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La maionese impazzita di Suicide Squad

Tranquilli, c’è anche il Pagellone!


Fare la maionese è un’arte, puoi avere gli ingredienti più freschi ma se non li sai mescolare ti ritroverai con una poltiglia immangiabile. Il segreto è mescolarli con calma e costanza, senza andare troppo piano, ma neppure troppo forte. Ecco, mi sa che qualcuno in casa Warner non è molto bravo con la maionese e non si è fidato molto di David Ayer.

Suicide Squad è un film con ottimi ingredienti, Will Smith su tutti, rovinato da un montaggio che impedisce di avere un buon ritmo e una storia deboluccia con un cattivo abbastanza privo di senso. È quell’orribile film che molti recensori esteri descrivevano? No, è più un’occasione sprecata, una promessa dello sport che decide di non allenarsi.


Il compito di Ayer non era facile, le pressioni altissime e i personaggi troppi. Immaginate di dover mettere in campo gli Avengers avendo solo la prima parte del film per dare un senso ai personaggi, c’è di che andare nel panico. La soluzione scelta in parte funziona, peccato che ripeta troppe volte lo stesso trucchetto: musichetta cool, breve descrizione e battutina. Una volta va bene, due volte pure, ma quando tutto il film viene spezzettato in questo modo mi fai venir voglia di entrare in sala montaggio con un bastone.

Alcune scene sembrano messe lì giusto per far dire la battutina del momento, come se fossero state pensate per i trailer e poi inserite a forza nel film. Considerando che la compagnia che ha montato il primo trailer è stata usata per assemblare una versione del film più “simpatica” e colorata rispetto a quella di Ayer e che poi le due versioni sono state mescolate in fase finale, mi sa che abbiamo capito come mai Suicide Squad appare un tale casino.

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I personaggi sono ottimi, i combattimenti ben fatti e alcune sequenze sono esaltanti, lo spirito del fumetto anni ’90 è colto in pieno (con tanto di citazione della copertina con Harley e il Joker), l’epica antieroica di Quella sporca dozzina è stato capito, ma il film non c’è. Non c’è perché la Warner se l’è fatta sotto dopo i risultati di Batman VS Superman e ha cambiato rotta, non c’è perché la produzione è stata blindata da contratti pubblicitari che hanno impedito ogni posticipazione, non c’è perché si è scelto un regista con una visione cupa, ma poi qualcuno ha detto che si rideva troppo poco. Non c’è perché di fatto il film è stato montato da quelli che hanno creato il primo trailer, stravolgendo l’idea di Ayer.

Ci facciamo passare lo sconforto col Pagellone? Ma sì dai.

OCCHIO CHE IL PAGELLONE CONTIENE QUALCHE SPOILER!

Deadshot: la storiella strappalacrime che lo muove è abbastanza moscia, ma il personaggio ha le battute migliori, le scene migliori e l’attore migliore. Chi vuole un film incentrato su Deadshot che uccide persone in modo stiloso e fantasioso alzi la mano. Io nel dubbio ne alzo due. Voto 9 Centro pieno

Harley Quinn: La storia la sapete: è una sorta di Deadpool senza fattore rigenerante, creato in un periodo in cui la sudditanza femminile faceva ancora ridere, col tempo il personaggio è diventato più “sexy” e simbolo delle ragazze molto tatuate, coi capelli colorati e grossi conflitti irrisolti. Alla resa dei conti si rivela meno fastidiosa e intrusiva del previsto, quasi “umana” nel nascondere i casini che ha dentro battutine che vorrebbero alleggerire la tensione. Rimane ridicola l’idea di una tizia che combatte le divinità con una mazza da baseball. Voto 7,5 Pazzah!

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Captain Boomerang: È il grezzo del gruppo, quello codardo che scappa e poi torna, perché alla fine ci tiene. L’idea che la sua arma siano dei boomerang affilati lo rende già di per sé abbastanza ridicolo, ma divertente. 6 Aridatece Crocodile Dundee

El Diablo: A sorpresa uno dei più fighi del gruppo, nonché quello con l’evoluzione più spettacolare. Si porta sulle spalle tutti i luoghi comuni sulle gang latinos di ipertatuati con la canottiera bianca e un passato di merda. Quando lo vedi scrivere “LOVE” con le fiamme ti viene da andare via dal cinema, ma poi si fa ampiamente perdonare. Voto 8 Mama mia El Diablo

Killer Croc: Fa il suo dovere di personaggio grosso e stupido che spacca tutto, altro non gli si chiedeva e va bene così. D’altronde in ogni picchiaduro che si rispetti ci vuole anche quello. Voto 7 Minimo Sindacale

Katana: Premio come “Personaggio col nome più didascalico”, nonché donna con la storia triste che non si ferma di fronte a niente. Ci dicono che la sua lama imprigiona l’anima delle vittime, ma questo non sembra aver alcun tipo di ripercussione, è semplicemente la classica giapponese incazzata e brava nelle arti marziali. Voto 7 Meno male che ha la spada, o si doveva chiamare “mani”.

Rick Flagg: Il classico soldato base che segue gli ordini creato per far sembrare gli altri più strani. La parte doveva essere di Tom Hardy, ma pare si sia dileguato con la scusa “C’ho al telefono Inarritu che vuol farmi fare un film da Oscar, poi ti chiamo io”. Voto 5 aura mediocritas

Joker: Un po’ gangsta rapper, un po’ Fedez, un po’ Joker post-Killing Joke, non fa sentire lo spettatore a suo agio quando è in scena e questo senza dubbio è un punto a suo favore. Si vede che Leto s’è studiato il Joker di Ledger e l’ha usato come base per la sua interpretazione, a cui ha tolto praticamente tutti i tratti comici per esaltare quelli violenti. Voto 8 Corri corri a farti il tatuaggetto

Enchantress: Il vero disastro del film. Parte benissimo, con un personaggio dai lati oscuri, ricco di contrasti, sensuale e con una trasformazione affascinante… per poi diventare qualcosa che ricorda lo Zuul dei primi Ghostbusters che balla come Groot, quando è ridotto ad alberello e rimanere inattiva per quasi tutto il film. Voto 4 Sei proprio una mezza strega

Menzione d’onore: Quel povero cristo ucciso solo per far capire che il metodo per controllare i membri della Suicide Squad funziona. Gli hanno riso dietro pure le divise rosse di Star Trek. Quando vedrete il film capirete.


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