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Lucca Comics & Games e il Manifesto di Babele

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Il manifesto dell'edizione 2018 creato da LRNZ permette grazie a un algoritmo di donare a ogni visitatore una versione unica e personalizzata, un'idea geniale sotto molti punti di vista

Come moltissimi di voi si saranno accorti, il nuovo poster di Lucca Comics & Games si è rivelata una soluzione molto interessante. Non si tratta infatti del classico manifesto, ma è personalizzabile per ciascun potenziale visitatore.

Basta registrarsi sul sito di Lucca Comics inserire i propri dati e alcune parole chiave che guideranno in parte la realizzazione del manifesto, variando set di colori, sfondo e dettagli della figura androgina in primo piano. Sembra tuttavia mantenersi un ampio margine di autonomia dell’algoritmo, che rende il procedimento più affascinante. Il risultato finale è che ogni visitatore avrà un poster tutto suo.

L’autore di questa idea geniale è Lorenzo Ceccotti, in arte LRNZ, illustratore che vanta anche molti collegamenti del fumetto, dalla fondazione dei Superamici nel 2008 (con autori del calibro di Ratigher, Tuono Pettinato, Dr. Pira e Maicol & Mirco), alle recenti graphic novel Golem e Astrogamma, passando per le copertine di Long Wei e altre collaborazioni per Dylan Dog e Orfani.

Data la sua particolarità, il manifesto in questione è stato realizzato col supporto di Studio Kmzero di Firenze e di Mauro Staci, programmatore con cui LRNZ collabora dal 1999 per la creazione di videogame sotto varie etichette - Resonant, Chimp.co, Studio Brutus, Opposite – realizzando un progetto molto simile in Radial, precedente di ideazione al manifesto ma ancora in via di completamento.

L’idea appare decisamente brillante: tra l’altro, dal punto di vista immediatamente promozionale, la personalizzazione del poster per gli utenti stimola l’inevitabile narcisismo di ognuno di noi, favorendo la diffusione del poster sui social, che appare esponenzialmente più alta degli altri anni. Ma al di là della singola idea, già in sé innovativa, colpisce la cura dei dettagli: il poster infatti è realmente concesso all’utente con una licenza personale di tipo CC3 ND, rendendo l’operazione impeccabile anche sotto il profilo del copyright.

Inoltre, la bellezza dell’immagine, a parte l’ovvia bravura dell’autore nell’equilibrare non solo il disegno di base, ma anche i successivi componenti, è garantita dal modo impeccabile con cui l’algoritmo casualizza i colori, mantenendo però una certa eleganza grafica, indice (se ce ne fosse bisogno) di una complessità niente affatto banale di tale programmazione.

Aggiungiamo poi che il sistema si può fregiare di un livello di casualizzazione davvero alto: al 19/07/2018 si tratta di 7.4185135e+24 combinazioni, 7.418.513.000.000.000.000.000.000 scritto per esteso, ovvero sette quadrilioni quattrocentodiciotto biliardi cinquecentotredici trilioni espresso “in scala lunga”, ovvero come lettere.

L’autore (dalla cui bacheca FB abbiamo tratto i dati) precisa che supera il Numero di Avogadro (600 000 000 000 000 000 000 000 mol elevato alla -1 / seicentomila trilioni) di possibilità, e in ogni caso è in costante espansione, poiché LRNZ aggiunge costantemente nuovi elementi, anche su suggerimento degli utenti che si interrelazionano con lui sui social (molto richiesti sono stati i baffi, ad esempio). La rarità di alcune combinazioni (la pizza pare sia rarissima, una specie di Feroce Saladino dell’età informatica) sono un’ulteriore stimolo all’hype.

Insomma, un’operazione ammirevole sotto il profilo commerciale, che però riesce al tempo stesso ad essere molto interessante sotto il profilo estetico. E parlando di Comics (nei Games tale aspetto è già molto spesso presente) è affascinante ipotizzare possibili applicazioni future di tali tecnologie al medium, in grado di produrre storie per immagini che, come questo manifesto, tendano all’infinito.

D’altro canto, è anche un pensiero sottilmente inquietante, in un’era di information overload, immaginare che questa possa moltiplicarsi ancora. E quindi non resta che goderci questo manifesto potenzialmente infinito, che sarebbe piaciuto a Borges e all’Oulipo: un libro di sabbia grafico, una Biblioteca di Babele dell’illustrazione.

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