STAI LEGGENDO : Chi Segna Vince e il calcio nel cuore di un'isola

Chi Segna Vince e il calcio nel cuore di un'isola

Condividi su:

Chi Segna Vince è vera storia calcistica che non si basa sul farcela o sul talento innato, ma su uno sgangherato amore per il pallone.

Io non sono un tipo particolarmente sportivo e ogni volta che guardo uno show legato a tale genere vado sempre ad esaminarne il lato culturale, l'impatto che quella disciplina ha sul contesto in cui nasce e prospera. Quando si parla di calcio siamo su un terreno florido, specie per chi come noi Italiani lo vive con più religiosità della messa la domenica.

I miei, ad esempio, sono grandi tifosi e non si perdono una partita allo stadio, mentre io sono l'esatto opposto e un po' quella costante ossessione da parte di tutta la città (abito a Roma) mi ha sempre allontanato un po' dall'ambiente. Ma Dio se mi piacciono i racconti sportivi, perché rappresentano quei valori che le curve e il tifo smoderato nascondono fin troppo bene. A questo giro mi sono quindi offerto di vedere Chi Segna Vince, fatica di Taika Waititi che sicuramente è meglio dell'ultimo Thor.

La storia segue la cronaca vera della nazionale (e unica squadra ipotizzo) delle Samoa Americane dopo una sconfitta schiacciante così grave da aver stabilito il record come la più umiliante: 31 gol dall'Australia. Il compito di un allenatore, esonerato per aver dato in escandescenze sul campo e interpretato da un solito Fassbender, è quello di riuscire a compiere il miracolo e rendere la nazionale delle Samoa Americane abbastanza in gamba da segnare un primissimo gol della speranza.

Il film a mio giudizio parla poco e nulla di calcio, anzi è quasi pretesto. Non è un film del “farcela” e dei sacrifici per raggiungere l'obiettivo delle nazionali o alla Captain Tsubasa dove tutto è un gigantesco susseguirsi di sfide impossibili.

Nah, a Chi Segna Vince non importa di esaltare il calcio, piuttosto di trattarlo per quello che è: un gioco. Un gioco che però culturalmente, nelle Samoa Americane piccole e poco popolate, diventa uno dei più veri momenti di aggregazione della comunità. L’estrazione dei giocatori è quindi uno spaccato di vita, del resto tutti i membri di quel piccolo villaggio fanno tutti più lavori e Waititi in questo ci gioca pesantemente, rendendo tutti gli abitanti una macchia comica senza però esagerare.

Insomma, non è Adam Sandler che fa andare avanti un gruppo di detenuti in l'Altra Sporca Ultima Meta: c'è più affetto in Chi Segna Vince, la quotidianità e serenità di qualcuno che vede il calcio come un modo per divertirsi non per riscattarsi agli occhi altrui. Perciò i giocatori si fermano quando c'è il momento per pregare o devono salutare un loro amico.

Sono disattenti, scoordinati e spesso si prestano a scene comiche che ne vanno a sottolineare la bontà (e ingenuità) d'animo, scaldando il cuore dell'osservatore e la frustrazione del coach. Sì, perché Fassbender è proprio quel coach di ferro e cinico che è lì per punizione per buona parte del film, il classico contrasto che serve come strumento narrativo per incrementare l'effetto di fuori uscita dei valori migliori della squadra, il riscatto dei giocatori salvati dall'Allenatore che a loro volta salvano lui da un passato burrascoso. (Quindi una specie di Ted Lasso al contrario! NdLorenzo)

Chi Segna Vince non vuole inventarsi nulla, anzi sguazza nei riferimenti e li usa anche in maniera intelligente in un turbinio di citazioni e rimandi, da Matrix ad altri famosi film sportivi con dialoghi che hanno fatto la storia motivazionale.

Il cuore unico di Chi Segna Vince è però nel riuscire a bilanciare ogni cosa senza far sentire l'eccesso di uno o l'altro elemento. Non si avverte mai di star di fronte a una pura commedia, così come non è facile capire quando sta arrivando un colpo emotivo molto forte, addirittura commovente per me, che viene trattato nella sua semplice umanità.

Non è quindi il desiderio di vincere a rappresentare la retta su cui viaggia, lo è invece la storia comunitaria che piuttosto cerca un’occasione per celebrarsi davvero, per far vedere che anche loro esistono in una competizione in cui tutto il mondo ha la sua possibilità di partecipare.

Ecco di che cosa si parla davvero: di usare il calcio per dire “Ci siamo anche noi, siamo orgogliosi di ciò che siamo e vogliamo riuscire a portare la nostra cultura nello sport.” In Chi Segna Vince si celebra quest'anima pura e senza pretese, lo si fa con gioia e porta un messaggio calcistico tra i più semplici e positivi che possano esserci, trasportando una storia vera nella sua immagine più vitale possibile.

E forse fa particolarmente bene a chi il calcio lo vive con l'agonismo e le fiamme nel cuore, quelle che caratterizzano l'allenatore europeo nelle prime battute e che finiscono per spegnersi in cima a una montagna scelta a caso, guardando il panorama di una piccola isola dal cuore d'oro.

related posts

Come to the dark side, we have cookies. Li usiamo per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi