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Eternals – La Marvel allarga il parterre

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La recensione dell'ultimo film dell'MCU, The Eternals, con cui la Marvel prova ad ampliare ulteriormente il suo universo narrativo.

Il 3 novembre uscirà nelle sale italiane l’ultimo film della Marvel, quello che mette sullo scacchiere dell’MCU altre pedine, allargando il parterre, l’universo narrativo e le già infinte possibilità per i prossimi film: Eternals.

Sono riuscito a vederlo in anteprima, entrando al cinema in un anonimo giovedì sera, pieno di speranze e di aspettative.

Parto con una doverosa premessa: sono un fan dei film MCU, li ho visti in tutte le combinazioni possibili (al cinema, a casa, in ordine di uscita, in ordine cronologico e così via) e quindi, quando entro in sala per vedere la nuova uscita di questa che ormai è diventata una gigantesca serie tv sono sempre leggermente elettrizzato e comunque estremamente curioso di scoprire il nuovo pezzo del puzzle.

Con questo esatto spirito mi sono predisposto a vedere Eternals.

E tutte le mie aspettative sono definitivamente crollate più o meno a metà della visione.

La nuova fase della Marvel – partita piuttosto bene con serie come WandaVision e Loki – pare arrancare proprio adesso che avrebbe dovuto fare il grande salto, proseguendo sul percorso iniziato alcuni film fa e quindi spostando il punto di vista da Terracentrico a un più ampio sguardo d’insieme su tutto l’Universo.

Questo passaggio era riuscito molto bene con l’introduzione di personaggi come Captain Marvel o I guardiani della Galassia ma si è arenato nel momento in cui la Marvel ha voluto introdurre l’epicità di personaggi a dir poco ingombranti come Gli Eterni del film in questione (e i Celestiali, altro tassello importantissimo).

Faccio un doveroso passo indietro: chi sono gli Eterni?  Sono delle entità umanoidi create dai Celestiali (esseri immortali paragonabili – per potenza e portata – a delle vere e proprie divinità) con lo scopo di difendere gli abitanti di svariati pianeti nell’universo e di aiutarli ad evolversi. Ogni Eterno ha un potere specifico, dall’ipervelocità alla superforza, dalla capacità di creare qualsiasi macchinario a quella di guarire ogni tipo di ferita e così via.

Francesco Tanzillo
Gli Eterni sono il prodotto del ritorno a casa di Jack Kirby dopo la sua militanza tra i ranghi della Distinta Concorrenza. Da quegli anni che avevano prodotto il Quarto Mondo si vede che il Re non si era ancora tolto di dosso la sua voglia di reimmaginare la mitologia: basandosi sulle teorie new age molto in voga a quei tempi sugli antichi astronauti, Kirby dà vita ad una stirpe di divinità aliene ed intellegibili, i Celestiali, e ad una razza di esseri frutto degli esperimenti di questi alieni con i primi ominidi, gli Eterni. In verità, molto simile all’origine degli Inumani, frutto degli esperimenti degli alieni Kree, altra geniale invenzione di Kirby. A differenziare gli Eterni dagli altri personaggi è però proprio la loro matrice mitologica. Kirby intelligentemente sfrutta il concetto di archetipo, figure che nelle differenti mitologie sparse per il mondo sono ricorrenti o con tratti tipici comuni non sono personaggi diversi, bensì manifestazioni storiche degli Eterni che vengono assimilate dall’antichità come miti.

In pratica, sono quegli esseri che l’umanità ha identificato come dei e conseguentemente adorato nel corso dei secoli.

Dal punto di vista cinematografico, l’introduzione di personaggi di questa caratura avrebbe dovuto significare anche un cambio del tono dei film, virando verso uno stile più magnificente ed epico.

Ma invece la Marvel ha continuato a inserire a tutti i costi la giusta dose di battutine e di spiegoni necessari a rendere il film fruibile e godibile a una platea più ampia possibile. Il che è un discorso assolutamente comprenibile ma che stona quando la direzione che avrebbe dovuto dare con l’introduzione di questi personaggi andrebbe in senso assolutamente contrario.

La regista di Eternals, Chloé Zhao, ha dimostrato ampiamente di avere delle notevoli doti e capacità tecniche: basti ricordare il doppio Oscar – miglior film e miglior regia – per Nomadland. E credo sia stata anche la sua capacità di indagare e raccontare l’animo umano a far pendere la scelta verso di lei nel momento in cui la Marvel ha provato a mettere in scena un film che i più potrebbero definire come adulto o maturo.

I tentativi in questo senso, nel corso della pellicola, sono tanti: la prima scena di sesso dell’MCU, un abbozzo di approfondimento delle motivazioni profonde dei personaggi o ancora la volontà di portare in scena un discorso più ampio sul significato soggettivo e oggettivo di bene o male.

Peccato che tutte queste caratteristiche non vadano oltre la superficie del film e che, grattando appena al di sotto, si ritrovi la solita, sicura e ormai un po’ datata, battutina che spegne il climax e riporta tutto nell’ordine delle cose deciso dal connubio Disney/Marvel.

Non che mi aspettassi il pippone psicologico sul dilemma morale che può attraversare un essere che vive migliaia di anni ma nemmeno vedere questo stesso personaggio che si riduce a fare battutine smorza tensione.

Se c'è un aspetto su cui non è stata fatta economia, è certamente il cast: a nomi stellari del calibro di Salma Hayek e Angelina Jolie sono state affiancate nuove stelle come Richard Madden, Kit Harington, Gemma Chan e Bryan Tyree Henry.  

A parte le battute sulla poca espressività di Harington e Madden, devo dire che non ci sono stati particolari scivoloni e anzi, avendo avuto la fortuna di vedere il film coi sottotitoli, ho apprezzato particolarmente la capacità degli attori di rendere i loro personaggi al meglio delle loro possibilità e degli sceneggiatori di dare al contempo sufficientemente spazio a ognuno degli Eterni.

Molti di questi attori continueremo a incontrarli nel corso degli anni, come ormai è tradizione nei film della grande saga Marvel: la fase quattro continua e si espande, come si può vedere anche dalle scene post titoli di coda.

In conclusione, gli Eterni mi ha dato l'impressione di essere l'ennesimo film riempitivo che punta a mettere qualche tassello in vista delle prossime grandi uscite piuttosto che creare una propria linea narrativa, come il materiale di partenza (ricordiamo che gli Eterni e i Celestiali sono stati protagonisti di una delle saghe più spettacolari che la casa delle idee ricordi) avrebbe ampiamente permesso.

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