STAI LEGGENDO : Come The Mandalorian sfrutta lo stile narrativo dei videogiochi per gratificare lo spettatore

Come The Mandalorian sfrutta lo stile narrativo dei videogiochi per gratificare lo spettatore

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Missioni da compiere, un equipaggiamento che migliora dopo ogni compito portato a termine e altri elementi che ci fanno dire "state guardando un videogioco"

Sono bastate tre puntate di The Mandalorian per ricucire ogni rapporto sfilacciato tra i fan di vecchia data e Star Wars, lanciare un paio di tormentoni e soffiare con amore su braci che sembravano spente, ma che evidentemente avevano solo bisogno di qualcuno che si ricordasse come attizzare un fuoco che dura da quarant’anni.

The Mandalorian funziona per un motivo molto semplice: è girato bene, è scritto bene, è recitato bene. È una storia raccolta, ben dosata, pensata e realizzata con lo scopo di placare gli animi più belligeranti, dandogli esattamente ciò che vogliono: le fantasie giovanili di avere un sacco di giocattoli fighi e raccontare avventure che si muovessero in autonomia all’interno di un universo narrativo potenzialmente infinito, senza tutte le ansie della storia principale, la Forza e le paturnie della famiglia Skywalker. È senza dubbio un racconto scritto col cuore e attenzione ai dettagli, come quello del contenitore del beskar o il fatto che gli Stormtrooper non siano attori, ma cosplayer appassionati e fedeli.

Ma c’è un dettaglio ancora più importante, un filo conduttore che unisce queste tre puntate e che agisce a livello inconscio, epidermico, almeno finché non te ne rendi conto e quel punto non puoi più smettere di vederlo: è palese The Mandalorian sia strutturato come un gioco di ruolo e in generale segua la narrazione di moltissimi videogiochi.

Fin dalla notte dei tempi ogni narrazione segue determinati snodi, anche quando li vuole tradire: il famigerato cammino dell’eroe fatto di chiamate, soglie, sfide, crisi, oggetti magici e tutti gli strumenti che chiunque abbia analizzato almeno una volta un racconto conosce.

Tuttavia, la narrazione videoludica, e prima di essa la narrativa di cui moltissimi autori di videogiochi si sono nutriti, quella dei giochi di ruolo, declina tutto questo in un modo ben preciso. I videogiochi spezzettano ogni incarico in mansioni più piccole, gratificano il giocatore per ogni risultato aumentando le sue capacità e cambiandone l’aspetto, richiedono spesso la consegna di un oggetto specifico per proseguire l’avventura e prevedono che gli incarichi vengano conferiti in luoghi appositi.

Membri della 501esima Garrison sul set di The Mandalorian

Molti giochi di ruolo poi richiedono l’utilizzo di mezzi speciali per arrivare sul luogo della missione e lo scontro con boss particolarmente forti in determinati snodi narrativi.

Per prima cosa analizziamo il personaggio: come Boba Fett, il Mandaloriano è un personaggio di poche parole che deve moltissimo del suo fascino alle sue abilità e al mistero. Sappiamo che sotto il casco c’è Pedro Pascal, ma la verità inconscia è un’altra e si lega a un altro personaggio senza volto: Master Chief.

Master Chief è il protagonista della saga di Halo, è un supersoldato, uno dei pochi rimasti della sua stirpe, dotato di abilità sovrumane di cui conosciamo la voce, ma non vediamo mai e poi mai il volto (vi ricorda qualcosa?). Il personaggio senza volto (e, in alcuni casi, che senza voce) è un archetipo preciso nel mondo dei videogiochi, non agisce solo sulle fantasie di forza e potenza, ma soprattutto sull’immedesimazione. Dietro quella maschera ci dev’essere una persona ben precisa: il giocatore.

E se fosse tuo il viso là sotto?

Partiamo dalla prima puntata. L’inizio è in media res, il Mandaloriano arriva sul luogo del suo incarico e deve effettuare un combattimento per ottenere la preda, poi sfrutta un viaggio veloce fino alla sua navetta e viene quasi attaccato da un mob, termine tecnico con cui di solito viene evidenziata una creatura controllata dal computer in un gioco di ruolo online. Ogni mob è dotato di un fattore di “aggro” ovvero un raggio entro il quale attaccherà un personaggio.

Arriviamo al momento in cui il Mandaloriano riceve l’incarico di scovare baby Yoda, sembra veramente di trovarsi di fronte a una quest di World of Warcraft: il protagonista arriva nel luogo preposto a ottenere una nuova quest che, come vuole la tradizione, è quasi sempre una locanda o un luogo pubblico.

the mandalorian

Ecco il quest giver

Qua riceve una quest di livello molto alto che richiede un ulteriore dialogo con un nuovo personaggio e ottiene, come avviene in molti titoli moderni, le coordinate in cui recarsi per completare la sua missione. Inoltre, come gratificazione istantanea per l’incarico “vai da A a B per parlare e sbloccare la quest epica” il gioc… il Mandaloriano riceve una piccola ricompensa che può essere investita da un apposito venditore per creare un nuovo pezzo di equipaggiamento che garantirà un bonus di difesa.

the mandalorian

Vuoi craftare spallaccio difesa +3?

E questi sono soltanto i primi minuti.

Arrivato sul pianeta dove si trova l’incarico, il protagonista si trova chiaramente in una zona dove è attiva l’uccisione tra i vari giocatori, decide però di collaborare con un avversario per superare uno sbarramento di nemici, salvo poi eliminarlo al momento giusto. Prima di questo, il nostro eroe ha dovuto sbloccare l’abilità “cavalcatura” in un minigioco, per rendere più veloce il passaggio.

the mandalorian

Hai appena sbloccato "cavalcatura livello 1"

A questo punto ogni quest che si rispetti prevede di dover tornare da chi te l’ha consegnata per la ricompensa definitiva. Ma il master/game designer ha deciso di rendere le cose più interessanti: prima c’è un incontro casuale con altri tre giocatori che cercano di rubare la refurtiva, poi la trama prevede un colpo di scena: per poter partire il Mandaloriano deve completare un secondo incarico che prevede la consegna di un oggetto specifico dopo l’eliminazione di un mob particolarmente difficile da sconfiggere che, guardacaso, si trova in un dungeon.

the mandalorian

Vuoi entrare nel dungeon per uccidere il mostro?

A questo punto la narrazione prevede che il mostro sia impossibile da sconfiggere, anche se non lo sappiamo, ma al momento in cui il giocatore sta per essere sconfitto si attiva un evento organizzato a priori (tecnicamente si definisce “scriptato”) che conclude lo scontro in maniera emozionante.

Quanta XP dà il Mudhorn?

Nella terza puntata il legame con i videogiochi, MMO in particolare, si fa ancora più forte. Dopo aver consegnato la quest il Mandaloriano riceve materiale sufficiente per craftare (ovvero fabbricare) una armatura nuova di zecca. Nei giochi di ruolo online stile e statistiche vanno di pari passo. Le armature più utili sono anche le più fighe perché hanno l’obiettivo di gratificare visivamente il giocatore per gli sforzi subiti, oltre a renderlo più forte. In World of Warcraft è assolutamente normale per i giocatori di livello più alto sfoggiare le proprie armature nelle zone comuni, ad esempio la locanda dove normalmente si ricevono le missioni.

Ed è esattamente ciò che accade quando il Mandaloriano torna con la sua armatura scintillante nel locale dove ha ricevuto la missione.

the mandalorian

Lo stile è tutto

Inoltre, con questa missione il nostro eroe è salito di livello è ha sbloccato un nuovo attacco ad area, nascosto nel braccio.

A questo punto la narrazione esce dai binari classici di un gioco di ruolo per deviare verso un altro genere abbastanza presente nel mondo dei videogiochi: lo stealth, ovvero tutti quei giochi in cui bisogna muoversi nell’oscurità e colpire con discrezione per non attirare attenzioni indesiderate. Tuttavia, a un certo punto la fase stealth finisce e di fronte a troppi nemici ecco che torna utile il sopracitato attacco ad area, che elimina più nemici contemporaneamente.

the mandalorian

Figo questo nuovo attacco speciale!

A questo punto arriva la missione finale, resistere per un determinato periodo di tempo, fino all’attivarsi della scena di intermezzo epica in cui ci viene anche svelata un’altra cosa: i Mandaloriani, come molti personaggi dei videogiochi, hanno le classi, ad esempio quella dello specialista in armi pesanti, ma non mi stupirei se ci fossero cecchini, esperti di corpo a corpo e così via. Anche questo è un interessante rimando a Halo e in generale ai giochi di ruolo a tema fantascientifico.

the mandalorian

Posso rifare il persoonaggio e scegliere questo?

L'aspetto più ludico di The Mandalorian è che ogni momento di impegno o tensione è immediatamente seguito da una gratificazione immediata sia per il personaggio che lo spettatore: una scena epica, una frase, un avanzamento tangibile in termini narrativi o di equipaggiamento. Siamo di fronte al tipico loop con cui i giochi di ruolo stimolano costantemente i giocatori, non siamo mai lontani dal prossimo zuccherino

the mandalorian

Gina Carano si è aggiunta al party!

E adesso? Beh adesso ci sarà un’altra quest, magari una in cui il Mandaloriano dovrà scortare il suo carico, oppure qualcuno si aggiungerà al gruppo per affrontare sfide più grandi. L’unica certezza è che milioni di persone stanno guardando una lunga sessione di Twitch di Favreau e Filoni. Non so se questa cosa è voluta o se è una inconsapevole tracimazione del linguaggio ludico in quello seriale, ma le coincidenze sono troppe per pensare che sia casuale.

Sorge un dubbio però: tutti gli altri mandaloriani sembrano dotati di jetpack e meglio equipaggiati del nostro eroe, vuoi vedere che stiamo seguendo la partita di un novellino?

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