costruisce un apparato visivo di natura sintetica dove spiega l’evoluzione di un personaggio, mette in mostra i suoi rivali, i dettagli che lo configurano come eroe, villain o figura comica/family-friendly. Riportando un paragrafo dell’autore
L’infografica è un nuovo tipo di comunicazione che offre la possibilità di sapere perché un certo supereroe con il mantello piaccia tanto quando si è ragazzini. Perché la sua origine prende spunto da una macchina inventata da Leonardo Da Vinci nel 1485, e non è un mero racconto di fantasia pensato per una mente infantile
Oltre ad inventare un linguaggio inedito per raccontare la cultura pop l’operazione di Baruch è un modo unico per scavare nel nostro immaginario e restare affascinati dall’intero reparto iconografico e che ci restituisce la nostalgia della nostra infanzia, quando l’unica cosa importante era il mantello di un eroe, la sua maschera, i suoi accessori tecnologici o i poteri di cui era dotato

L’operazione chirurgica che va rovistare nel nostro bagaglio emotivo-cognitivo è di grande effetto soprattutto grazie al talento dell’autore perché tutte le illustrazioni sono sue e non si limita a usare un unico stile, tecnica o ideologia estetica. Baruch non racconta la “storia delle immagini” con altre immagini, ma spiega la forza dell’immaginazione con l’estro dell’esecuzione.
Che vogliate conoscere le strambe origini di Bender di Futurama, la potenza sociale de L’Eternauta, l’evoluzione di Wolwerine, i tortuosi dedali dell’universo Marvel e Dc, Infomicis sarà una guida essenziale, di grande impatto artistico e di facile consultazione. Uno strumento raccomandato per esplorare l’universo dei fumetti.
Storytelling della moda e Infocomics
Nello storytelling esiste l’arco di trasformazione del personaggio e nel mondo fumettistico/delle icone della cultura pop si aggiunge l’arco di trasformazione dei costumi. Gli abiti crescono con gli attori del racconto. Così facendo si instaura un rapporto a stretto contatto con la materia narrata e la materia visiva che a volte ricopre, inaspettatamente, un ruolo passivo. Prestando attenzione al vestiario, al make-up, ai simboli, agli oggetti di corredo, all’acconciatura si approfondisce il livello endogeno della storia.
Basti pensare che si può scoprire l’affiliazione di un personaggio in un determinato schieramento ideologico, politico e sociale. L’evoluzione del costume iconico di un personaggio permette di conoscerne perfettamente la storia, dalle influenze esercitate dal mondo politico alle istanze di un’epoca precisa. Un esempio è Batman, che esordì nei comics nel 1939 con un design figlio dei pulp- magazines che spingevano il lato pittoresco e immaginifico con un costume minimale con la calzamaglia; ciò si evince anche dal primo bozzetto del personaggio che ha come nome Bird-Man che sembra essere uscito da una delle riviste di fantascienza di quei tempi. Non è un caso se nel corso di 50 anni l’eroe pipistrello assume caratteri più lugubri, cimiteriali e gotici a ridosso del revival horror degli anni 80 che ha influenzato pesantemente l’immaginario dei comics.

Norberto Baruch agisce anche attraverso il logo di Batman poiché gli stessi simboli fanno parte del repertorio che contraddistinguono non solo la figura dell’eroe ma delle sue lotte interiori. Un esempio ci proviene da un ospite inatteso del mondo della DC, ovvero Andy Warhol che disegnò un logo sanguigno di un Batman Pop, il tutto è poi è stato trasposto nel corto di Warhol del 1964 con Dracula. Il logo di Bruce Timm, de Batman of the Future, è contraddistinto da un design efficace e affilato, quasi scarnificato nella sua snellezza moderna che annuncia le avventure di un eroe verso concezioni futuribili. Se Batman è un cavaliere lo è sempre nonostante il passare degli anni, la figura di cavaliere nero, di paladino oscuro è sempre coerente con la sua personalità ma i paramenti del suo vestiario possono annunciare variazioni comportamentali che si allineano con la sceneggiatura degli autori.

Il Batman di Miller è un eroe disastrato e feroce vestito in maniera essenziale come se non dovesse ostacolare la sua forza fisica con un’opprimente calzamaglia, invece Morrison nel Batman Arkham Asylum tratteggia lo spettro ossessivo di un uomo-ombra. Lo storytelling della moda eroica, sinteticamente riportata con l’esempio di Batman, permette di conoscere la capacità proteiforme di un eroe classico che diventa fonte inesauribile di rinnovamento grazie agli archetipi e alla distruzione di quest’ultimi tramite nuove mitologie moderne.