STAI LEGGENDO : GeForce NOW è lo streaming prêt-à-porter

GeForce NOW è lo streaming prêt-à-porter

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Abbiamo messo le mani sul nuovo servizio di gioco in streaming di Nvidia appena uscito dalla beta, qui le nostre impressioni

Negli ultimi tempi si fa un gran parlare del gaming in streaming più o meno da quando Google si è lanciata come competitor nel mercato dei videogiochi, solo che non lo ha fatto come Microsoft nel 2001 con un hardware console, bensì con una servizio innovativo: Stadia.

Ora, non che Google abbia inventato la ruota, tutti i felici possessori di Playstation possono usufruire del gaming in streaming abbonandosi al servizio Playstation Now, che per modalità di utilizzo ricorda per certi versi Netflix con un catalogo di titoli giocabili istantaneamente compresi nel biglietto. Interessante, se non fosse che nessuno compra una Playstation 4 per giocare a 720p.

Dal canto suo Google si è posta l'obiettivo di offrire ai suoi utenti la più performante esperienza di streaming di videogiochi in circolazione, più alcune interessanti feature che avrebbero portato una ventata di aria fresca nell'attuale modo di concepire il gioco multiplayer, co-op e la condivisione di contenuti online.
Spoiler: le feature innovative promesse hanno bucato la data di lancio e sono tutt'oggi latitanti, come anche la versione "free" della sottoscrizione.

In pratica: Google Stadia è una console in abbonamento che esiste solo come nuvola di dati in qualche server farm brandizzata Google.

Sul fatto che sia la "Next Big Thing" non ci piove, come anche sul fatto che il servizio che i founders (coloro che hanno preordinato) hanno trovato genuino ma non dissimile da quello di una normale console mid-gen (come PS4 Pro, per capirci), che può essere una cosa sia positiva che negativa: positiva se pensiamo che il segnale ci arriva attraverso la rete internet dal solito server Google; negativa se pensiamo ad un mercato con due competitor agguerriti che offrono la stessa esperienza, seppur in maniera tradizionale.

In questo mercato in chiara espansione entra anche Nvidia, storica casa produttrice di hardware ad alte prestazioni con il suo servizio Geforce Now.

In buona sostanza l'obiettivo di ogni servizio di streaming è quello di bypassare l'hardware posseduto, facendo svolgere il lavoro sporco ad una macchina adatta e performante situata da qualche parte nel globo.
A fare la differenza più grande tra i servizi Google e Nvidia è la libreria.

Geforce Now permette di giocare alla propria collezione di titoli Steam o Epic su qualsiasi dispositivo connesso ad internet, mentre Stadia funziona più come una console, con il proprio store online di titoli che bisogna acquistare per poterli usare, se non sono compresi nel catalogo che Google mette a disposizione degli utenti premium.

Immaginiamo un enorme luogo figurativo, una sala giochi sconfinata che si estende a perdita d'occhio, avvaletevi delle immagini di repertorio che avete accumulato con Ralph Spacca Internet o Ready Player One.
Ecco, Geforce Now è così, perché dovete "mettervi in coda" per giocare ad un gioco (che è vostro).
Se vi va bene, la coda è breve; io ad esempio non ho avuto praticamente nessuna attesa su Magic Arena (che sì, funziona su tutti i pc, ma io sono un utente Mac) ma ho dovuto aspettare tra i 20 e i 30 minuti per Batman Arkham Asylum Remastered e addirittura non riuscendo nemmeno a mettermi in fila per l'eccesso di utenti in attesa per Arkham City e Arkham Night; tra i 45 e i 50 minuti per Warframe, attesa potenzialmente giustificabile con il fatto che il gioco è un Free to Play ed è anche presente nella vetrina virtuale del programma.

Torniamo mentalmente alla sala giochi virtuale: avete fatto la fila e adesso siete comodamente seduti a giocare ma esattamente dopo un'ora il proprietario della sala vi accompagna alla porta dicendovi che il tempo di gioco della vostra sessione è scaduto e dovete uscire dalla sala.

È la limitazione del tempo di sessione a cui sono sottoposti gli utenti della versione gratuita del servizio.
Molto legittimo e democratico se vi mettete nei panni dell'ultimo della fila, un po' meno se magari quel gioco non interessa a nessuno.

La versione premium è esente da queste meccaniche, previa sottoscrizione della attualmente irrisoria cifra di meno di 6€/mese per il primo anno, dei quali i primi 90 giorni sono gratuiti in caso di rescissione per insoddisfazione.

Quello che mi ha lasciato più indisposto e al quale non ho ancora capito se e come è possibile ovviare è la selezione della libreria di riferimento.
Epic Game Store da alcuni mesi a questa parte offre giochi a titolo gratuito per un tempo limitato ai suoi iscritti; è un modo per farsi pubblicità e per tenere gli utenti attivi. Col passare del tempo il tesoretto di giochi accumulati gratuitamente si è fatto anche interessante, tra titoli indi e tripla A, come la sopracitata trilogia di Batman.
Nel momento in cui sono andato a selezionare Batman dalla libreria di Geforce Now questa mi ha rimandando automaticamente alla versione Steam che invece non ho e che quindi non posso giocare.

Dal punto di vista tecnico non ho trovato nessuna grave lacuna, le performance però sono chiaramente subordinate alla genuità della connessione.
Ho giocato a Destiny 2 completando il tutorial con maouse e tastiera dal mio MacBook Pro 15" senza trovare nulla da ridirgli, anzi con una fluidità inusuale per le mie abitudini da giocatore Ps4 Pro e senza riscontrare nessun tipo di imput lag, il gioco è stato sempre bello reattivo e divertente.
Visivamente parlando resta sull'immagine una "patina" da compressione del formato video, come una velata incertezza, nonostante avessi settato al massimo le impostazioni grafiche, ma attribuisco ciò alla mia connessione.

Alla fine della mia prova mi sento di consigliare almeno un giro su Nvidia Geforce Now un po' a tutti.
È una consiglio rivolto all'utenza menomata dall'hardware, croce e delizia del gaming su pc, ma anche a tutti coloro che vogliono provare l'esperienza dello streaming e del perché sta polarizzando così tanto l'attenzione dei pezzi grossi del mercato.
Se l'evoluzione di questi primi sistemi procede ci troveremmo nel giro di poco tempo di fronte ad un cambio di paradigma del settore dell'intrattenimento videoludico.

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