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Godzilla

Godzilla, ovvero la tensione mostrica

Normalmente per fare un buon film di mostri ci vogliono: uno scettico, un paranoico e molte persone che sparano a caso, ma Godzilla ha dimostrato che non è poi così male metterci dentro un po’ di “tensione mostrica”.

Se non sapete cos’è, partiamo dalle basi.

La tensione erotica è quella cosa per cui se metti un uomo e una donna nella stessa stanza, qualcuno li immaginerà subito a scopare, e tu devi fare in modo che ciò accada il più tardi possibile, perché dopo è un lungo 26 dicembre narrativo.

Sulla tensione erotica ci hanno campato e ci campano parecchie serie TV di ogni genere, tipo quando in X-Files c’era gente che non vedeva l’ora di una scena di sesso tra Moulder e Scully, e anche parecchie donne dell’era pre Youporn le devono un discreto numero di cene fuori.

Ecco, adesso immaginate di sostituire due tizi che trombano con due mostri alti come un grattacielo. Se tu me li metti in un film, io mi aspetto che si picchino come si deve e che siano ben inquadrati mentre lo fanno, così come se mi metti un cattivo grosso in un film io mi aspetto che si picchi col protagonista.

Questa è la tensione mostrica, e Godzilla è l’equivalente della liceale indecisa delle tensione mostrica.

Tutto il film è giocato sul fatto che i mostri si dovranno picchiare, ma ogni volta in cui la situazione sembra degenerare in una rissa da bar da miliardi di tonnellate, la scena cambia, lo scontro rimane nel campo dell’intravisto, magari in televisione o attraverso una porta che si chiude, e noi rimaniamo con le mutande calate e la faccia un po’ così, mentre Gareth Edwards si ritrae mugugnando “No, no, no, non mi sento pronta, io di solito i film di mostri li faccio senza mostri”.

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MAREMMA PUTTANA COSA CHIUDI COSA!

È un male questo? No, perché anche se non lottano tra di loro i mostri spaccano tutto. Spaccano treni, spaccano aerei, spaccano città, spaccano perfino un sorvegliatissimo deposito nucleare senza che nessuno se ne renda conto, alternando bene le fasi “Ok adesso dobbiamo parlare un po’ per far capire quello che fanno gli umani” a quelle in cui c’è solo da ammirare la magnificenza della distruzione.

E caspita se è fatta bene la distruzione, ma risparmiatemi frasi tipo, “ottima fotografia”.

Poi arriva lo scontro finale e per i vostri occhi sarà la scopata del secolo, sarà esattamente come vorreste che fosse la vostra prima volta con un film di mostri, una sequela di schiaffi magistrali in cui si riesce perfino a tollerare la presenza umana, che in certi punti sorpassa Pacific Rim facendogli i fari.

Ecco, volendoli paragonare, Godzilla sta a Pacific Rim come i Nirvana stanno ai Foo Fighters. A Godzilla gira il cazzo SEMPRE, soprattutto quando gli tocca muoversi, perché si capisce che lui vorrebbe stare a non fare un cazzo nella Fossa della Marianne mangiando calamari giganti, e invece gli tocca portarsi dietro il peso di essere la metafora vivente dell’orrore nucleare che un po’ aiuta gli umani ma alla fine gli oblitera le città.

Godzilla non è slanciato e non fa le mossette, Godzilla è grosso, c’ha il fisico a pera e quando si rialza dopo aver preso i colpi sembra me in pieno dopo sbronza che dormo sulla spiaggia, ma soprattutto ha un carisma che si mangia il film in un solo boccone ogni volta che compare sulla scena, con buona pace degli attori, che non sono altro che figurine di carta utili solo a farci vedere quanto lui sia più grosso rispetto a loro

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Ciao, sono il lunedì mattina dell’umanità

Cranston, ad esempio, che vince il premio “minor numero di minuti su schermo in rapporto a quanto il marketing ci ha battuto sopra”.

In una cosa i due film sono uguali, le puttanate, ma quando capisci che oltre a tutto il resto, in un film di mostri gli umani devono fare puttanate, allora va tutto meglio.

Ci son tipo quelli che mentre i mostri si picchiano da circa un’ora sono ancora in ufficio e li guardano stupiti come se non facessero rumore come quattro terremoti. Ma che cazzo ci fai ancora in ufficio, devi finire la partita a Candy Crush?

Ci sono fucili che scompaiono e riappaiono in mano a chi li aveva persi, gente a cui cadono treni in testa e sopravvive, personaggi principali che casualmente sono sempre dove succede il casino, il già citato supermegacentro di scorie nucleari in cui nessuno si rende conto che manca metà della montagna in cui è scavato, mostri enormi che prendono di sorpresa soldati che li potrebbero vedere coi satelliti e infine, l’idea delle idee (SPOILER!).

Visto che i mostri si stanno dirigendo verso San Francisco, perché non li attiriamo mettendo una bomba atomica proprio vicino a San Francisco? Eh bravo coglione, bell’idea, anche io per non farmi notare scorreggio sempre quando l’ascensore e pieno di gente.

Poi va beh c’è una scena con un mostro che si mette un razzo nucleare nella sua enorme vagina, ma ho rimosso.

Ma grazie per aver lavato l’onta del film con Broderick.