Browsing Category

Gadget

Arrivano i LEGO Shop in Italia

Da oggi l’Italia è finalmente un paese civilizzato in cui un uomo adulto può entrare in un luogo e soddisfare i proprio bisogni senza dover entrare di nascosto nei negozi di giocattoli per bambini, navigare su internet in cerca di un buon prezzo o, peggio, andare all’estero.


LEGO ha infatti annunciato che entro quest’anno apriranno i primi negozi ufficiali in cui sarà possibile tutto ciò che riguarda i mattoncini colorati più famosi del mondo.

In un comunicato ufficiale possiamo infatti leggere “Entro l’estate 2016 sarà inaugurato il LEGO Certified Store presso il nuovo centro commerciale di Arese, in provincia di Milano. Sarà il primo di una serie di negozi, gestiti dalla business company Percassi, che saranno aperti nei prossimi anni su tutto il territorio nazionale. I LEGO Certified Store offriranno ad adulti e bambini una vera e propria immersione nel mondo LEGO e nei valori del brand. Sarà infatti possibile vivere esperienze di gioco esclusive, oltre a trovare un assortimento completo di tutti i prodotti dell’azienda danese”.

Per adesso dunque toccherà andare in pellegrinaggio ad Arese, un po’ come quando tutti i paninari andavano a Bolzano per mangiare nel primo McDonald in Italia, ma siamo sicuri che ben presto supereranno in diffusione gli Apple Store.

Ah per festeggiare l’evento ci hanno mandato questo:

Il meglio della New York Toy Fair 2016

Si è chiusa pochi giorni fa la Toy Fair 2016 di New York, che volendo potrebbe banalmente essere definita una fiera di giocattoli ma è ormai l’ennesimo terreno di caccia di noi geek moderni alla perenne ricerca del futile indispensabile e oggetti con cui riempirci le mensole. Come al solito c’erano così tante cose che è praticamente impossibile stare dietro a tutto, ecco dunque un piccolo compendio di cosa chiedere per il vostro compleanno o cosa regalarvi a Natale.

Quest’anno abbiamo potuto ammirare novità come il nuovo set della Lego dedicato alla Battaglia di Hoth. L’unica cosa che non mi è chiara è questa scelta di volerlo frammentare in tante piccole costruzioni. Forse era meglio creare un set che stesse tutto sulla stessa base, un lavoro di progettazione enorme, ma d’altronde parliamo di una roba che costerà almeno 200, 300 euro.

Queste fiere sono anche un ottimo modo per capire quali saranno i personaggi legati a eventuali film e sul fronte Ghostbuster le notizie non sono buone, a meno che quella specie di fantasmone col lenzuolo in testa non sia il vero cattivo ma solo una trovata per eventuali cartoni animati successivi.

Hasbro dal canto suo continua a pestare duro sulla Black Series dedicata a Star Wars. A New York ha presentato persino la statuetta di Darth Revan, fottendosene delle discussione sul canone di Guerre Stellari. Se non sapete chi è questo personaggio dotato di una maschera decisamente più figa di quella di Kylo Ren e meno conflitti paterni irrisolti fate 30 piegamenti e poi scaricatevi Knights of the Old Republic.

IMGP0654

Per chi si sente retrogamer abbiamo il diorama di Contra della NECA, feticcio indispensabile per esaltare gli amici che vengono a prendersi una birra e schifare le donne, soprattutto quelle che si definiscono nerd solo perché gli hanno detto che indossando una maglietta di Dr Who prendevano più like.

Contra

Normalmente la NERF è il marchio da seguire se cercate un fucilone di plastica coloratissimo con cui spararvi in allegria, ma quest’anno l’avversaria BoomCo ha schierato l’asso di coppe presentando il giocattolo funzionante del fucile di Halo in dotazione alla UNSC. Certo, la colorazione rossa ci fa venire voglia di gridare al sacrilegio, ma con qualche modifica si può rimediare. Per farvi salivare ulteriormente vi facciamo notare che è presente anche un piccolo schermo che tiene conto dei colpi nel caricatore, proprio come nel fucile che possiamo vedere in mano a Master Chief. Dovrebbe costare una cinquantina di dollari e se non dicono velocemente quando uscirà mi viene un attacco d’ansia.

Boomco-Halo-UNSC-MA5-Blaster1

Vi ricordate La Fabbrica dei Mostri e tutta quella roba che negli anni ’80/’90 puntava a farci divertire non solo permettendoci di creare i nostri giocattoli, ma intossicandoci con sostanze chimiche di dubbia provenienza? Purtroppo la moda e alcune stupide leggi sulla tutela dei minori le hanno fatte sparire, ma se vi piaceva l’idea sappiate che finalmente potrete mettervi anche voi in casa uno degli oggetti più chiacchierati degli ultimi anni: la stampante 3D. Mattel ha infatti aggiornato la Fabbrica dei Mostri con le ultime tecnologie, eliminando il malefico fornetto e i gel, sostituendoli con estrusioni di polimeri e puntando ai figli degli startupper e di chi si sente molto innovativo. Tramite un software mobile e PC apposito è possibile progettare i propri giocattoli, con tanto di articolazioni, o scegliere tra i vari modelli predefiniti e passare i dati alla ThingMaker. Solo che, invece di aspettare qualche minuto, per avere il giocattolo nuovo ci vorrà circa una nottata. Il prezzo è di circa 300 euro, mentre la faccia di vostra moglie/madre/fidanzata quando vedrà che ci giocate voi invece di un bambino è gratis.

Il padre ha una startup, si capisce dal farfallino

Una volta la casa di Barbie la potevi avere in due modi: c’era quella bella, per bambine ricche, fatta tutta in plastica, arredata e solida come il Castello di Grayskull e quella per bambine proletarie, con la struttura traballante, l’ascensore col filo e la scenografia di cartone tipo soap opera di quart’ordine su TeleCapri. Adesso invece non solo sembra la casa di Hello Kitty se avesse i gusti e i soldi di un rapper, ma è già dotata di un sistema di domotica che risponde ai comandi vocali, come l’Enterprise. Usando solo la voce una bambina può accendere le luci, deciderne il colore, comandare l’ascensore automatico e attivare la modalità party che trasforma istantaneamente la casa in un’enorme discoteca. C’è solo un problemino: tutto funziona come Siri, quindi i comandi vocali sono inviati via WiFi a un server della Mattel che deve interpretarli e che potrebbe tranquillamente usarli per carpire conversazioni e altre informazioni interessanti, tipo i gusti sessuali della mamma.

ofzueax6ud7iw5jjch6i

Ah, parlando di comandi vocali, nella diatriba se il BB-8 migliore sia quello della Sphero o della Hasbro è entrata a gamba tesa Spin Master con un droide alto 40 centimetri che possiamo guidare con la voce, per fare in modo che ci raggiunga, ci segua e che pesti i piedi a chiunque non abbia apprezzato Episodio VII. Il prezzo si aggira attorno ai 180 dollari, ma non siamo qui a dare un valore alla classe, il problema è che non vedrà la luce prima dell’autunno, quindi o vi fate congelare o vivrete orribili mesi d’attesa.

tzg0qrvks8hknqxdymej

Quale vi è piaciuto di più? Avete delle segnalazioni da fare? Fatecelo sapere commentando a tutto spiano, qua sotto o sulla Pagina Facebook!

Han Solo nella Carbonite: foto e recensione del set

Se esistesse una classifica “Immagini di Star Wars che riconoscerebbe pure tua nonna” Han Solo nella grafite sarebbe probabilmente al secondo posto, solo perché tua nonna probabilmente avrebbe maggiore affinità con la canuta sapienza di Alec “Obi Wan” Guinness.

Quella scena è memorabile per almeno un paio di motivi: arriva dopo la famigerata battuta “Ti amo”, “Lo so” in cui Han sprizza così tanto testosterone da aver probabilmente già ingravidato Leila con quel piccolo bastardo di Ben/Kylo e perché l’idea di congelare qualcuno in una specie di minerale a carbonio è semplicemente troppo assurda per non rimanere impressa nella mente dello spettatore. Per non parlare del fatto che è anche uno dei momenti in cui tutto sembra andare malissimo per Luke e compagnia (tanto da perdere una mano) e in cui possiamo ascoltare una delle pochissime battute di Boba Fett!

Insomma, era inevitabile che prima o poi Lego trovasse il modo per riproporre questa situazione. La minifigure di Boba Fett è senza dubbio una delle più ricercate e online si possono trovare venditori che propongono la sola statuetta di Han Solo nella carbonite alla folle cifra di 30 euro. L’altra alternativa è cercare il modellino dello Slave-1, alla modica cifra di 200 € minimo.

Il set Lego — Star Wars 75137 Camera di Congelamento al Carbonio


prevede 231 pezzi e tre personaggi: Boba Fett, Han Solo e un Ugnaught, leggermente più basso degli altri due. Le dimensioni sono 18 cm di lunghezza, 14 cm di larghezza e 13 cm d’altezza col sarcofago inserito.

Un set medio dunque, ma ben progettato. Forse sarebbe stato più bello avere una struttura completamente circolare, ma questo avrebbe compromesso il meccanismo di rotazione del sarcofago di Han Solo, ricreato con pezzi del Lego Technic, che grazie a un piccolo ingranaggio può essere inclinato verso il basso e ruotato per mostrare il retro.

Molto carino anche l’ascensore che permette di far salire o scendere un personaggio, casomai fosse troppo stanco per usare le scale. Apparentemente privo di senso è invece un pezzo lungo, posto sotto il pannello di controllo, che può essere alzato e abbassato come un piccolo ponte levatoio e che probabilmente è la branda su cui riposa Solo nella prigione. Mah.


Tolto questo piccolo particolare, il set è senza dubbio molto interessante e proposto a un prezzo tutto sommato accessibile. Probabilmente andrà a ruba tra i collezionisti, quindi fatelo vostro non appena lo vedete!

Tanto a poco, ecco l’Asus ZenPad S 8.0

C’è stato un periodo in cui se parlavi di videogiochi era “la Playstation”. Non importa se giocavi col GameBoy, col PC, con un vecchio Megadrive o col Saturn. Per tua madre, tua nonna e l’uomo della strada era “la playstation”. Questo perché sono era stata così brava a insinuarsi nella nicchia dei videogiochi che ormai ne era diventata il portabandiera, un po’ come la Bic che è diventata l’immagine standard della penna. Apple con i tablet ha fatto la stessa cosa, tanto che oggi se vai in giro a dire che c’è vita anche oltre l’iPad ti guardano come se avessi appena parlato di scie chimiche.

Eppure, se proprio avete voglia di mettervi in casa un tablet che vi permetta di leggere libri, giocare, guardare Netflix o cazzeggiare su Facebook, dovete sapere che non siete obbligati a spendere molto più di 200 euro. Prendiamo ad esempio l’Asus ZenPad S 8.0 che mi è stato mandato un po’ di tempo fa e che ho avuto modo di provare un po’ in questi mesi e che può senza dubbio rappresentare un’ottima alternativa lowcost alla vostra voglia di Mela Morsicata.

Ignoriamo l’iPad Mini 4 (che poi vorrei capire che ci fate con tutto quell’hardware se al massimo lo dovete usare per qualche giochetto, gli appunti e Facebook) e puntiamo direttamente al 2 che si attesta più o meno sulla stessa fascia di prezzo. Lo ZenPad costa (poco) meno e ha una memoria maggiore, supporta le schede SD per espandere la memoria e ha il doppio della RAM. Non è poco. Inoltre, potete collegarlo al PC e inserire i file senza dover passare per iTunes, volendo può addirittura diventare una chiavetta USB d’emergenza. La fotocamera è più che sufficiente per ottenere foto decenti, ma non aspettatevi capolavori degni di Instagram. Se sperate di ottenerli con un tablet siete fuori strada. “Eh ma dell’iPad a me piace soprattutto la cover”, beh c’è anche quella, si chiama Tricover, può essere usata come stand e manda in standby il tablet quando la chiudete.

Anche l’assistenza cliente dovrebbe essere in linea con quella Apple, grazie ZenCare, il servizio clienti Asus che si occupa di guasti e riparazioni.

asus-zenpad-s80-iatom-z3560-2gb-32gb-wi-fi-black-eu-plug-282234-3

Parlando di difetti: il processore è leggermente inferiore come prestazioni rispetto alla concorrenza e lo stesso si può dire della batteria, che dopo una giornata e mezzo e non può appoggiarsi sull’ecosistema Apple, ma ormai, tolti alcuni giochi in esclusiva, su Android si trova tutto ciò che vogliamo. Il problema storico dell’hardware Asus è un altro: il cosiddetto “Bloatware” ovvero app spesso inutili che impestano la memoria del tablet e che spesso non possiamo neppure rimuovere. Per carità, niente di così dannoso ed eccessivo, ma più che sufficiente a far storcere il naso a chiunque abbia una conoscenza informatica superiore a “internet=Facebook”.

Altro difetto, se così vogliamo chiamarlo è che il cavetto non usa la mini-USB standard ma una USB-C, quindi dovrete portarlo sempre con voi per una ricarica senza poter contare su eventuali prestiti. Parlando della batteria, le prestazioni non sono stellari, circa una giornata di utilizzo leggero e cinque o sei puntate della vostra serie preferita su Netflix.

Mercoletee: maglioni natalizi e panoramica su Marco Mottura

Parte oggi Mercoletee, un progetto nato per farvi vestire male che proporrà ogni settimana un capo d’abbigliamento particolarmente interessante, bello o immettibile, in base ai vostri gusti. D’altronde le magliette nerd ormai sono sono una sorta di stretta di mano segreta, se le capisci sei dei nostri.

Marco Mottura o più, semplicemente, “il Mottura” o @MdK7 è il classico “artista che tutto il mondo ci invidia” e una delle persone che odio più al mondo. Lo odio per un semplice motivo: mi fa spendere soldi. Purtroppo appartengo a quella sventurata categoria di persone che nonostante l’età ormai non lo permette adora vestirsi con magliette stupide che in molti casi capisce solo lui e caso vuole che il Mottura sia particolarmente bravo nell’azzeccare il design di alcune magliette, che poi rivende su internet senza alcuna pietà per i poveretti afflitti da sindrome da acquisto compulsivo.

C’è poco da fare, il Mottura ci sa fare, al di là della bravura grafica c’ha il tocco di genio, e quello è tutto. Un suo disegno di The Last of Us è stato comprato da Naughty Dog diventando merchandising ufficiale Sony, fate voi.

Per omaggiarne il genio mi pregio di mostrare una categoria dei suoi lavori migliori, che potete trovare in giro per la rete. Ci trovate anche il suddetto disegno di The Last of Us.

La sua ultima creazione sono delle magliette in stile “golf natalizio”. Avete presente quelle robe pacchiane e immettibili in stile Bridget Jones? Ecco, quelle, ma in versione Ritorno al Futuro e Ghostbuster, e pare che stia lavorando alla versione Mad Max: Fury Road, che ovviamente mi toccherà comprare.

Capito perché lo odio?

Il cuscino Hadouken: portate il vostro divano a un livello superiore


Ormai il nerdismo è sdoganato e i videogiochi fanno parte della cultura pop. Sono tempi in cui un uomo può invitare a casa una donna, lasciare in bella mostra una statuetta di Cloud Strife o l’X-Wing della Lego e sperare ancora che si slacci il reggiseno. Per fortuna esistono oggetti che ancora oggi provocano nell’essere umano privo del giusto addestramento un sacrosanto moto di paura e ribrezzo, perché ognuno deve stare al suo posto. Uno di questi oggetti sacri è il cuscino Hadouken.

Avete capito bene, qualcuno (Multiverse Studio) ha pensato bene di trasformare la palla di energia di Ryu e Ken in un cuscino con cui rendere il vostro salotto un grande classico delle sale giochi anni ‘90.

D’ora in poi fare a cuscinate acquisterà tutto un altro sapore, ma non stupitevi se il vostro avversario cadrà a terra a rallentatore dopo qualche colpo, lanciando un lungo gemito.

Forza, compratelo, che alla fine a mettere sul divano un cuscino a fatto a forma di proiettilone di Super Mario o di Pikachu son bravi tutti.

Dignità non inclusa.