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Tarantino e Cardoselli: un artbook pulp, molto pulp

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Tarantino e Cardoselli: l’artbook pulp di Independent Legions è un incontro molto interessante tra l'autore e il celebre regista.

Tarantino e Cardoselli: l’artbook pulp di Stefano Cardoselli edito da Independent Legions è indubbiamente un incontro molto interessante tra il fumettista italiano e il celebre regista. Il volume è corredato di due racconti inediti a tema, “Il buon vicino” di Ramsey Campbell e “Sogni di ragazze” di Jonathan Maberry, tradotti da Alessandro Manzetti che cura anche i testi di accompagnamento con il suo doppelganger letterario, Caleb Battiago, con brevi note dense, dotate di una graffiante sintesi poetica, non una spiegazione didascalica ma un commento che arricchisce il segno, in un dialogo tra i due autori per una volta non fumettistico, ma in giustapposizione di disegno (che qui la fa ovviamente da padrone) e testo.

Tarantino

La cover ci mostra l’iconica immagine di Marsellus Wallace, che ha fatto molto scervellare i fan per il cerotto che non trova spiegazione in “Pulp Fiction” (e che, stando a Tarantino stesso, non ha uno specifico significato, ma serve solo a mascherare una cicatrice dell’attore Ving Rhames), e a cui Cardoselli sovrappone un suo tribale monogramma.

All’interno, il catalogo è strutturato per anni, corrispondenti ai film di Tarantino regista. Si comincia quindi col 1992 delle Iene, mettendo in primo piano il rasoio da barbiere di Mr. Blond che, stando alle dichiarazioni di Tarantino, è il suo oggetto di scena preferito.

Cardoselli e il pulp

Stefano Cardoselli è uno dei disegnatori italiani che meglio ha saputo interpretare, in questi anni, le istanze del pulp fumettistico, ultimamente forse un po’ sopito dopo un periodo di forte preminenza negli anni tra la fine dei ’90 e i primi anni 2000.

Tarantino

L'autore aveva esordito proprio nel 1999, collaborando poi anche a livello internazionale con 2000 AD, baluardo inglese di certa fantascienza brutta, sporca e cattiva che ha anticipato il più verace cyberpunk (è il primo italiano ad essere antologizzato nella loro raccolta “Tales of Teelguuth”, di tema fantasy e prefata da Alan Moore). Nel 2015, anno in cui realizza la biografia a fumetti di Ozzy Osbourne, è scelto dal Treviso Comic Book Festival (tra i più rilevanti premi fumettistici) come il miglior disegnatore italiano. Oggi, con Independent Legions, Cardoselli vede una nuova fioritura della sua attività con moltissime opere in cantiere, in cui si esplica appieno la potenza del suo segno nervoso e volutamente eccessivo, solitamente però nel dualismo del bianco e nero. Qui invece si aggiunge anche, per una volta, la potenza del colore, e il risultato è decisamente affascinante.

Pulp Fiction

Tarantino

Il 1994 ci conduce ovviamente a “Pulp Fiction”, l’opera forse più iconica del rinascimento “pulp” operato da Tarantino. Può meritare qui ricordare, in ambito illustrativo, che “pulp fiction” rimanda in origine ai magazzini su carta di scarsa qualità – ottenuta dalla polpa del legno – che contenevano storie spesso dozzinali, in primis sugli argomenti del crime e del noir. E, naturalmente, le illustrazioni, specie in copertina, erano determinanti per il successo di tali magazines. Spezza la sequenza di potenti immagini il notevole “Il buon vicino”, il racconto a tema di Jonathan Maberry, veterano del Bram Stoker Award, autore della graphic novel V-Wars da cui l’omonima serie Netflix del 2019, inquietante per preveggenza (datele assolutamente un’occhiata).

Kill Bill e oltre...

Segue il 1995 di Four Rooms, il 1997 di Jackie Brown, quindi l’ultraviolenza di Kill Bill (2003-2004), che ha anche potenziali echi fumettistici, in particolare con il Frank Miller più sedotto dall’Oriente, da Ronin a Elektra. Poi è la volta di “Sogni di Ragazze”, di Ramsey Campbell, tra i più importanti autori dell’horror contemporaneo, che impreziosisce di un’altra gemma testuale d’ispirazione tarantiniana questo sentito omaggio visivo. Quindi, l’omaggio esplicito di Tarantino a Miller, con il suo episodio di “Sin City” (2005), “The Big Fat Kill”.

Il 2007 ci guida a Deathproof, poi è il 2009 degli Ingloriosi Bastardi, omaggio di Tarantino al cinema di genere italiano (e in particolare al film del 1977 di Enzo G. Castellari Quel maledetto treno blindato, uscito in USA con titolo, appunto, di Inglorious Basterds). Il 2012 e il 2015 ci scaraventano nei due beffardi western tarantiniani, in cui nuovamente affiora un possibile rapporto con la scena italiana dello spaghetti western, mescolata certo a molteplici rimandi di altro tipo nella sua intricata stratificazione postmoderna. E quindi giungiamo al 2019 che vede l’uscita dell’opera, con l’omaggio a “C’era una volta a... Hollywood”, il film dichiaratamente metanarrativo dell’autore. In tutti i casi, Cardoselli coglie le scene che sono più affini al suo registro, dettagli significativi, imponenti bad-ass di ambo i sessi, o scene di combattimento rese con spettacolare dinamismo suggerito in pochi tratti efficacissimi.

Conclusioni...

Insomma, un libro d’arte che costituisce un intrigante omaggio di Cardoselli a uno dei maestri del cinema mondiale che ha indubbiamente avuto un influsso su di lui e sul meglio del fumetto italiano dell’ultimo ventennio (e che, a sua volta, all'estetica fumettistica deve qualcosa, nelle molteplici fonti del suo mash-up postmoderno). Uno spirito pulp, molto pulp (“pure troppo”, chioserebbe l’indimenticato Thomas Prostata) che ci piacerebbe ritrovare di più nella fumettosfera odierna, oltre i consueti – sacrosanti, certo - scavi dell’intimismo. I legionari di Independent Legion combattono questa battaglia come gli eroici spartiati postmoderni di Big Fat Kill, e di questo è doveroso render loro merito.

 

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