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James Cameron

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L’incredibile vita di James Cameron

Da ragazzino canadese che amava la scienza alla Fossa delle Marianne, passando per i B-Movie. Ritratto di un genio a tutto tondo

Quanto può essere potente un film? Quanto a fondo può penetrare il suo messaggio? Difficile quantificarlo con numeri o statistiche, ma quello di 2001 Odissea nello Spazio fu abbastanza forte da marchiare a fuoco la mente di un ragazzino canadese nato a Kapuskasing, Ontario, nel 1954 ma cresciuto a Chippawa, vicino alle Cascate del Niagara: James Cameron.

Oggi Cameron è un regista, inventore, disegnatore, un genio di stampo rinascimentale in grado di passare senza problemi dal banco di progettazione al tavolo da disegno. Ha all’attivo qualche brevetto, perché quando non è riuscito a trovare ciò di cui aveva bisogno per girare una scena come voleva lui, se l’è inventato, disegna benissimo (il ritratto in Titanic è suo), detiene un Guinness dei primati per le sue esplorazioni degli abissi, ha scritto alcuni dei film più importanti degli ultimi anni e progetta sottomarini.

Beccati questo Leonardo da Vinci.

Ha pure inventato la Regina Aliena, tanto per farci rosicare

La sua ascesa non è stata solo la classica botta di fortuna, ma un ottimo esempio di inclinazioni personali, caso e fortissima determinazione.

I genitori di James Cameron erano una coppia abbastanza rigida nell’educazione, molto attenti all’etica del lavoro e ottimo esempio delle due anime del regista. Il padre era un ingegnere elettrico, la madre un’artista che lo spinse verso la pittura e organizzò persino una sua mostra personale. Il suo più grande interesse, come dichiarato molti anni dopo durante un TED, erano la scienza e la fantascienza. Divorava racconti fantastici e passava gran parte del tempo fuori a raccogliere campioni di tutto, acqua, terreno, animali, piante, per osservarli al microscopio.

“Il mio amore per la fantascienza sembrava rispecchiarsi nel mondo attorno a me, alla fine degli anni ’60 siamo andati sulla Luna e Jacques Costeau stava entrando nei nostri salotti con immagini bellissime di animali e mondi che non immaginavamo neppure. Tutto ciò sembrava entrare in risonanza con le mie passioni”.

A 15 anni il primo contatto con 2001: Odissea nello Spazio. Al termine del film Cameron capisce che avrebbe voluto diventare un regista. Lo guarda così tanto da stare letteralmente male. Cercando di capire come funziona il linguaggio cinematografico prende la Super-8 del padre e inizia a girare piccoli corti. Nel frattempo invece di fare i compiti inizia a scrivere storie di fantascienza. Una in particolare sembra piacergli molto, qualche anno dopo diventerà Abyss.

A un certo punto la famiglia di Cameron cade in un grande classico delle vite nordamericane: il trasferimento a migliaia di chilometri di distanza. Il padre infatti accetta una proposta di lavoro in California, nel cuore ozioso, assolato e privo di grandi prospettive della Orange County.

Questa è forse la sua fase peggiore, quella in cui inizia a mollare e a dare la colpa agli altri.

“Non riuscivo a vedermi nei panni di un regista. Di fatto pensavo che quel tipo di persone nascessero così, come una sorta di sistema di caste. I ragazzini di un paesino canadese non finiscono a dirigere film”.

Al college non riesce a trovare una direzione, gli piace la Fisica, ma anche la Letteratura, vuole fare il biologo marino, ma anche lo scrittore, troppe idee in testa, poco tempo per farle tutte e intanto l’unico attestato che prende è quello per le immersioni. Gli piace l’idea di venire trasportato in altri mondi, come quello subacqueo che vedeva da piccolo, in televisione.

Alla fine decide di studiare fisica, matematica, chimica, tutte cose che adora, ma non è quello che vuole fare da grande, quindi molla e finisce a fare ogni possibile lavoro: camionista, autista di scuolabus, meccanico. Di notte dipinge, fuma marijuana e pensa alla casta dei registi.


Poi improvvisamente la sua vita viene stravolta da un altro film, l’opera di un regista ribelle, che stava anche po’ sulle balle all’Hollywood dell’epoca: Star Wars. Come lo schiaffo in una crisi di panico, come la secchiata d’acqua fredda durante l’incazzatura, l’avventura di Luke Skywalker strappa Cameron dal suo torpore e gli fa capire che il cinema può unire le sue due anime di ingegnere e scrittore, il suo occhio artistico e la sua mano da costruttore.

Ad esaltarlo ancora di più ci si mette la lettura di un libro che diventerà col tempo la pietra angolare di molte carriere cinematografiche e corsi dedicati: La sceneggiatura di Syd Field.

In preda all’entusiasmo, Cameron scrive un soggetto per un cortometraggio di 10 minuti insieme a due amici, recupera i soldi per girarlo da un gruppo di facoltosi dentisti che cercavano un modo per avere sgravi fiscali, affitta tutta l’attrezzatura necessaria e si lancia nell’impresa.

Ero come un dottore che faceva la sua prima appendicectomia dopo averne solo letto sui libri”.

Ovviamente, le prime ore sono un disastro. Dopo aver passato mezza giornata a capire come funzionava la macchina da presa, decide di tornare in studio e smontarla pezzo per pezzo per capire come usarla bene. Una volta appreso ciò che gli interessa, riporta tutto dal noleggiatore e gli chiede dove ha imparato il mestiere, quello gli risponde “ho fatto tutto da solo”.

E allora perché non poteva riuscirci lui?

Da quel momento in poi Cameron trasforma la libreria della Università della California del Sud nella sua seconda casa. Legge ogni libro sul cinema o sugli effetti speciali che riesce a trovare, quando può li fotocopia, altrimenti prende pagine e pagine di appunti. Chiede appunti agli studenti e fa lavorare a suo favore la capacità di cui è più dotato: l’ossessione per qualcosa.

Insomma, si fa un culo così, come tanti prima e dopo di lui, e anche se il progetto dei dentisti naufraga, impara abbastanza cose per bussare da Roger Corman, la leggenda dei film horror e action a basso costo, che inizia a farlo lavorare sul set. D’altronde Corman oltre ad adorare i B-Movie ha sempre avuto l’occhio lungo, visto che tra le sue “scoperte” ci sono anche Demme, Coppola e Scorsese.

Guardiani della Galassia chi?

Inizialmente Cameron si occupa dei modellini in miniatura, ma nel 1980 esordisce come art director di Battle Beyond the Stars che la secolare tradizione italiana di adattamenti a caso traduce con I Magnifici Sette nello Spazio. Il film è anche considerato il debutto ufficiale di James Horner che lavorerà a molte colonne sonore di Cameron, tra cui Aliens, Titanic e Avatar.

Il passo successivo fu lavorare agli effetti special di Fuga da New York e fare il production designer di Galaxy of Terror in cui compare un giovane Robert Englund prima di diventare Freddy Kruger ma del quale ci restano soprattutto alcuni schizzi preparatori che mostrano il talento artistico di Cameron. È in questo periodo che il regista, totalmente focalizzato sul lavoro, divorzia dalla prima moglie.


Il suo rapporto con l’altro sesso sarà sempre abbastanza conflittuale, perché per lui prima viene la sua pazzia del momento, il suo lavoro, il progetto che ha in testa e poi tutto il resto. Forse sono maldicenze, ma dopo cinque matrimoni il dubbio ti viene. In generale, chi ci ha lavorato insieme lo descrive o come un genio meticoloso che ti permette di dare il meglio e che non si risparmia o come un pazzo maniaco incline a scatti d’ira che rende la tua vita un incubo. Probabilmente è entrambe le cose.

Dopo questo primo assaggio di torta, Cameron ne vuole di più, non gli basta partecipare al lavoro degli altri, vuole il volante, che gli viene dato nel 1981 con la regia di Piranha II, aka Piraña Paura. Il suo nome spunta fuori perché il produttore, l’italiano Ovidio Assonitis, cerca un novellino da manovrare, ma il poveretto non sa di avere a che fare col pazzo furioso di cui sopra che oltretutto si trova di fronte una troupe che parla solo italiano e che palesemente non ha i soldi per fare un film decente.

La produzione del film è un disastro, Assonitis e Cameron si scontrano continuamente, il primo vuole inquadrature di ragazze in topless e ha velleità di conduzione, il secondo vuole semplicemente fare un film. Dopo tre settimane viene licenziato, ma resta come aiuto regista. La sua ossessione è tale che pur non avendo accesso alla sala montaggio decide di entrare di nascosto forzando la serratura e montare il film secondo la sua visione, arrabattandosi con l’attrezzatura in italiano.

La leggenda a questo punto narra che tutto lo stress accumulato in quei giorni gli causò un incubo nei giorni di lancio del film, a Roma: un torso metallico che si trascina fuori da un incendio impugnando due coltelli. Non penso di dover sottolineare ulteriormente di cosa stiamo parlando.

Sempre un disegnetto del ragazzo

E mentre aspetta di trovare i soldi di Terminator, Cameron scrive Rambo II e Aliens. Il primo verrà pesantemente riscritto da Stallone, il secondo dovrà aspettare un po’, perché Mr. Ossessione ha finalmente trovato l’accordo giusto per girare il film del suo incubo. Cameron vende la sceneggiatura alla produttrice Gale Anne Hurd per un dollaro, a patto di poter girare il film nel modo che preferisce. I due poi si sposeranno.

Evito di addentrarmi troppo nell’importanza di Terminator nel nostro immaginario collettivo, diciamo solo che il film costò 6,5 milioni di dollari e ne incassò circa 80, diventando probabilmente il film più acclamato del 1984. Un successo che lanciò sia la carriera di Arnold Schawrzenegger, sia quella di Cameron, che trovò pronto ad aspettarlo la poltrona di Aliens.

A questo punto il ragazzino canadese che aveva consumato 2001 Odissea nello Spazio stava rapidamente acquistando velocità, ma invece di accettare proposte di ogni tipo decise nuovamente di girare qualcosa di suo, come voleva lui. Abyss ridefinì il concetto di riprese subacquee, anche grazie al fatto che Cameron inventò una specie di dolly subacqueo che permise al cameraman di manovrare e riprendere facilmente sott’acqua. Quello di Abyss fu uno sforzo umano e produttivo enorme, l’ennesima ossessione che si portò via il suo secondo matrimonio.

Per ottenere gli alieni “acquatici” del film Cameron ha ideato anche un nuovo effetto, il morphing, che lo porta a fondare il suo personale studio di effetti speciali, Digital Domain, e che viene subito riutilizzato in Terminator 2. Finito il film si sposa Linda Hamilton, che lo sopporterà fino all’uscita di Titanic.

Gasatissimo dalla Digital Domain, Cameron decide che è il momento di renderla la numero uno nel campo dell’animazione cinematografica e propone ai soci una storia assurda e fantastica, piena di personaggi creati al computer. Per fortuna Scott Ross, ex Industrial Light and Magic, e Stan Winston riescono a fargli cambiare idea. “Visto che ti piacciono tanto gli abissi, perché non facciamo un film sul Titanic?”. Nel frattempo arriva a tanto così dal dirigere un film su Spiderman e lancia la serie TV Dark Angel, con Jessica Alba.

https://n3rdcore.it/legemonia-culturale-di-titanic-e3e958b821dd

Una volta messi alle spalle undici Oscar e terminata l’eco degli acuti di Celine Dion, Cameron sparisce dalla scena per quasi dieci anni. Ma ovviamente non si sta godendo i suoi soldi, in fondo è pur sempre quel ragazzino che esplorava la natura, quindi decide di scrivere un film sull’esplorazione marziana, usando l’attrezzatura IMAX. Ma non è soddisfatto, quindi chiama l’esperto che lo ha aiutato a girare Abyss e per una decina di anni decide di andare realmente a vedere il Titanic ed esplorare gli abissi con una serie di telecamere 3D steroscopiche che sono poi diventate una sorta di nuovo standard per i film in tre dimensioni, le stesse che userà per dare vita a quel film che gli avevano sconsigliato di fare più di dieci anni prima: Avatar.

La voglia di fare Avatar gli viene dopo aver visto ciò che Peter Jackson aveva fatto con Gollum. L’evoluzione delle motion capture gli apre un mondo e lui ci mette del suo, sviluppando un sistema che gli permette di vedere in tempo reale come sarebbe la scena con gli effetti speciali già applicati.

Con Avatar Cameron ha finalmente l’occasione di creare il suo Star Wars, un mondo enorme, gigantesco, iperdettagliato, sul quale puntare ogni tanto una lente di ingrandimento per raccontare una storia. Lo definisce un “universo frattale” in cui c’è la stessa complessità sia che lo si guardi nel suo insieme, sia che si voglia scendere nel minimo particolare.

https://www.youtube.com/watch?v=SRa2iEdTYIA

Messo alle spalle anche Pandora (solo per il momento, come sappiamo), decide che il record del mondo per il film con l’incasso più alto non gli basta e torna al suo secondo amore: l’esplorazione. Nel 2012 ottiene il Guiness dei primati per essere il primo uomo a scendere nel punto più basso dell’Abisso Challenger, nella Fossa delle Marianne. Ovviamente tutto è stato filmato con le sue telecamere 3D e il sottomarino l’ha progettato lui.

La gente mi chiede come fare il regista e io rispondo che non ci sono due persone che ci arrivano nello stesso modo, che non c’è niente che io possa fare per aiutarli. Qualunque sia il vostro talento, i vostri punti di forza e le vostre debolezze, dovete trovare la strada che funziona per voi. Se dovete chiederlo agli altri forse non lo farete mai e se questo vi fa incazzare andate là fuori e dite ‘Adesso dimostrerò a quel James Cameron là che si sbaglia’”


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