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Mary Anning, nerd ante litteram della paleontologia

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La storia quasi del tutto sconosciuta della donna che ha dato un contributo fondamentale alla paleontologia e che ha dovuto aspettare oltre 200 anni per veder riconosciuti i suoi meriti

La ricerca e lo studio dei fossili erano per Mary Anning un lavoro e una passione. Vissuta nella prima metà dell'Ottocento, il suo contributo alla nascente scienze della paleontologia è stato a lungo sottovalutato, ma dallo scorso 21 maggio una statua nella sua città natale celebra la vita e i traguardi di una donna capace di anticipare i tempi e rompere le barriere di genere.

 

nerd

Pronunciation: /nəːd/

A person who is extremely enthusiastic and knowledgeable about a particular subject, especially one of specialist or niche interest.

Lexico, The English Dictionary

Mary Enning

A Lyme Regis le ammoniti sono un fatto quotidiano. Fanno capolino dai muri esterni delle case; accompagnano i passi dei visitatori, spuntando dalla pavimentazione della cittadina; sono il simbolo di un passato che qui è presente – quotidiano, appunto, come il rumore dei martelli da geologo sulla costa.

È così da secoli. L’area è parte della Costa Giurassica, il primo sito al mondo a essere stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO per motivi naturalistici: 150 chilometri di costa britannica, da Exmouth a Studland Bay, oggi tormentata dalle maree e tempeste, ma un tempo sommersa da un caldo mare tropicale. 200 milioni di anni fa, gli abitanti del luogo erano ammoniti, ittiosauri, plesiosauri e belemniti; oggi, Lyme Regis e le altre città sulla costa vivono del turismo di chi spera di trovare sulle spiagge i resti fossili di questi antichi animali, seguendo le orme della donna che, con passione e competenza, ha reso gli antichi esseri della costa protagonisti di una delle stagioni di fermento scientifico più intense che la storia mondiale ricordi.

La figlia del carpentiere

Mary Anning nasce il 21 maggio 1799 da Mary Moore e Richard Anning, carpentiere che arrotondava i magri guadagni con ciò che la costa di Lyme Regis aveva da offrire: i “curios”, amati souvenir per i turisti di estrazione sociale elevata. C’erano le “snake-stones”, misteriosi serpenti pietrificati e privi di testa, le “devil’s fingers” e le “verteberries”, che inevitabilmente attraevano l’attenzione dei visitatori e, secondo alcuni, avevano proprietà curative. Se oggi conosciamo i loro veri nomi – ammoniti, belemniti, vertebre di rettili marini – è anche grazie alla famiglia di quella bambina nata 223 anni fa.

Richard Anning non si cura delle chiacchiere del paesino e porta con sé i figli Mary e Joseph – gli unici sopravvissuti dei dieci che lui e la moglie hanno avuto – insegnando loro a seguire i ritmi delle violente maree e a evitare i frequenti smottamenti di quel suolo così instabile. Per tutto il resto della sua vita, Mary ricorderà gli insegnamenti paterni, pratici ed essenziali per portare avanti la sua passione per i fossili, e decisivi nel porla su un percorso professionale (e imprenditoriale) considerato inaccettabile per una donna dell’epoca.

Richard muore di tubercolosi quando Mary ha soltanto 10 anni, lasciando una ingente quantità di debiti: tocca ai suoi figli rimboccarsi le maniche e trovare una soluzione, e la trovano proprio sulle coste che hanno percorso in lungo e in largo con il loro papà. Joseph trova un teschio strano, dal muso allungato, sormontato da un occhio enorme, sproporzionato rispetto al resto; qualche mese dopo, Mary riesce a localizzare lo scheletro della bestia misteriosa. Più che un animale, sembra un alieno: ha le vertebre allungate di un pesce, il muso di un coccodrillo e la coda di uno squalo. E di certo non è più di questa terra, perché nessun essere umano ha mai posato lo sguardo su una simile chimera.

Mary vive in uno dei periodi più sconvolgenti della storia della scienza: quello in cui decine di intellettuali cercano di conciliare i racconti della Genesi e la loro fede cristiana con la scoperta di un mostro estinto dopo l’altro. In un mondo in cui la gran parte delle persone è convinta che le specie animali non siano mai cambiate, c’è chi afferma che quelle bestie devono pur esistere da qualche parte, magari in un luogo remoto della Terra, e chi, invece, inizia a porre in dubbio la narrazione della Bibbia. La ragazza di Lyme Regis, priva di un’istruzione formale e proveniente dagli strati più bassi della società, fornisce agli studiosi britannici – esclusivamente uomini – il materiale per giungere a una spiegazione convincente delle origini del mondo: i fossili della Costa Giurassica.

Lo strano animale trovato da Joseph e Mary viene venduto per 23 sterline (una cifra piuttosto ragguardevole per l’epoca) a Henry Hoster Henley, lord di Colway Manor. Oggi il suo teschio può essere ammirato nelle gallerie del Natural History Museum di Londra: il resto dello scheletro è andato misteriosamente perduto. Nel 1822, grazie a un altro esemplare scoperto da Mary Anning, il massimo esperto di rettili marini preistorici dell’epoca, William Conybeare, identifica la specie di appartenenza con la nomenclatura Ichthyosaurus platyodon; una sessantina di anni dopo viene ridefinito il genus di appartenenza, e oggi quella chimera marina che aveva lasciato perplessi gli studiosi è chiamata Temnodontosaurus platyodon.

Nel corso di decenni di durissimo lavoro, soprattutto d’inverno – è il momento in cui le tempeste fanno smottare le rupi, lasciando scoperti gli strati di terreno sottostanti – Mary Anning, paleontologa ante litteram e imprenditrice, proprietaria di un negozio di fossili a Lyme Regis, diviene nota sui quotidiani locali, che frequentemente riportano le sue scoperte. Avviene anche nel 1823, quando Mary porta alla luce quello che dalla forma del corpo sembra un ittiosauro, ma con un collo incredibilmente lungo e una testa sproporzionatamente piccola; Anning riesce a trovare anche un secondo esemplare, molto simile al primo, ma con una testa leggermente più grande.

In quanto donna, e nonostante sia diventata esperta (autodidatta) nel disegno scientifico e nell’analisi delle scoperte fossili (è stata lei a intuire la vera natura delle coproliti, come provato in una lettera indirizzata a William Buckland e battuta all’asta per 100.000 sterline nel 2020), Anning non può esporre le sue scoperte alla Geological Society of London: è William Conybeare a proporre le conclusioni su quello che identificherà come Plesiosaurus dolichodeirus. Nel corso del suo discorso, Conybeare non menziona mai l’identità dello scopritore, e per riferirsi ad Anning utilizza soltanto la parola “proprietor”, non “collector”: si trasmette l’idea di una relazione esclusivamente economica tra Mary e i suoi fossili, in un’epoca in cui l’attività imprenditoriale viene pesantemente disprezzata e chi conta davvero non ha la necessità di dedicarsi alla “sporca” arte del commercio.

Questo trattamento, ripetuto per anni, alimenta un forte risentimento da parte di Mary. Anna Pinney, un’amica che la accompagnava di tanto in tanto nelle sue escursioni quotidiane alla ricerca di fossili, racconta:

“She says the world has used her ill ... these men of learning have sucked her brains, and made a great deal of publishing works, of which she furnished the contents, while she derived none of the advantages”

Tutti gli studiosi dell’epoca si recavano a Lyme Regis per acquistare fossili da Anning e discutere con lei: Henry de La Beche, Gideon Mantell, William Buckland, Richard Owen, Louis Agassiz, Charles Lyell e Thomas Hawkins, tutti nomi ben noti agli appassionati di paleontologia – e di truffe, dato che Hawkins è stato protagonista di un colossale scandalo che ha interessato la sua collezione di fossili, acquisita a un prezzo esorbitante dal British Museum e comprensiva di rettili marini largamente ricostruiti dal proprietario – erano ospiti fissi della bottega di Mary e assidui frequentatori della Costa Giurassica.

La vita della “Principessa della paleontologia” e “Leonessa della geologia” (così la chiamava Mantell, scopritore dell’iguanodonte) si conclude nel 1847, e non è un lieto fine: dopo due anni di dolori lancinanti, in parte calmati dall’uso dell’oppio, un cancro al seno strappa Mary Anning dal suo lavoro instancabile. Non aveva neanche cinquant’anni. Appena dodici anni dopo, The Origin of Species di Charles Darwin risulterà basato sulle scoperte di Anning e degli altri “dragon seekers”, i cercatori di draghi, scopritori di misteri sepolti da milioni di anni; nel 1865, Charles Dickens scriverà della “geologa autodidatta, figlia di un carpentiere di Lyme”, che “si è fatta un nome, e se l’è meritato”.

Con gli occhi rivolti alla costa

Per divenire membro onorario della Geological Society of London, Mary Anning ha dovuto attendere la sua morte. Oggi un suo ritratto, dipinto quando Anning era ancora in vita, è appeso nella hall dell’istituzione londinese. Ci mostra una donna dallo sguardo deciso che brandisce un martello da geologo nella mano destra; la sinistra indica un’ammonite che giace a terra, acciambellata come il suo amato cagnolino Tray, che dorme lì accanto. Mary portava Tray sempre con sé sul campo, lasciandolo a marcare il punto di una scoperta mentre la donna recuperava i suoi attrezzi: Tray morì travolto da una frana, e la sua perdita fu un duro colpo per Anning.

I meravigliosi fossili scoperti da Mary Anning continuano a incantare i visitatori del Natural History Museum di Londra: forse quello che colpisce di più è lo scheletro di Plesiosaurus dolichodeirus portato alla luce nel 1823. Praticamente completo, sembra nuotare nella gigantesca teca, adagiata in verticale, che lo ospita nella sala del museo dedicata ai rettili marini. Anche il suo disegno, realizzato da Anning in una lettera che annunciava entusiasticamente la scoperta, colpisce per bellezza, oltre che per la perizia tecnica con cui è stato tratteggiato. Negli ultimi anni si sono moltiplicate le biografie e gli studi sulla vita di Mary Anning, e sono numerosi i libri dedicati ai bambini che raccontano la storia della più grande nerd della storia della paleontologia.

Il 21 maggio 2022, duecentoventitré anni dopo la sua nascita, Mary Anning è tornata a posare il suo sguardo sulla costa che percorreva ogni giorno. Una folla di paleontologi, accademici, abitanti di Lyme Regis e appassionati provenienti da tutto il mondo ha partecipato all’inaugurazione della statua bronzea dedicata a Mary Anning. Come si può vedere dalle foto, le bambine erano tantissime, e la petizione per rendere tributo alla paleontologa è partita da una di loro: nel 2018, quando è iniziata la campagna, Evie Swire aveva undici anni, la stessa età che aveva Anning quando lei e il fratello Joseph scoprirono quel meraviglioso teschio di ittiosauro. La Mary bronzea ha un martello da geologo nella mano destra e un’ammonite nella sinistra, Tray scodinzola felice accanto a lei, e il suo abito è orlato da ammoniti. L’autrice è la scultrice britannica Denise Dutton.

Nel 2015, una specie di ittiosauro è stata chiamata Ichthyosaurus anningae in onore della studiosa e cercatrice, dandole finalmente il riconoscimento che merita. Mary Anning continua a vivere nelle migliaia di paleontologi e appassionati che, ogni anno, si recano sulla Costa Giurassica e continuano a scoprire esseri straordinari provenienti dal passato del pianeta. Per Mary è meglio parlare di un eterno presente, perché lei, da quella costa, non è mai andata via davvero.

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