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Una domanda su Secret Invasion, o forse un rant (senza spoiler)

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Secret Invasion non si può dire che sia una serie che inizi col botto. O meglio, ci prova, ma è più un tonfo.

C’è una domanda che sorge spontanea nel vedere il primo episodio di Secret Invasion, a nuova serie legata all MCU uscita proprio in questi giorni su Disney +, o almeno a me è sorta quasi immediatamente: ma sul serio?

Ma davvero è sembrata una buona idea fare una serie che parla di un popolo profugo, senza una patria, che invade la Terra e usa terrorismo e cospirazioni per attaccare e destabilizzare? Raccontare una storia che sembra legittimare - in modo non ironico - tutte le teorie di complotto più da tin hatter in pieno stile "gli alieni sono tra noi e ci sostituiscono!", letteralmente?

Ma davvero davvero la sostituzione etnica e l’ingenuità di chi accoglie chi è in difficoltà, per poi vedersi rivoltare contro il subdolo rifugiato che ormai ti ha rimpiazzato in ogni dove è una storia che non ha fatto alzare un sopracciglio a nessuno, quando è stata proposta, preparata, progettata e prodotta?

Diventa difficile credere che non sia stato fatto intenzionalmente, andando a proporre il contenuto ideale per vendere il volto nuovo dell’ MCU all’America di Trump e sodali.

Certo, non sono tematiche nuove né originali, quelle dell’invasione aliena, che sono il pane quotidiano della sci-fi fin dagli albori, dalle guerre dei mondi, agli anni degli ultracorpi, mutaforma, rettiloidi, robot, fino a tutte le ondate di Visitors, mega astronavi distruttive, o subdoli controlli mentali.
L’invasione aliena e il complotto sono temi che affiorano ogni volta che c’è un corrispettivo nell’attualità, che sia un senso di colpa colonialista, una guerra persa, un’invasione, una guerra fredda o una caccia alle streghe, ma riproporre il tutto in salsa anni ‘20 con un condimento di paura dello straniero e colpevolizzazione dei profughi sembra davvero una mossa azzardata.

Vien da chiedersi se sia opportunismo o incoscienza e quale sia la peggiore delle due ipotesi.

Già Secret Invasion aveva molti di questi problemi in versione fumetto, ma godeva del vantaggio che nella sua versione stampata l'universo comics era più distaccato dal mondo reale e contemporaneo, forse perché vedere qualcosa in video, con suono e movimento, rende più immediato e facile associare quel che vediamo con le immagini di un telegiornale rispetto alla pagina disegnata di un albo.

Viene da chiedersi se non ci fosse, magari, un arco narrativo migliore su cui andare a basare questo MCU 2.0. E poi , suvvia, è quasi dall’inizio che tutto ruota intorno agli alieni che arrivano e fanno casini, a partire da Thor, e da Avengers, poi tutto il ciclo di Thanos con annessi e connessi… Forse si poteva andare a parare da qualche altra parte, per una volta.

C’è poi l’altro aspetto della questione, ovvero che, se non fosse che sono decisamente violenti e che fanno fuori un sacco di gente innocente e che anche sostituire le persone ed impersonarle è una cosa subdola e molto disturbante, non è che questi Skrull riescano poi a farteli stare antipatici.

Se non fosse che la serie sta platealmente presentandoli come i cattivi™ della storia, tutto sommato gli Skrull sembrerebbero quasi qualcuno per cui simpatizzare. Forse, allora - mi son detta - non vorrà essere una critica alla paranoia dell'invasore straniero e del profugo che si rivolta contro chi lo accoglie? Non sarà magari proprio ribaltare questo concetto che salverà il primo episodio?

No.
Perché alla fine del pilot, negli unici dieci minuti non noiosi della puntata, si ricorre all’espediente di far fuori un personaggio noto per far leva sull’emotività.
Chiamiamola la Mossa Coulson.

Nel primo Avengers si erano ritrovati con un cattivo troppo carismatico e non abbastanza spregevole, lo spettatore rischiava di simpatizzare con Loki, invece di volerne la sconfitta. Serviva qualcosa che rendesse irrilevante l’empatia accumulata nei suoi confronti: una mossa di violenza gratuita e crudele, capricciosa persino, verso un personaggio al quale gli spettatori (e più importante ancora gli altri personaggi) sono legati.
Ma gli spettatori non sono davvero affezionati a Coulson. Sì, lo hanno visto in un paio di altri film, è un personaggio secondario che ha un po’ di riverbero nelle storie, ma non è davvero amato. Quindi che si fa? Ti faccio vedere che invece i personaggi principali, gli eroi, la prendono malissimo e soffrono un casino, così anche tu ti sentirai davvero coinvolto.

Secret Invasion tira fuori la carta Coulson, palesemente. C’è un personaggio secondario (che, ironicamente, abbiamo ormai visto in una quantità di film e serie notevole, maggiore anche allo screen time di Phil Coulson, se non si conta S.H.I.E.L.D. E nessuno conta mai S.H.I.E.L.D.) che conosciamo dal primo Avengers, e usiamo Fury per trasmettere dolore e rabbia allo spettatore, quando questo personaggio viene fatto fuori.

Il ricatto emotivo della mossa Coulson in piena regola: guarda che brutti cattivi! Hanno fatto fuori questo personaggio e guarda come soffre Fury! Soffri con lui, arrabbiati, odiali anche tu.

Solo che funziona il giusto e veramente sembra più un modo per liberarsi di un personaggio del quale non sapevi più che fare.

Oltretutto verrebbe da aggiungere che, a suo tempo, Coulson fu sacrificato, per esigenze di emotività, poi ritirato fuori con una serie sua (che onestamente era bella, ma disconosciuta totalmente dall' MCU, cosa per cui qualcuno è ancora lievemente risentito) e rifare la stessa mossa con un altro personaggio non ha lo stesso peso e lo stesso effetto.

Dobbiamo forse aspettarci che rispunti fuori anche qui? Si accorgeranno anche in questo caso di quanto questo personaggio fosse importante e estremamente utile nelle dinamiche narrative, fino a crearne una copia mal riuscita come è successo con Coulson?

Perché la mancanza di Coulson si sente e si vede, non diciamoci balle, salutiamo l’elefante nella stanza, che sta iniziando a sentirsi in imbarazzo: Everett Ross.
Non negatelo, avete pensato alternativamente “Chi?” o “Ah, ecco come si chiama coso!”

Il personaggio di Martin Freeman è un Coulson che non ce la fa. Fa le cose che avrebbe fatto Phil Coulson, ma con meno competenza, più spocchia, imbranataggine e antipatia generale. Dove Coulson era stato “adottato” dai personaggi di Thor prima e di Avengers dopo, Ross è stato piazzato in Wakanda, con risultati posticci. Che, come dire, Shuri è tanto cara e ci prova, ma i miracoli ancora non le riescono.

Insomma, con queste premesse la vedo davvero dura per Secret Invasion.

Complicatissimo riprendersi per una serie che nei primi due episodi cerca di far leva sull’emotività sempre nei minuti finali, come a cercare di segnare un gol in zona Cesarini, ben cosciente di aver perso ripetutamente l'attenzione dello spettatore durante l’esposizione, a volte orrendamente pleonastica, a volte infarcita di riferimenti a cose e persone che fanno costantemente mettere in pausa per andare a vedere di chi diavolo stiano parlando i personaggi.

C’è, forse, poco da riprendersi, se dopo due puntate questa serie sembra attestarsi come qualcosa che, in fondo, non solo non ti interessa vedere, ma che ti infastidisce proprio.
Non è la prima volta che penso che un film o una serie legata al MCU sia superflua, perdibile o tutto sommato saltabile. Mi pare però il primo esempio di contenuto del MCU che non solo sarebbe stato uguale non avessero fatto, ma addirittura meglio.

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