Morti, complotti, gente che rischia la vita, coltellate e vecchiaie improvvise. La sesta stagione di Game of Thrones inizia più o meno dal punto in cui era finita la precedente, cercando di riprendere le fila e fornire a tutte le storie un po’ di spazio in video, giusto il tempo per ricordare allo spettatore dove eravamo rimasti.


Il risultato è una sorta di lunghissimo trailer spezzettato che in alcuni casi sposta la trama di pochissimo, in altri capovolge tutto e fa presagire una stagione ancora più incasinata della precedente. Forse la soluzione scelta non è il massimo, ma era l’unica per portare avanti il discorso. Questo però non ha impedito alla puntata di regalarci qualche scorcio veramente bello.

Allora l’unico dato certo è che finalmente il Jon Snow di Schrodinger, l’unico personaggio che fino dall’inizio non sai se è morto o vivo, per il momento ha chiuso gli occhi. Tutti lo vorrebbero risorto e vendicativo, ma visto che la serie ama scontentare i suoi spettatori probabilmente semmai risorgerà, diventerà un pezzo di merda.

Ma è presto per pensarci quindi via col Pag3llone!

Ser Davos: La personificazione del “Mai una gioia”. Ovunque ci sia lui le cose vanno come non dovrebbero andare. Assalta Approdo del Re e le armate di Stannis vengono bruciate vive, ci prova con Grande Inverno e Stannis muore, torna a Castello Nero e Jon Snow fa indigestione di lame. Voto 4: Più sfiga di un treno di suore.

Brienne: Ormai non ci sperava più nessuno, ma riesce incredibilmente a completare la quest assegnata. Adesso resta da capire come piazzerà i punti esperienza. Suggeriamo specializzazione nelle armi a due mani. Voto 7 Level up!

Sansa: Utilità non pervenuta.

Le Vipere + Ellaria Sand: Potrebbero tranquillamente creare una crew di rapper composta da donne stronze e un po’ troie. Colpiscono alle spalle, si danno a vicenda delle zoccole, arroganti come un tronista tatuato alla mensa di Mediaset. Sembrano fatte appositamente per accontentare i social justice warriors che si lamentavano delle presenza di poche donne forti. Voto 7 Yo Biatch.

I Bolton. Il padre continua a essere uno dei personaggi più belli della serie, il figliastro se diventa ancora più stronzo e cattivo può tranquillamente aspirare ad aprire una pagina complottista su Facebook per parlare male di Boldrini, Immigrati e Scie Chimiche. Il rischio di diventare una caricatura è alto, ormai manca solo la felpa con scritto Forte Terrore. Voto 6,5 Peggio di Salvini

Cersei: Sta sullo schermo il minimo indispensabile per dirci che la morte della figlia la rende triste. E grazie al cazzo. Non classificata.

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Alto Passero: Papa Francesco gioca a fare il poliziotto buono con la Regina Zoccola, il prossimo passo è farsi un selfie con lei per promuovere l’enciclica sul pentimento delle donne il cui marito preferisce i cavalieri. Voto 7 Grande comunicatore

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Tyrion e Varys: Completano il quadretto di personaggi che non fanno niente, ma lo fanno molto bene. Si punzecchiano, parlano, camminano e, anche se la città è in rivolta, nessuno punta loro una lama alla gola. Tutto molto bello, ma stanno facendo melina per perdere tempo. Lo stesso vale per Daario e Mai una Jorah. Puntiamo molto su di loro, potrebbero diventare una versione fantasy del Buddy Cop Movie all’americana. Mancano solo le battute sul fatto che a uno dei due manca poco alla pensione. Voto 6,5 Gran palleggio, zero tiri in porta

Arya: Favorita dal pubblico, quindi giustamente caduta in disgrazia, per adesso fa la cieca di Sorrento e rosica perché Daredevil ha già preso l’unico posto disponibile nelle serie TV per un non vedente bravo nelle arti marziali. Voto 6,5 Braavos non è Hell’s Kitchen

Daenerys: Lei si limita a usare il “Lei non sa chi sono io” per salvare, letteralmente, il culo, ma ha il merito di scatenare una delle scene più comiche della serie, con tanto di citazione di Conan. Fondamentalmente abbiamo scoperto che stuprare una donna bianca è tra le 5 cose più belle della vita per un Dothraki, ma non la prima. Voto 8 La linea comica

Melisandre: A nostra signora del Botox viene affidata la scena di chiusura e non delude. Dubbiosa, insicura, ma anche grande metaforone social. Fondamentalmente abbiamo scoperto che il suo medaglione è l’antesignano dei filtri di Instagram. Voto 9: #Instathrones

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