Si è chiusa pochi giorni fa la Toy Fair 2016 di New York, che volendo potrebbe banalmente essere definita una fiera di giocattoli ma è ormai l’ennesimo terreno di caccia di noi geek moderni alla perenne ricerca del futile indispensabile e oggetti con cui riempirci le mensole. Come al solito c’erano così tante cose che è praticamente impossibile stare dietro a tutto, ecco dunque un piccolo compendio di cosa chiedere per il vostro compleanno o cosa regalarvi a Natale.

Quest’anno abbiamo potuto ammirare novità come il nuovo set della Lego dedicato alla Battaglia di Hoth. L’unica cosa che non mi è chiara è questa scelta di volerlo frammentare in tante piccole costruzioni. Forse era meglio creare un set che stesse tutto sulla stessa base, un lavoro di progettazione enorme, ma d’altronde parliamo di una roba che costerà almeno 200, 300 euro.

Queste fiere sono anche un ottimo modo per capire quali saranno i personaggi legati a eventuali film e sul fronte Ghostbuster le notizie non sono buone, a meno che quella specie di fantasmone col lenzuolo in testa non sia il vero cattivo ma solo una trovata per eventuali cartoni animati successivi.

Hasbro dal canto suo continua a pestare duro sulla Black Series dedicata a Star Wars. A New York ha presentato persino la statuetta di Darth Revan, fottendosene delle discussione sul canone di Guerre Stellari. Se non sapete chi è questo personaggio dotato di una maschera decisamente più figa di quella di Kylo Ren e meno conflitti paterni irrisolti fate 30 piegamenti e poi scaricatevi Knights of the Old Republic.

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Per chi si sente retrogamer abbiamo il diorama di Contra della NECA, feticcio indispensabile per esaltare gli amici che vengono a prendersi una birra e schifare le donne, soprattutto quelle che si definiscono nerd solo perché gli hanno detto che indossando una maglietta di Dr Who prendevano più like.

Contra

Normalmente la NERF è il marchio da seguire se cercate un fucilone di plastica coloratissimo con cui spararvi in allegria, ma quest’anno l’avversaria BoomCo ha schierato l’asso di coppe presentando il giocattolo funzionante del fucile di Halo in dotazione alla UNSC. Certo, la colorazione rossa ci fa venire voglia di gridare al sacrilegio, ma con qualche modifica si può rimediare. Per farvi salivare ulteriormente vi facciamo notare che è presente anche un piccolo schermo che tiene conto dei colpi nel caricatore, proprio come nel fucile che possiamo vedere in mano a Master Chief. Dovrebbe costare una cinquantina di dollari e se non dicono velocemente quando uscirà mi viene un attacco d’ansia.

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Vi ricordate La Fabbrica dei Mostri e tutta quella roba che negli anni ’80/’90 puntava a farci divertire non solo permettendoci di creare i nostri giocattoli, ma intossicandoci con sostanze chimiche di dubbia provenienza? Purtroppo la moda e alcune stupide leggi sulla tutela dei minori le hanno fatte sparire, ma se vi piaceva l’idea sappiate che finalmente potrete mettervi anche voi in casa uno degli oggetti più chiacchierati degli ultimi anni: la stampante 3D. Mattel ha infatti aggiornato la Fabbrica dei Mostri con le ultime tecnologie, eliminando il malefico fornetto e i gel, sostituendoli con estrusioni di polimeri e puntando ai figli degli startupper e di chi si sente molto innovativo. Tramite un software mobile e PC apposito è possibile progettare i propri giocattoli, con tanto di articolazioni, o scegliere tra i vari modelli predefiniti e passare i dati alla ThingMaker. Solo che, invece di aspettare qualche minuto, per avere il giocattolo nuovo ci vorrà circa una nottata. Il prezzo è di circa 300 euro, mentre la faccia di vostra moglie/madre/fidanzata quando vedrà che ci giocate voi invece di un bambino è gratis.

Il padre ha una startup, si capisce dal farfallino

Una volta la casa di Barbie la potevi avere in due modi: c’era quella bella, per bambine ricche, fatta tutta in plastica, arredata e solida come il Castello di Grayskull e quella per bambine proletarie, con la struttura traballante, l’ascensore col filo e la scenografia di cartone tipo soap opera di quart’ordine su TeleCapri. Adesso invece non solo sembra la casa di Hello Kitty se avesse i gusti e i soldi di un rapper, ma è già dotata di un sistema di domotica che risponde ai comandi vocali, come l’Enterprise. Usando solo la voce una bambina può accendere le luci, deciderne il colore, comandare l’ascensore automatico e attivare la modalità party che trasforma istantaneamente la casa in un’enorme discoteca. C’è solo un problemino: tutto funziona come Siri, quindi i comandi vocali sono inviati via WiFi a un server della Mattel che deve interpretarli e che potrebbe tranquillamente usarli per carpire conversazioni e altre informazioni interessanti, tipo i gusti sessuali della mamma.

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Ah, parlando di comandi vocali, nella diatriba se il BB-8 migliore sia quello della Sphero o della Hasbro è entrata a gamba tesa Spin Master con un droide alto 40 centimetri che possiamo guidare con la voce, per fare in modo che ci raggiunga, ci segua e che pesti i piedi a chiunque non abbia apprezzato Episodio VII. Il prezzo si aggira attorno ai 180 dollari, ma non siamo qui a dare un valore alla classe, il problema è che non vedrà la luce prima dell’autunno, quindi o vi fate congelare o vivrete orribili mesi d’attesa.

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