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Mint: i migliori entry level per i "piazzamento lavoratori"

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Mint è una serie di giochi da tavolo "tascabili" che vogliono essere dei tutorial per meccaniche ben più complesse.

Piazzamento lavoratori.

 

Se siete avvezzi del mondo dei giochi da tavolo questa frase non vi suonerà di certo nuova mentre se state muovendo i primi passi su un tabellone da gioco potreste non esservici imbattuti o non aver capito pienamente il suo significato.

 

Per “piazzamento lavorati” spesso ci si riferisce ad un genere nel quale, per l’appunto, piazziamo dei lavoratori sulle aree di gioco per svolgere determinate azioni.

 

Sarebbe più preciso parlarne però in termini di meccanica più che di genere poiché sono tanti i generi ludici che, negli anni, hanno iniziato a sfruttare l’idea per costruire il proprio gameplay. Pensiamo, ad esempio, ad Everdell che possiamo andare a definire come un “card-engine” in quanto il suo core è quello di creare un motore di punti (e a volte azioni) tramite il posizionamento di alcune carte che vanno a creare combinazioni più o meno potenti.

Per accedere alle varie risorse con cui comprare e/o giocare tali carte dobbiamo però piazzare un meeple dalla nostra riserva sulle aree comuni del tabellone per svolgere la data azione, quindi, di fatto, stiamo piazzando dei lavoratori senza però poter etichettare Everdell come “un piazzamento lavoratori”.

 

Chiaro è che, data la premessa, tale meccanica può spaziare all’interno dei più svariati generi generando titoli più o meno difficili da approcciare.

 

Alla sua base ci sono tre pilastri fondamentali: i turni sono ben definiti e il ritmo è piuttosto veloce (generalmente si posiziona un lavoratore per turno), il gioco è piuttosto lineare nel suo svolgimento e i giocatori ricevono una “gratificazione” immediata per l’azione appena svolta.

 

Chiaro è che i titoli che offrono al giocatore una meccanica simile possano apparire piuttosto complessi dal punto di vista strategico: è bene pianificare bene i propri turni (anche quelli futuri) ed è bene tenere sempre a mente un piano B (ma anche C) nel caso in cui qualcuno occupi l’azione che vogliamo noi.

 

Pertanto si tratta di titoli che, sempre generalizzando, non sono molto consigliati a chi sta approcciando per la prima volta il mondo dei giochi da tavolo proprio per via di questa “complessità” strategica elevata che potrebbe far storcere il naso a molti.

Nonostante ciò si tratta di una delle meccaniche che più preferisco utilizzare sul tavolo quindi, volenti o nolenti, i miei amici devono fare i conti con il fatto che prima o dopo intavolerò qualcosa che ne sfrutta il potenziale. Ma, come ogni giocatore sa, non basta sempre avere il tavolo dei soliti appassionati perché l’imprevisto è sempre dietro l’angolo e il sostituto per serate impegnative è sempre complesso da trovare.

 

Proprio per questo quando mi si presentano titoli che hanno l’ardire di promuoversi come “introduttivi” per un dato genere o una data meccanica questi entrano, senza troppi pensieri, nella mia collezione (per poi prendere la polvere perché li suo poco, ma questo è un altro problema).

 

Durante le ultime settimane spulciando i classici annunci di giochi usati mi imbatti in due titoli della serie Mint: si tratta di titoli dalle dimensioni estremamente contenute la cui confezione è una latta che ricorda quella delle mentine.

Nello specifico venivano venduti Mint Works e Mint Delivery ( ne esistono altri tre della serie), ancora da aprire, e ad un prezzo molto ragionevole. Visto che si pubblicizzano come fra i migliori introduttivi per i piazzamenti lavoratori li prendo senza pensarci e li provo.

 

Il primo, Mint Works, è un piazzamento lavoratori abbastanza canonico: si prendono i token mentina, si posizionano su degli spazi azione e si svolge l’azione corrispondente (comprare un piano di costruzione, costruire un piano comprato, guadagnare altri token o prendere il primo giocatore).

Il titolo è molto breve (3-4 turni massimo), estremamente semplice da intavolare e altrettanto da giocare e con una profondità strategica del tutto inesistente: ci sono letteralmente tre combo fattibili di cui solo due davvero rilevanti sul punteggio finale.

 

Insomma, la prova con giocatori avvezzi al genere si è dimostrata piuttosto deludente: Mint Works manca di tutto quello che un giocatore navigato cerca ma allo stesso tempo entra nella tasca dei pantaloni ed è un piacevole riempitivo delle pause pranzo in ufficio.

 

La prova con giocatori che non hanno mai giocato titoli con piazzamento lavoratori ha avuto tutto un altro gusto, invece: il gioco è piaciuto molto e nonostante l’eccessiva semplicità ci si è divertiti a cercare una pianificazione ottimale dei propri turni di gioco.

La durata contenutissima ha contribuito anche alla voglia di ritentare con un altro paio di partite per riuscire a capirne al meglio le strategie vincenti.

 

Insomma, Mint Works fa esattamente quello che deve fare: essere un tutorial per la meccanica per tutti coloro che vogliono provare a fare un “salto strategico” sui titoli che mettono sul tavolo.

 

Diversa è invece la sorte di Mint Delivery che mette in tavola un tipo di piazzamento differente: spostiamo un token furgone lungo un tabellone ed effettuiamo le azioni disponibili sulla fermata attuale. Lo scopo è quello di caricare mentine in una città e rivenderle nelle altre che ne fanno richiesta.

La situazione qui è molto differente: le regole si fanno più complicate (un nonnulla eh, ma l’entry level si alza senza alcun dubbio), le strategie non sono così esplicite e la partita ha una durata leggermente più lunga.

 

Mint Delivery potrebbe, quindi, essere lo step successivo: risulta appetibile anche agli appassionati e rappresenta un gradino (poco) più alto per chi ha iniziato con Mint Works.

 

Sono estremamente soddisfatto di entrambe le scatolette che, senza dubbio, mi accompagneranno spesso in gite fuori porta vista l’estrema portabilità delle confezioni ma ancor di più sono soddisfatto del loro lavoro “formativo” nei confronti dei nuovi giocatori ai quali consiglio caldamente l’acquisto.

 

L’unico neo è la mancanza di una distribuzione italiana e di una localizzazione che potrebbero rappresentare un piccolo scoglio per alcuni, per il resto se li trovate, che siate nuovi o meno non lasciatelo sullo scaffale che, in qualche modo, vi faranno piacere.

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