STAI LEGGENDO : Lucca Comics & Games ha rivisto le stelle, e noi con lei

Lucca Comics & Games ha rivisto le stelle, e noi con lei

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Dopo un anno atipico ecco tornare Lucca Comics, il dolore dell'anno scorso è stato veramente utile? Forse sì, ma non tutto deve tornare come prima

Un anno fa circa mi prendevo uno spritz in Piazza Anfiteatro dopo aver passeggiato per le vie di Lucca mostrando su Twitch le piazze vuote, le vie tranquille, il teatro del Giglio con un red carpet abbandonato a sé stesso. In quei giorni scrivevo che a Lucca quel dolore, quel doversi rintanare negli studi streaming, sarebbe stato utile, anche perché la sua ipertrofia poteva trovare in quel momento terribile uno spazio per riflettere.

A un anno di distanza quella frase mi pare avere ancora più senso perché Lucca Comics quest’anno ha rappresentato un evento sfaccettato, complesso e difficile in cui ancora riecheggiano i traumi dell’anno scorso ma già si intravedono i semi a lungo termine di quelle decisioni.

È bene premettere che non esiste Lucca Comics & Games, ne esistono decine di migliaia, uno per ogni persona che lo visita a vario titolo. Dal bambino alla ragazza che fa cosplay, passando per l’autrice di fumetti, il disegnatore, il venditore di gadget, l’organizzatore e il giornalista. Ognuno di loro ha il proprio parere su Lucca, che può essere un disastro o la fiera più bella del mondo in base a fattori che possono anche essere totalmente casuali. Incontri il tuo idolo ed è la miglior Lucca di sempre, ti fai ore di coda sotto l’acqua per poi scoprire che ciò che volevi comprare è finito ed ecco che diventa una merda

Dal canto mio, questa Lucca è arrivata con la notizia a ridosso dell’evento che saremmo stati tra gli streaming partner con tanto di ospitalità per cinque persone, una prova di fiducia enorme da parte degli organizzatori, soprattutto considerando le differenze sostanziali tra noi e altri nomi a cui era stata garantita la stessa possibilità.

Questo l’ha immediatamente resa un momento difficile da valutare con mente sgombra perché per N3rdcore ha rappresentato una prima vera esperienza redazionale vissuta assieme, giorno e notte, che si è rapidamente trasformata in una occasione per saldare ancora di più legami vecchi e nuovi, misurandosi con un evento che è in grado di passarti sopra se non lo affronti nel modo giusto. Dal canto nostro molto si è fatto, alcune cose si potevano fare meglio, ma nel complesso mi è parso un buon esordio.

E poi Lucca è sempre Lucca, è una festa che ti svuota e ti riempie, un momento dove ti senti parte di un mondo che ti accoglie e ti vuole bene, dove la stanchezza è temporanea e le emozioni durature.

Quest'anno poi c'era quel clima di ripartenza che aggiungeva un gusto in più e un'organizzazione che sapeva di sperimentazione e futuro, rendendo anche gli inciampi meno pesanti. Questo lo si sentiva negli addetti ai lavori ma anche nel pubblico, che sarà stato anche minore ma era caldissimo e focalizzato sull'ottenere il massimo (spendendo bene, a quanto pare).

Parliamo adesso di tutto il resto.

Lo Streaming

Nei giorni prima di Lucca Comics, complice secondo me una generale incertezza sugli eventi generata dalla paura che tutto finisse nell’ennesimo annullamento e dal bisogno di confermare mille poche in poco tempo, il caos ha regnato sovrano.

Il sito internet aveva un calendario poco leggibile, gli eventi apparivano all’improvviso, le conferenze stampa non hanno chiarito alcune cose e sono state eccessivamente lunghe e ricche di momenti istituzionali, più che informazioni chiare. Il programma finale però nonostante alcune defezioni eccellenti, era di peso: un ospite importante come Miller, mostre di alto livello, molti ospiti per le varie aree tematiche, un paio di anteprime cinematografiche eccellenti. Anche se a scartamento ridotto di cose da fare e vedere a Lucca ce n’erano eccome.

Lato streaming, la scelta di usare la tripletta Ckibe, Kurolily, DiBiagio mi è parsa sensata, così come quella di avere degli streaming partner, ma è mancata secondo me una forte coesione tra tutti i coinvolti per generare un palinsesto comune sensato. Il risultato finale era il solito: gruppi e grupetti che si fanno la guerra fredda per avere l’ospite prima degli altri, con palinsesti fotocopia, nonostante da Lucca fosse arrivato l’input di dividersi in spazi tematici. Possiamo essere meglio di così.

Va anche detto che era praticamente impossibile farlo, visto il tempo. Ma adesso si potrebbe già lavorare al prossimo anno, magari coinvolgendo il canale ufficiale e i partner in iniziative comuni che almeno in parte evitino di calpestarsi i piedi a vicenda.

Lato tecnico, gli spazi streaming andrebbero rivisti per offrire una certa visibilità e una insonorizzazione adeguata (e montati per tempo) ma anche in questo caso voglio pensare che sia stato un problema legato a un enorme massa di cose da fare stizzata in un crogiuolo di pochissimi giorni con mille persone che chiedevano informazioni e tempi tecnici risicati.

Gli Stand

Vuoi l’emozione di tornare in città, vuoi tre giorni di sole splendidi su quattro, vuoi la voglia di rivedersi ma ho incontrato solo gente presa benissimo per tutto il tempo e in tutti gli stand. Quindi sì esistono decine di migliaia di Lucca ma mi sono arrivate solo voci di gente felice per le vendite, felice per la gestione interna degli spazi, nonostante le code chilometriche fuori che, secondo me, sono qua per restare. Nonostante l’assenza di Bonelli e Panini ha avuto l’effetto di lasciare più spazio agli altri e soprattutto alle autoproduzioni.

Per quanto riguarda il gioco di ruolo e da tavolo gli stand in Cavallerizza erano piccoli, mancando quasi del tutto la possibilità di fare sessioni dal vivo, se non in alcune parti del Real Collegio, anche qua però mi pare di capire che le vendite non sono mancate. Anche perché, in generale, mi pare che la gente avesse una gran voglia di spendere.

Proprio il Real Collegio cui erano presenti anche tutti i mercatini di Magic e qualcosa a tema LARP oltre a molte cose che normalmente sarebbero nell’ottima posizione delle mura. Questo senza dubbio era uno degli spazi più penalizzati. Tra lo stare dentro un palazzo con gente in coda e le migliaia persone che passano sulle mura non c’è paragone.

Purtroppo, non ho avuto modo di andare al Japan Town o nel vecchio Palazzetto, dal quale però mi giungono interessanti voci su come questa disposizione su due poli abbia cambiato la fruizione della fiera. Molti hanno lasciato l’auto in questi due spazi per poi avventurarsi in città a piedi o con le navette, mentre alcune aziende hanno preferito questa sistemazione perché più moderna e in grado, in futuro, di diventare ancora di più una mostra nella mostra.

Quattro passi in città

Ma che aria si respirava tra le vie? Onestamente, la stessa degli altri anni. Un sacco di gente in costume che vaga per le strade, famiglie, bambini, ragazzi, mescolati ovunque. Con la sola differenza delle mascherine messe quando gli spazi si facevano angusti. Sono anche abbastanza convinto che molta gente sia arrivata giusto per fare una passeggiata; tuttavia, non mi sono mai sentito assembrato o in pericolo, anche perché in alcuni casi le strade venivano chiuse così da scaricare il peso sulle vie limitrofe.

L’aspetto forse più bello della contingentazione è che ha impedito l’invasione e il blocco totale della città nel fine settimana che di solito rendeva tutto una grande melassa sudata e invivibile. La situazione è sempre stata affollata, dunque, ma mai ingestibile. Già dal primo giorno sapevi che più o meno avresti avuto attorno quelle persone là, non quattro volte tanto.

Se ci sommiamo gli spazi più vivibili e la benedizione del sole questo ha reso l’atmosfera decisamente meno stressante per tutti e forse ha spinto più persone a comprare perché da una parte dovevano sfruttare bene il tempo guadagnato e dall’altra nei tendoni l’atmosfera non sembrava quella di mosh pit da concerto metal in cui nuotare fra calori e odori per comprare qualcosa. Forse per i prossimi anni vale la pena di allentare un po’ i limiti del numero chiuso, ma non troppo. Tenendo conto che un visitatore felice forse compra più di molti visitatori stressati. Facciamo che, non proprio tutto deve tornare come prima.

Insomma, sarà stata una Lucca atipica, una Lucca monca, una Lucca frettolosa ma è stata Lucca e questo di solito basta a rendere questo periodo dell’anno degno di essere vissuto. Questa volta più che mai ho recuperato quella sensazione di essere esattamente dove vorrei essere, insieme a persone che rispetto e ammiro, affiancato da amici e amiche con cui è stato bellissimo lavorare. Mi sono ricordato perché ogni anno decine di persone sfidano i propri limiti fisici per raccontarla al massimo e per la prima volta è stato bellissimo farlo vedendo negli occhi di chi era con me l'emozione della prima volta, di sentirsi non solo spettatori ma parti attive del tutto.

Oggi comincia ufficialmente Lucca Comics & Games 2022 e sarà un anno lunghissimo fino alla prossima volta in cui sentirò di nuovo quel senso di stanchezza e adrenalina che è l'essenza di chi partecipa a questi eventi.

Per adesso il pass di questo anno diventerà il mio amuleto quando mi sentirò triste e penserò di non potercela fare.

 

 

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