STAI LEGGENDO : La strabordante onda del domani – Tomorrow, and tomorrow, and tomorrow

La strabordante onda del domani – Tomorrow, and tomorrow, and tomorrow

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Un libro che parla di sviluppo di videogiochi che è piaciuto tantissimo anche a Bill Gates può diventare la vostra prossima lettura? Scopriamolo.

Quanto pesano le aspettative prima della lettura? A volte scivolano subito via, altre volte ti restano cucite addosso. 

Ad esempio, sei in libreria e vedi una copertina con una font moderna e arcobaleno, come sfondo l'iconica Grande Onda di Hokusai. Il grande formato ti incuriosisce, cerchi online e scopri che stai indugiando su uno dei più recenti fenomeni di TikTok, tra i 10 libri del 2022 selezionati dal New York Times, Goodreads Choice Awards come Best Fiction con oltre 400k valutazioni. Un romanzo con protagonisti due giovani… sviluppatori di videogiochi? Mentre metabolizzi, le aspettative ti hanno già sfilato il portafogli. Lo scontrino è già battuto, il libro è nelle tue mani. Ora devi solo affrontare la paura che tu abbia in mano un Capolavoro Annunciato, una Cocente Delusione o, peggio, una Profonda Indifferenza

Tomorrow, and Tomorrow and Tomorrow (da ora in poi TTT) è un romanzo di Gabrielle Zevin uscito qualche mese fa in USA, in Italy edito da Nord e tradotto da Elisa Banfi. Nelle oltre 400 pagine – che scorrono velocissime – assistiamo agli alti e bassi della collaborazione tra due game designer, Sam e Sadie, lungo l'arco di trent'anni. Si incontrano da bambini passandosi il joystick a una partita di Super Mario, si ritrovano da universitari – lui MIT, lei Harvard – e decidono di progettare insieme un videogioco, lavorando poi insieme anche da adulti. 

Più che una storia d'amore, TTT è una storia di formazione e di amicizia, che soprattutto sdogana la Game Industry al grande pubblico, e non sarei stupito se gli sviluppatori del futuro lo citassero come stimolo o primo approccio a questo mondo!

«Concedersi di giocare con un’altra persona comporta un rischio non da poco. Significa concedersi di essere aperti, esposti, feriti. Non c’è atto più intimo del gioco, nemmeno il sesso».

Chiariamolo subito, TTT non è una storia d'amore in senso stretto. È una storia ricca di sentimenti, questo sì, e ogni tanto pecca di momenti forzatamente emozionali – e un poco telefonati. I piccoli Sadie Green e Sam Mazier si conoscono all'ospedale, lei per la sorella in remissione da un cancro, lui reduce da un'operazione. Si allontanano e poi si ritrovano. Sam, che viene da una famiglia coreana immigrata in California, stringerà poi un forte legame col compagno di stanza Marx, praticamente un fratello maggiore, mentre Sadie affronterà il peso dell'emancipazione e di un rapporto tossico.

Proseguendo, si tocca il dolore della perdita, la gestione di una disabilità, il sessismo di un professore, la frustrazione del processo creativo, l'invidia del successo e della popolarità. Tantissimi temi e conflitti che però – spoiler – si risolvono, non potrebbe essere altrimenti. Ah, e poi ci sono anche i videogiochi.

«Cos’è un gioco?» aveva ripreso Marx. «È domani, e domani, e domani. È la possibilità dell’eterna rinascita, dell’eterna redenzione. L’idea che, se continui a giocare, puoi vincere. Se perdi, non è per sempre, perché nulla è mai per sempre.»

Il sicuro merito di TTT è la lusinghiera descrizione del mondo dei videogame. Gli sviluppatori qui non sono semplici tecnici, sono Grandi Narratori. Il gioco è prima di tutto una storia, una poesia, qualcosa che muove il cuore e l'anima. Sadie lo intende come una forma d'arte, Sam ci vede anche dell'intrattenimento, Marx si troverà a mediare tra loro.

Non è un caso se Bill Gates abbia consigliato questo libro, riconoscendovi lui stesso, Paul Allen e Steve Ballmer, giovani che inseguono il successo, sognatori e complementari tra loro, determinati a lanciare l'azienda e a mantenere viva la collaborazione. Insomma, a volte TTT sembra un romanzo sul lavoro in team.

«Certe volte devi finire il gioco nel tempo che hai a disposizione. Se punti sempre alla perfezione, non concludi mai nulla».

Certo, se sei un professionista del settore dei videogiochi, percepirai

una certa superficialità. In pochi mesi Sadie e Sam sviluppano un videogame di successo, e così faranno anche a livello professionale, in cui tutti i processi sembrano sempre lineari e puliti, senza difficoltà o troppe discussioni. I conflitti si risolvono, le scadenze vengono rispettate. Non si capisce che tipo di meccaniche abbiano i giochi Ichigo, Dead Sea, Both Sides o Pioneers – al di là di splendide trame ingaggianti – ma va bene così. Il target non sono gli hardcore gamer, ma i giovani lettori, magari giocatori casual. E anche un po' noi trenta-quarantenni nostalgici.

«Se fossimo nati un po’ prima, fare giochi non sarebbe stato così facile. Avere un computer sarebbe stato di per sé più difficile. E, se fossimo nati un po’ dopo, avremmo avuto maggiore accesso a internet e a certi strumenti, però i giochi a quel punto erano già molto più complicati; ormai era un settore di soli professionisti. Non avremmo potuto fare tutto quello che abbiamo fatto, da soli.»

Il racconto di TTT segue di pari passo l'evoluzione dell'industria del videogioco. Un cabinato di Donkey Kong per richiamare clienti nel ristorante dei nonni di Sam, i ragazzi che si scambiano la tecnica per toccare la punta del pennone in Super Mario, la morte per dissenteria di Oregon Trail, lo sviluppo di un gioco durante un semestre universitario, la creazione di un MMPORG che offre un matrimonio tra persone dello stesso sesso come endorsment per i diritti civili.

Un appassionato di matematica che trova nei giochi la sua vera strada, una donna determinata che si fa largo in un mondo così maschile. E altre tematiche contemporanee come dubbi sull'appropriazione culturale di un gioco americano con elementi giapponesi, accenni al legame tra violenza e gli shooter, addirittura riflessioni sul fare un'identità neutra del protagonista di un gioco per renderlo accessibile anche alle giocatrici. Trent'anni di Sadie e Sam per trent'anni di storia dei videogiochi.

Il valore del libro non è propriamente letterario, quanto invece funzionale. Non è una scrittura vivace, brillante o imprevedibile, quanto invece veloce, immediata, coinvolgente, un po' convenzionale, comunque scorrevole. Zevin è decisamente una professionista della parola e riesce a confezionare un'opera in cui mixa diverse suggestioni. Il citazionismo di Ernest Cline in Ready Player One e Ready Player Two, l'evoluzione del rapporto tra due protagonisti lungo gli anni come la trilogia Before di Richard Linklater, e un montaggio avanti/indietro nel tempo alla How I Met Your Mother. Nulla di straordinario, ma tutto molto efficace. Vi basta leggere le citazioni che costellano questo pezzo, sembrano nate per diventare quotes.

Giunta qui al suo decimo romanzo, Gabrielle Zevin attinge bene alla sue esperienze personali. Anche lei classe '77 con origini coreane, ha vissuto tra New York e Los Angeles. Anche lei ha studiato ad Harvard, dove ha conosciuto il regista Hans Canosa, futuro compagno di vita con il quale ha realizzato documentari e film – nel 2005 Conversations with Other Women con Helena Bonham Carter e Aaron Eckhart, e nel 2022 la trasposizione dell'altro suo romanzo di successo, La misura della felicità. Ovviamente i diritti di TTT sono già stati acquisiti da Paramount Studios (per 2 milioni di dollari!!) e Zevin ne sta curando la sceneggiatura. L'avreste detto?

«Ma tu hai qualche idea che non venga da Shakespeare?»

Giunti al termine della lettura, ti sembra che TTT sia esattamente come la Grande Onda della sua copertina (#metaforone). Un'onda strabordante di temi e spunti, un'onda di emozioni e complessità. Che ti travolge e si allontana da te… ma ti attraversa soltanto, senza lasciarti grossi segni. Anche se non sarà una storia d'amore, è di sicuro un libro sulla visione romantica dell'amicizia, del lavoro e delle relazioni basate su passioni comuni. In questo, l'evoluzione dell'industria dei videogiochi offre una splendida cornice, che la collega addirittura a Shakespeare. "Tomorrow…" riprende infatti il soliloquio di Macbeth, determinato a resistere all'inevitabile assedio nel suo castello. Un testo talmente epico che se Zevin lo usa come titolo, come posso io non usarlo per salutarvi?

Domani, e domani, e domani, si insinua a piccoli passi, giorno per giorno, sino all'ultima sillaba del tempo fissato, e tutti i nostri ieri hanno illuminato agli stolti la strada verso una morte polverosa. Spegniti, spegniti, breve candela! La vita non è che un'ombra che avanza, un povero attore che si agita e pavoneggia la sua ora sul palco, e poi non se ne sa più niente. È una storia narrata da un idiota, pieno di urla e furore. Che non significa nulla.

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