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... E alla fine arriva il 2021

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Siamo arrivati alla fine del 2020 stremati da un anno complicato ma la situazione non migliorerà matematicamente con il 2021 in tempi brevi.

Cari Amicə, lettorə di Nerdcore

Sono passati 3 mesi dall’ultima Core Story, sono sicuro che tutti siete ansiosi di sapere a cosa sta lavorando la redazione di Nerdcore per continuare ad intrattenervi e divertirvi.
In questi mesi di regioni colorate abbiamo assistito al lento svolgimento di una storia noiosa, esulando qualsivoglia logica narrativa per ribaltare il corso degli eventi.
Non sono stati mesi frenetici, quanto piuttosto sottilmente nervosi, passivo aggressivi, completamente incapaci di scoppiare sia in senso positivo che negativo.

Il macrosettore dell’intrattenimento trova via alterne per manifestarsi.
Se è vero che chi i film e le serie li produce è tornato a lavorare a pieno regime con i protocolli covid consolidati sui set, diventati i più sicuri posti di lavoro, questa produzione sembrano ancora molto distanti dal tornare al suo luogo di elezione e anzi, con il caso Warner e le sovrapproduzione bulimica promessaci da Diseny+, le piattaforme di streaming sono diventati i luoghi dove le cose accadono, oggi più che mai.

Una ingestibile(?) mole di contenuti votata all'hype che sul lungo periodo vede il suo valore effettivo diminuire in un flusso dove non è il migliore a vincere ma sempre quello che viene dopo. Vince "il più nuovo".

In questo modo le piattaforme si contendono il posto di regine dell’intrattenimento casalingo con le console in una guerra dell'intrattenimento combattuta un'ora alla volta.
Perché tra le cose che sono successe in questi 3 mesi è che abbiamo alla fine messo le mani sulla nona generazione di console.
Eppure con la salvifica data del 1 Gennaio 2021 le nuove console non sono diventate improvvisamente disponibile per tutti, gli scalper sono ancora in piena attività e le nuove macchine latitano dal mercato ufficiale.

Io mi sono anche scordato anche di cercarle.

L’altro giorno un contatto posta una foto con una PS5 nuova fiammante e allora ricordo che la macchina è uscita. Completamente rimossa, nonostante ottenerla sia stato il pensiero centrale delle mie giornate e ricerca su google dell’ultima settimana di Novembre e della prima di Dicembre.

L'eventualità mediatica scandisce le nostre giornate, i nostri acquisti, quello che fruiamo sulle piattaforme di streaming. Al di fuori della bolla che si forma intorno alla data di uscita, l’oggetto del desiderio, la serie, il videogioco non esistono più. Smettono di essere rilevanti.

Un fenomeno che ha coinvolto nel suo meccanismo perverso anche l’attesissimo Cyberpunk 2077 e le polemiche a ridosso del lancio.
In quei giorni, per lasciare una traccia del proprio passaggio nella sabbia dell'internet bisognava parlare di quel gioco, bene o male, con competenza, emotività o in maniera assolutamente randomica solo per schiararsi nella guerra social del momento che vede contrapposti i soliti due schieramenti ai lati della barricata insormontabile del Capolavoro/Merda.
Polemiche sterile o giuste critiche questo non lo so ancora, dato che ho deciso di giocare direttamente l’edizione GOTY, quando sarà, su PS5. Con la massima calma.

La PS5 senza la quale non si poteva andare avanti evidentemente tanto fondamentale non è.

Cyberpunk, il gioco dello psicodramma collettivo che forse un altro paio di mesi di sviluppo senza ansia da prestazione addosso avrebbero fatto bene.

In questa peculiare circostanza, immaginare quale sarà la Next Big Thing diventa difficilissimo, vuoi per i continui slittamenti delle date di uscita, vuoi per una difficoltà divenuta patologica nel figurarsi una lunga distanza temporale fuori dalla bolla di quotidiana ripetizione.

Eravamo assuefatti al meccanismo dell'hype e una volta che le circostanze ci hanno liberato da quella gabbia fatta di routine di periodica attesa, questa ci manca un po' e senza ci sentiamo spaesati.

In questi giorni di inizio 2021, quando ancora non sappiamo se saremo richiusi, ristretti nuovamente tra picchi e ondate, senza capire che ne sarà di noi tra le tensioni uguali ed opposte della pandemia e delle riaperture, prima che il casino ricominci e la macchina si rimetta in moto, è giusto riflettere su quanto il modo in cui fruiamo i media sia la principale causa di questa situazione.
Ci serve veramente bingiare una serie nel più veloce tempo possibile? Dobbiamo ad ogni costo finire un gioco prima degli altri?
La fruizione frenetica è caotica e porta solo ad un senso di vuoto che per essere riempito necessita di altra fruizione frenetica.

Questa accelerazione verso il nulla è un fenomeno fallimentare.

Dal momento che non ci sono quasi più date certe su niente, dove anche le attività che possiamo svolgere fuori casa sono sottoposte a revisione giornaliera, dipendenti da uno 0, in qualche tabella excel,  non sarebbe più gradevole allontanarsi da questo senso di  necessità fittizia eteroimposta per trovare un ritmo che sia unico e nostro? La capacità quasi zen di trovare la calma nella tempesta.

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