STAI LEGGENDO : WWE 2K24 - La Calma Prima della tempesta

WWE 2K24 - La Calma Prima della tempesta

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Poche cose sono sicure, una di queste è l'annuale titolo WWE 2K. Il gioco però quest'ann ha al suo interno, molto di più di quanto si creda.

Per molti, la WWE e il Wrestling sono i primi anni 2000 con Rey Mysterio che vola fra le corde con Giacomo Valenti che urla 619, Eddie Guerrero che sulle note di VIVA LA RAZA fa rimbalzare la sua Low Rider (poi ci sono i vecchi come me che risalgono ai tempi di Hulk Hogan, Jake the Snake e Ultimate Warrior ndLorenzo).

Ci perdevamo metà della programmazione della World Wrestling Entertaiment, le puntate erano tagliuzzate e il commento italiano ci faceva capire poco o nulla, ma quello è stato il punto di accesso per gran parte del fandom italiano. Il momento di massima popolarità che si sia mai raggiunta nel nostro paese con tanto di zaini e astucci, album di figurine e ospitata di John Cena a Sanremo 2006 con Panariello che prova a strizzargli le palle indossando una maschera da Pippo Baudo (tutto vero, purtroppo).

Adesso le cose sono cambiate in tanti modi sia per chi il wrestling lo segue, sia per chi lo fa. Il modo di fruirlo e il modo di realizzarlo. Se sei un fan di qualsiasi federazione dello sport entertainment, la frase ma è finto l'avrai sentita milioni di volte, ma oggi non è solo questione di due attori che "fanno finta" di menarsi, anzi, a dirla tutta non lo è mai stato.

Il wrestling è recitazione, scrittura, teatro dell'assurdo, spettacolo circense ed è la forma di storytelling più particolare che ci sia. Oggi non puoi proporre qualcosa in cui il fandom non sia investito e, a differenza di una serie tv, non puoi raddrizzare il tiro la stagione successiva, ma direttamente pochi giorni dopo. E il dissenso o l'apprezzamento dei fan sono lì davanti a tutti, non per quelli che ti vengono a fischiare nelle arene, ma per tutti coloro che hanno una voce sui social.

In quest'epoca complessa e connessa fra prodotto e chi lo fruisce, siamo arrivati con la WWE alla soglia di un grande passo che potrebbe cambiarne lo status quo.
Cosa c'entra tutto questo con l'annuale gioco WWE? Andiamo con ordine.

Intanto, com’è WWE2K24? Bello.

Il capitolo del 2020, anzi, del 2K20 fu un disastro su tutti i fronti, vi lascio una compilation di bug e glitch per farvi capire lo stato del gioco alla sua uscita. Quel gioco ha rischiato di far naufragare la serie in maniera irreparabile, tanto è vero che non esiste un WWE2K21 e si è dovuto aspettare due anni per averne uno nuovo. Da allora è in atto un arco di redenzione che porta al 2K24 che prende tutto ciò che c’era di buono negli scorsi anni e cerca di portarlo al massimo del suo potenziale.

Si è perso oramai da tanto tempo quello stile più casual del gioco in favore di un gioco più simulativo. Difficilmente se avete amici a casa gli proporrete di fare una partita come può accadere con FIFA. WWE 2K24 punta tutto sul quel sistema fluido di mosse e contromosse, attacchi e parate, voli e schianti cui ci ha abituato il capitolo precedente, rendendolo non sono soddisfacente da giocare, ma anche bello a vedersi.

Il roster è ampio e presenta molte superstar del presente e del passato, con varie versioni del lottatore e della lottatrice di turno che cambiano nell’entrata, nell’aspetto e nelle statistiche. Il numero di personaggi presenti verrà ampliato ancora di più con l’arrivo dei personaggi nel season pass che usciranno in futuro, fra cui ce n’è qualcuno particolarmente richiesto (io sto qui in attesa che aggiungano CM Punk, non mi aspettate svegli).

Ci sono molte tipologie di match con cui si può sperimentare, fra cui quello dove devi chiudere l’avversario in un’ambulanza o in una bara, oltre che i grandi classici, con scale, tavoli, sedie, gabbie e quello dove ci si mena in un parcheggio.

Fra le altre modalità ci sono La Mia Fazione, dove si dovranno sbloccare pacchetti da aprire, formare una squadra e proseguire lungo alcune fasi combattendo alcuni incontri, dove si punta a shoppare i pacchetti e a preparare il proprio "mazzo" in vista di una accesa competizione in una modalità online.

My Rise propone invece una campagna in cui possiamo crearci il nostro lottatore personalizzato. In base alla nostra scelta potremo trovarci di fronte due storie, quella maschile, che ci vedrà competere per il titolo di campione come underdog, e una femminile in cui saremo la stella del wrestling Indie che arriva nella federazione WWE e deve dimostrare il proprio valore.

Infine c’è la mia preferita: lo Showcase, che la riproduzione videoludica di match avvenuti realmente, legati da un filo conduttore. In questo caso, visto che questo’anno è anche il quarantennale dello Showcase of the Immortals, Wrestlemania, l’evento cardine nel mondo del wrestling, si decide di celebrarne la storia facendoci competere in alcune sfide leggendarie ripercorrendo le gesta di chi ha fatto la storia.

Ammetto che arrivato a Wrestlemania XX, in cui da giocatore ho dovuto utilizzare Eddie Guerrero per battere Kurt Angle, un po’ mi sono emozionato, anche per come sono gestite le musiche e il modo di raccontare le gesta dei personaggi sul ring, con tanto di momenti scriptati che cambiamo in immagini di repertorio.

La Showcase, si conclude con il main event di Wrestlemania 39, la scorsa edizione: Roman Reigns, il campione mondiale, che deve difendere il titolo dall’assalto di Cody Rhodes.
Il primo, the Tribal Chief, the Head of the Table, un villain, potente e spietato, che ha alle spalle la sua famiglia, definita Bloodline, che sta abbatendo ogni record di permanenza con la cintura di campione in vita. Il secondo, the American Nightmare, senza macchia e di stelle e strisce vestito, è quanto di più vicino a un supereroe ci possa essere. Uno scontro di stili, di attitudini che torna agli albori del wrestling, in cui un buono si scontra con un cattivo. Fra lo stupore generale, Roman Reigns vinse, in maniera sporca, portandosi a casa, di nuovo, la cintura.

Eppure sulla copertina del gioco c’è proprio Rhodes e la tagline del gioco è Finish your story che riprende proprio un tormentone dello stesso Cody. Aggiungo anche che il main event annunciato di questa edizione 40, sarà di nuovo Reigns vs Rhodes (e di mezzo c’è pure The Rock, che è il cugino di Roman, ma di lui se ne parla dopo).

Si torna al volere e al potere del pubblico. Se prima si sceglieva Hulk Hogan l’eroe muscolare e larger than Life da sovraesporre, registrando gli incontri ed editando le reazioni del pubblico perché risultasse tifato sempre, con il tempo non si è più potuto ignorare ciò che esisteva intorno a quel ring.

Un esempio perfetto di questo è John Cena, con la sua attitudine da Never Give Up che per lungo tempo è stato fischiato perché il pubblico lo rigettava e voleva che quel posto che occupava venisse dato ad altri. Quindi siamo passati a un Wrestling sempre più incline a cambiare i piani in favore di un pubblico contento. È già successo che si siano riscritte pagine perché i fan si sono ribellati a una situazione, dove un fan favourite venisse elevato nei match più importanti perché il pubblico punta a su di lui.

Cody, in questo momento è il fan favourite e, come vi ho detto, deve avere il suo rematch contro l'inarrestabile avversario, ma i piani cambiano in un senso e nell'altro.

La WWE si è imposta per voler essere non solo una forma d'intrattenimento fra le tante, ma come caposaldo della cultura pop e non è un caso che il main event della prima storica edizione di Wrestlemania vedesse Hulk Hogan fare squadra con Mr T, o che l'attuale campione degli stati uniti sia lo youtuber Logan Paul (la cosa che fa più rabbia è che sul ring è pure bravo).

Da sempre alla ricerca di nuovo pubblico e dell'attenzione di spettatori più casual, cosa è più importante di un match che era nell'aria da più di un anno? La star più polarizzante di tutte, the People's Champ Dwayne The Rock Johnson, la cui fama stacca più biglietti di una bella storia.
The Rock è nel consiglio di amminsitrazione di TKO, il megagruppo proprietario di WWE e così debbotto senza senso diventa lui lo sfidante di Roman buttando all'aria tutti i piani.
I fan si sono schierati in favore dell'American Nightmare con un altro cambiamento in corsa ed è in questo clima di riscritture che è uscito WWE2K24.

Prima ho parlato di un grande cambiamento all'orizzonte, cioè che dal 2025 parte della programmazione della World Wrestling Entertainment finirà su Netflix., il salto della fede verso un maggior bacino di utenza.
Se lo chiedete a me, non cambierà poi molto, ma potrebbe anche portare ad una vera e propria rivoluzione, dove il lato sportivo conta meno di quello di intrattenimento a livello di scelte e di incontri di cartello, o il fandom potrebbe diventare potentissimo e far sì che il prodotto migliori le sue storie e i suoi match.
Non punto il dito pensando che una possibilità sia peggiore dell'altra, ma è indubbio vedere come la compagnia più importante di Wrestling stia per attuare l'ennesimo, e forse spericolato, passo in avanti.

WWE2K24 è quindi l'ultimo gioco di questa era pre-Netflix e questa è una cosa piuttosto grossa, perché forse, i giochi futuri dovranno adeguarsi al cambiamento, chi può dirlo?

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