Browsing Tag

Gadget

ec5ee-15nmyusghb1bphbjkg8qh2a

Fritz!Box 7430, il router per chi non sa cosa è un router

Semplice e ricco di funzionalità perfette per la casa o per chi gestisce piccole imprese, locali o case su Airbnb

Sapete qual è il modo migliore di testare un prodotto pensato per le reti casalinghe? Darlo in mano a chi di infrastruttura di rete non ne sa assolutamente niente. Sotto questo punto di vista sono senza dubbio la persona perfetta perché ho sempre considerato la configurazione di rete una di quelle attività che superano il confine tra tecnologia e negromanzia.

Per questo motivo quando mi hanno chiesto di testare il Fritz!Box 7430 ero abbastanza restio. In fondo i modem non sono prodotti affascinanti né io sono particolarmente bravo nel gestirli. Tuttavia uno dei pregi principali di questo prodotto è proprio tutta qua: non fa sentire un incapace.

Questa non è una recensione per esperti, ma per chi cerca un prodotto che non li faccia impazzire e per tutti quegli esercizi commerciali abbastanza civili da voler condividere un Wi-Fi con i propri clienti.

Dal punto di vista estetico ammetto che i modem della Fritz! non mi fanno impazzire, per quanto iconici nella loro colorazione sono un discreto pugno nell’occhio in qualunque punto della casa decidiate di metterli. Ma tutto sommato le dimensioni contenute consentono di nasconderlo in maniera abbastanza discreta e la potenza delle antenne vi eviterà perdite di segnale.

Il collegamento è estremamente semplice: se avete una linea adsl con username e password staccate il vostro modem e ci mettete questo. Se invece usate Fastweb il mio consiglio è di collegarlo al loro modem e utilizzarlo come linea aggiuntiva.

In entrambi i casi la procedura è davvero banale. Basta agganciarsi al suo segnale, andare sul sito apposito e inserire la password per trovarsi direttamente sul browser Fritz!Os ovvero il sistema operativo del modem pensato per una configurazione a prova di idiota.

Dal Fritz!Os di controllo potrete impostare il Fritz!Box 7430 secondo le vostre necessità seguendo le indicazioni in italiano. Ci sono un sacco di funzioni utili per chi vuole gestire in maniera efficiente una linea Adsl sia in casa che nel proprio negozio, con particolare attenzione a Internet of Things, gaming online, streaming e un sacco di altri fattori.


Pur avendo una potenza che gli permette di coprire molto bene una casa media, questo router ha qualche ombra, rappresentata dalla mancanza del WiFi a 5 GHz e dalle porte Ethernet limitate a 100 Mbps rispetto al nuovo standard GigaBit. Poco male, ma senza dubbio da migliorare nel lungo periodo.

Dal pannello di controllo possiamo persino creare numerosi profili di accesso a internet e assegnare a ciascuno di essi un relativo consumo della banda, distribuendola magari tra due figli che vogliono guardare Netflix e fraggare su COD contemporaneamente oppure tra clienti e proprietario, affittuario e ospiti.

Potremo impostare di sospendere l’accesso a internet in determinate ore del giorno, creare una password dedicata per eventuali ospiti o clienti che potranno così sfruttare il collegamento senza saturare la banda, decidere che un determinato dispositivo ha la priorità sugli altri quando vogliamo guardare qualcosa in streaming e far valere i nostri diritti di capofamiglia e così via.

Un altro aspetto importante per i genitori più attenti è la possibilità di inserire dei siti in una blacklist, così da limitare ai figli l’accesso a siti web non pensati per loro e in cui casualmente potrebbero incappare.

Grazie alla presa USB del modem potremo collegare inoltre una chiavetta USB o un Hard Disk rendendo così il suo contenuto immediatamente disponibile a tutte le persone connesse e dotate della password di accesso. Un’ottima soluzione per condividere file in famiglia, in piccoli uffici o se siete host Airbnb e volete mettere a disposizione dei vostri clienti piccole guide sulla casa e la città. Volendo è addirittura possibile accedere a queste memorie anche quando non si è connessi alla propria rete casalinga, insomma una soluzione veloce e pratica per crearsi un piccolo cloud personale.

C’è poi tutta la parte legata al Voip che permetterà di utilizzare la Fritz!Box come centralina per un massimo di sei telefoni Cordless, non soltanto gli appositi Fritz!FON ma anche, tramite app, il vostro smartphone.

L’app è un’altra piccola chicca, visto che permette di gestire quasi tutte le attività del router, monitorarlo, visualizzare le chiamate perse, la potenza del segnale e così via, senza dover nemmeno accendere il PC.

Presenti anche le funzionalità di segreteria telefonica e FAX, che è una di quelle cose che non usa nessuno… finché non vi servono.

Se nonostante le nostre rassicurazioni pensate pensate che sia complesso nessun problem; il sito di supporto è pieno di guide semplicissime, l’interfaccia e le istruzioni sono sempre molto chiare.

Dunque, nonostante alcuni nei, pollicione in su per questo Fritz!Box 7430, senza dubbio il router perfetto per chi non vuole stress. Se poi lo renderanno anche più bello esteticamente sarà tutto di guadagnato.

Natale con N3rdcore

La lista di regali per chi ha già tutto


La lista è in aggiornamento costante, se vuoi segnalare qualcosa manda una mail a lorenzo@n3rdcore.it, lascia un messaggio sulla pagina Facebook o scrivimi in ogni altro modo possibile.

Cosa gli regalo? Ha già tutto!”, “Oddio mia figlia mi ha chiesto un computer, ma non le piacevano le Barbie?”. E poi parenti disperati che vagano per centri commerciali chiedendo di oggetti misteriosi come la “PerBoPer” (ovvero l’XBOX, fidatevi, è successo davvero in un negozio sardo) o “CalofDauti” e quelli rassegnati che alla fine ripiegano sulla sciarpa, il cappello di lana o, orrore, un regalo utile.

Ma non temete amici, se qualcuno intorno a voi non sa cosa regalarvi per Natale o se voi stessi siete alla ricerca del regalo perfetto ci siamo qua noi. Ecco una lista di feticci nerd nei quali investire i vostri sudati risparmi di un anno, che le Spese Futili siano con voi!

Pensieri fantastici e dove trovarli (1–50€)

Volete seminare il terrore al rifugio sciistico? Perfetto, abbiamo questo passamontagna in lana con sopra un Facehugger che vi permetterà di prendere uno zabaione caldo senza fare la fila, perché saranno scappati tutti.

Per chiunque voglia far capire che legge i libri giusti, ecco una maglietta con la copertina della prima edizione de La Colazione dei Campioni” di Vonnegut.

Per il fan di Guerre Stellari che ha già tutto: il libro con lo storyboard della vecchia trilogia.




Ancora libri, stavolta Art of Atari, ovvero le bellissime copertine di questa vecchia console, assolutamente da non perdere. Ne avevamo già parlato qua.

Dentro di voi c’è un bambino e quel bambino ha visto I Goonies, dategli una di queste action figure old style della ReAction di Chunk, Data o Sloth e nessuno si farà male. (Ci sono anche quelle di Alien)

Sono belli, rendono la vostra libreria molto più figa ed evocano una meravigliosa carrellata di ricordi. Si chiamano Bitmap Books e dovreste almeno comprarvi quello dedicato all’Amiga.




La tazza della Lego è sempre un buon modo per iniziare la giornata, Everything is Awesome! Scherzi a parte, la vera tazza per intenditori è QUESTA.

Noi nerd adoriamo ricevere le cose e adoriamo le sorprese. Se non sapete cosa regalare, donate un abbonamento a The Fun Box, ovvero un ricco bottino di gadget che cambiano secondo un tema deciso mese dopo mese.

Parlando di Lego, avete Lego Dimensions? Ottimo, comprate il set dei Gremlins. Ancora non lo avete? Fate bingo e comprateli entrambi!




Il Fantasy ‘80/’90 è stato uno dei momenti più belli e parrucconi degli ultimi 30 anni, potremmo scegliere tante cose, ma preferiamo buttarci su questa edizione speciale di Labyrinth.

Se cercate la chicca giusta per quel vostro amico cinefilo che se la crede tantissimo, regalategli un piccolo soprammobile ispirato a Essi Vivono. Se non sa cosa è picchiatelo forte, se lo conosce vi sarà eterno debitore.

Tetris è il gioco più bello del mondo, ma la sua storia è stata un incastro di quelli in cui ti rimane uno spazio vuoto nel mezzo e rischi sempre di vedere il Game Over. In “Tetris, Incastri Internazionali” questa storia è raccontata con tutto l’amore che si può avere per i videogiochi.




Coltivate la passione di vostra figlia o della fidanzata per la scienza e il nerdismo. Non lasciate questo campo solo agli uomini che tanto pensano solo a tecnologie più veloci per vedere i porno. Ispiratela con “Le tue antenate

Un vostro amico ascolta solo vinili per darsi un tono? Regalategli queste colonne sonore di vecchi videogiochi rimasterizzate in LP coloratisi e bellissimi.

Siete andati sotto con Westworld? Ottimo allora sapete già di non poter resistere a questa maglietta della Delos, dovete comprarla, è nella vostra programmazione.




Usa la carta di credito Luke (51–100 €)

La tua ragazza legge fumetti dalla mattina alla sera e ogni volta che vede un personaggio femminile che fa la damigella in pericolo si incazza come una biscia? La borsa di Captain Marvel è quello che ci vuole per scatenare la sua potenza.

Difficile scegliere un libro della Read Only Memory che non sia da comprare subito. Per i retrogamer duri e puri consigliamo assolutamente quello dedicato ai Bitmap Brothers, quello su Sensible Software e quello sul Sega Megadrive.

Cercate un maglione da indossare nelle occasioni speciali? Perché non quello ispirato a Nightmare? Metterà a disagio i vostri ospiti in men che non si dica!




Zombicide è tutt’ora uno dei giochi da tavolo più belli e divertenti di sempre. Peccato che si rischi ogni volta di fare le cinque di mattina. Se il gioco lo avete già potete sempre farvi regalare una delle molte espansioni.

Ti è piaciuto Stranger Things? Non negarlo, sappiamo che è così, dunque comprati le sue mitiche lucine di Natale!

Non pensiamo di dover dare grosse spiegazioni sul perché è assolutamente fondamentale parcheggiare una Delorean con tanto di luci e suoni sulla vostra mensola migliore.




Verso l’infinito e oltre (Sopra 100 €)

Se ancora vi rode di quando non vi hanno comprato la pista con le macchinine da piccoli è il momento di rimediare con questa incredibile pista “Race of Victory” della Carrera. Auto graaaaandissime, con tanto di fari, sorpassi, pit stop, consumo gomme, derapate e la vostra compagna che vi sbatte fuori di casa!

Una Regina Aliena è ciò che vi serve davvero per trasformare il vostro salotto in qualcosa di degno di essere vissuto. Fidatevi, io ne ho una.

Esistono molte cose belle della Lego, ma la caserma di Ghostbuster rimane uno dei set più belli e costosi al momento. Se vi guardano male potete sempre dire che è un investimento che frutta più dell’oro (ed è vero).




Judge Dredd ha un’arroganza fuori dal comune, capita quando sei la legge incarnata, ecco perché questa bellissima action figure con tanto di moto secondo noi merita l’attenzione di chi adora il genere.

Bello, pesante, senza fili e decisamente ben fatto. Con un fisico così un mouse così può accompagnare solo. Quel mouse è lo Spatha

Se ti prude la voglia di retrogaming e hai un sacco di cartucce del NES, SuperNes, Mega Drive e Game Boy potresti volere una console che le fa funzionare tutte in un posto solo: il Retron!




E se quella voglia ancora non è sazia, sappiate che HomeCade è forse il modo migliore per placarla, ed è anche un’idea tutta italiana per avere in casa qualcosa di simile a un cabinato ma senza impazzire con configurazioni, ingombri eccetera.

Avete velleità da YouTuber o videomaker ma non sopportate l’idea di portarvi dietro attrezzature pesanti? La Canon Gx7 MarkII è una macchina fotografica compatta che vi permetterà di cavarvela in ogni situazione.

La fissa coi robottoni dei cartoni animati non passa mai, MAI, ecco perché la linea superlusso con Mazinga, Jeeg e Ufo Robot sembra una figata degna di prosciugarvi il portafoglio.




e61df-1g0nsd4wodpseiplanrklmw

Dallo scatolone in cantina: i Rock Lords

Ho veramente speso lo stipendio di mio padre per questi?


Ci sono giocattoli che non devi neanche neppure sforzarti di ricordare, sono lì, sul primo scaffale della memoria, i Masters, i Lego, i Transformers, i G.I. Joe, i Playmobil, tutta la roba di Guerre Stellari. Poi c’è una seconda categoria, quelli che quando li rivedi dici “oddio me lo ricordo!”, che ti piacevano tanto, ma che per qualche assurda ragione non sono mai stati consacrati dalla storia come icone immortali, parlo di Captain Planet, dei Real Ghost Busters, dei Dino Riders, di M.A.S.K. Poi beh, poi c’è quella roba che quando torna in mente ti fa solo dire “Ho realmente speso i soldi dello stipendio di mio padre per questo?”.

Insomma, roba tipo i Rock Lords.

WOW ROCCE!

Mentre cercate di farli affiorare dalla memoria, vi do qualche cenno. Tutto nasce con i GoBots, che stanno ai Transformers come Don Matteo sta a The Wire. Sono dei robot trasformabili abbastanza tristi, goffi e mal progettati, creati in Giappone da quella che sarebbe poi diventata la Bandai, importati e adattati al resto del mondo dalla Tonka. Erano così brutti che quando si trasformavano sembrano fondamentalmente dei veicoli che avevano subito un incidente, non degli umanoidi. Tra i più memorabili abbiamo Clutch, il primo robot obeso della storia, Wrong Way, l’unico robot che non può alzare le mani perché ha un’enorme elica posizionata all’altezza dell’ombelico.

Wrong Way, wrong tutto

Eppure, nonostante la loro inadeguatezza, ebbero relativo successo, con tanto di serie TV e videogiochi, perché la Tonka si affrettò a esportarli in tutto il mondo per arrivare prima dei Transformers e rubargli la scena, ma fu come cercare di mantenere civile una discussione su Facebook. All’inizio degli anni ’90 Hasbro si comprò il marchio, utilizzò qualche nome e qualche riferimento all’interno dei Transformers , anche se gli stampi dei modelli rimasero al produttore giapponese, probabilmente seguiti da una formale richiesta di distruzione.

Non contenti di aver fatto conoscere al mondo i GoBots, i dirigenti della Tonka si chiesero: “Cosa amano i bambini dopo i robot che diventano veicoli?”, la risposta fu “Robot che diventano sassi!!”.

Quelli che all’epoca passarono vicino alla sala riunioni ridono ancora.

I Rock Lords sono dunque uno spin-off dei GoBots, una realtà parallela in cui alcune rocce di vario tipo sono in realtà dei robot senzienti. Ovviamente anche qua abbiamo buoni e cattivi, abbiamo il capo, il nerd con le invenzioni, quello grosso, quello subdolo, la voglia di conquista del pianeta e così via. I Rock Lords sono in forma di robot passano dal bruttino al decente, ma quando si trasformano in rocce tutto ciò che hai di fronte non è altro che una palla di plastica che, quando ti va bene, non assomiglia a quello che lasci in bagno dopo una serata di cibo indiano.


Visto che l’originalità è per i deboli anche i Rock Lords avevano una linea di animali e dinosauri simili a Dinobot, chiamati Rockasaurs, ma dato che un tirannosauro avrebbe avuto troppo carisma furono prodotti solo i modelli dello pterodattilo e un triceratopo con un corno solo e la tristezza negli occhi.

Uccidetemi

Poi c’erano questi cosi, che non ho ben capito se fossero pensati per capire quale maschietto avesse già scelto un’altra strada o per attirare le bambine nel mondo dei giocattoli per maschi scopiazzati. Si chiamano Narlie e non me li ricordo assolutamente, probabilmente il mio cervello li ha chiusi a chiave insieme alle nozioni di matematica.


Tra l’altro, sono quasi certo che nel mondo dei Rock Lords scorresse potente una sorta di ingiustizia classista, un mondo fatto di caste sociali invalicabili, perché non venitemi a dire che il robot fatto di pietra serena veniva trattato come quello dorato o quello che era fondamentalmente un diamante senziente, tanto non ci crede nessuno.

Particolarmente curiose erano le abilità di combattimento di alcuni Rock Lords i cui scontri, come nella migliore tradizione dei cartoni per ragazzi, finivano con centinaia di colpi sparati e nessun ferito. In particolare, ci tengo a segnalarvi Slimestone, fatto interamente di argento, il cui colpo segreto è “divertirsi nell’usare la sua slimegun per macchiare i nemici con della roba puzzolente e cattiva che è assolutamente impossibile da togliere!”. Sicuramente la mancanza di colf sul pianeta rendeva il lavaggio un procedimento complesso , peccato che il numero di casalinghe della zona in grado di preoccuparsi per qualche patacca disgustosa fosse tremendamente vicina allo zero, ma poi volete dirmi che dei robot pietra hanno l’olfatto? Dai.

Chissà come mai i Rock Lords non ebbero grandissimo successo, un mistero che tutt’ora attanaglia gli ex dirigenti Tonka. Un fallimento che purtroppo bloccò sul nascere un’altra grande proposta commerciale: robot che si trasformano in vestiti usati.


Se ti è piaciuto quello che hai letto puoi supportare N3rdcore.it su Patreon!


Geek Fashion: le Vans a tema Nintendo

Vans e Nintendo hanno creato delle scarpe che 20 anni fa vi avrebbero subito etichettato come nerd e portato all’attenzione del bullo della scuola per tutti e cinque gli anni del liceo, ma che oggi invece vi lanciano dritti nell’olimpo di quelli che ne capiscono di moda.

Ah che belli i tempi che cambiano. D’altronde i nerd hanno vinto, no?

Un paio di anni fa Vans collaborò con Star Wars dando vita a una collezione di scarpe ispirate alla saga di Lucas. Alcune erano oggettivamente carine (e quindi anche presto introvabili), altre andavano indossate solo se accompagnate da una buona dose di coraggio o daltonismo, ad ogni modo il nerdismo scorreva potente in loro.

Ebbene visto il successo di quell’esperimento, Vans ci riprova con una linea dedicata ai miti della Grande N, Mario, Luigi, Zelda, Duck Hunt e al controller più famoso del mondo. Ok, anche in questo caso si tratta di modelli dalla grande personalità e fuori dagli schemi, ma bisogna ammettere che fanno la loro porca figura.

Purtroppo non si sa ancora quando saranno disponibili in Italia, ma nella peggiore delle ipotesi potremo sempre comprarle su internet no?

Il gadget del lun3rdì: la lampada Genkidama — il primo colpo social della storia

Il momento della sfera Genkidama è probabilmente uno dei più epici di tutta la saga di Dragon Ball, secondo solo forse alla trasformazione in Super Saiyan di Goku, causata dalla morte di Crilin.

Se anche tu all’epoca avresti volentieri alzato le mani per sconfiggere Freezer, Makin Bu o Vegeta, sappi che oggi puoi rivivere quel magico momento con una lampada fatta a mano, che impreziosirà il tuo comodino o la tua scrivania, segnalando a ogni eventuale ospite che non è il caso di farti arrabbiare se non vuole farti diventare biondo.

L’unico problema è che per accendere questa lampada ci vogliono almeno tre o quattro puntate e tutti gli inquilini devono alzare le mani verso il cielo. Tra l’altro lo stesso produttore ha nel catalogo una versione dedicata alla Kamehameha e la variante per femminucce con Sailor Moon.

Che poi questa lampada altro non è che la vile unione di una action figure, un bulbo e un support ad hoc, il suo vero pregio è che mi ha regalato un’intuizione sulla vera natura di questo epico colpo.

La vera figaggine della sfera Genkidama non sta tanto nel fatto di scagliare un’enorme palla di energia contro l’avversario, questo è più o meno il filo conduttore di tutto il fumetto/anime, insieme alla ricerca delle sfere, al fatto che c’è sempre un personaggio più forte e che alla fine Goku troverà comunque il modo di batterlo, comportandosi inizialmente come un coglione, per poi fare il serio alla fine, dopo la morte di qualcuno. Ol punto focale è che questo è il primo colpo di Dragon Ball ad anticipare le dinamiche dei social.

Prima di chiamare un dottore che mi prescriva degli antipsicotici pensateci bene: per funzionare la sfera ha bisogno di un personaggio forte che la crei, diciamo un influencer, ma per sviluppare il proprio potere necessita anche di molte persone che credano in lui e condividano la sua stessa filosofia.

Quando Goku chiede l’aiuto dei terrestri è come se dicesse “Se ti piace, condividi, massima diffusione!” e ogni terrestre che alza la mano per donargli la sua energia è come se mettere un like o pubblicasse il post sulla sua bacheca. Senza milione di persone che pensano veramente di poter aiutare un alieno coi capelli buffi alzando la mano la Genkidama sarebbe solo un peto luminoso.

Insomma, prima dei complottari, prima dei blogger, prima di Casaleggio e prima di Facchinetti c’era Goku. Solo che Goku salva il mondo, le bufale no.