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Loop Hero e gli ingredienti del successo

Nell’ultimo periodo Loop Hero ha completamente assorbito tutte le pause dalla mia routine quotidiana: se c’è un momento in cui ho del tempo libero questo è istantaneamente reinvestito sul nuovo titolo sviluppato da Four Quarters, già sviluppatori dell’ottimo Please, Don’t Touch Anything (un pregevole puzzle game), ed edito da Devolver Digital che nella sua scelta dei videogiochi da pubblicare continua a confermarsi come uno dei migliori talent scout della scena indipendente.

Loop Hero però non va solo a riempire i miei quanti temporali liberi della giornata ma va a ritagliarsi anche una piccola porzione del mio cervello che continua costantemente a pensare a strategie, combinazioni e ottimizzazioni delle partite così da arrivare “pronto” alla prossima iterazione, anzi, al prossimo loop.

Il perché Loop Hero stia spopolando nel mondo dei videogiocatori (sì, perché su Steam le vendite sono già schizzate alle stelle) è presto detto: è semplice, cavalca l’onda di un genere molto in voga fra i giocatori e presenta una formula particolarmente “addictive” che mangia, minuto dopo minuto, il tempo di chi ci sta giocando senza che questo se ne renda effettivamente conto. “Pericoloso”, se proprio vogliamo trovare qualcosa di negativo nell’idea che gli sviluppatori hanno avuto nel confezionare il titolo.

L’ultimo elemento, ma non meno importante, che ha determinato il successo incredibile di Loop Hero è da ritrovarsi nell’aspro contrasto fra il suo stile estremamente retrò e le sue idee così squisitamente moderne: il collante che unisce questi particolari sapori apparentemente così lontani è dato da una struttura di base decisamente complessa che ben si sposa con la modernità del gameplay e allo stesso tempo viene “sgrassata” da un’estetica tanto semplice quanto minimale.

Insomma così come in un gran piatto è bene bilanciare la dolcezza con uno spruzzo di limone per esaltare i sapori di tutti gli ingredienti, anche in Loop Hero si è reso necessario “abbassare” l’opulenza del suo gameplay racchiudendo tutto in una cornice 8-bit di grandissima fattura che riesce a far risaltare ogni altro elemento di gioco riuscendo ad esaltarne ogni parte.

Ma quel è la formula magica che gli sviluppatori hanno applicato nel confezionare un prodotto tanto ardito ed interessante? Quel che hanno fatto è stato costruire qualcosa di “nuovo” a partire da un mix di generi abbastanza inusuale e allo stesso tempo piuttosto in voga. Volendo rimanere ancorati alle similitudini culinarie è come creare una nuova salsa mescolando altre salse già esistenti (avete mai messo una punta di senape nella maionese?). Ecco che Loop Hero nasce come un roguelike con le carte (Slay the Spire) a cui si accostano elementi di pianificazione e strategia sul terreno di gioco (Faeria) ai quali, infine, si aggiunge l’autorun di un clicker (AFK Arena).

Poi succede che il sapore prende improvvisamente una direzione diversa discostandosi completamente dai titoli che abbiamo citato per creare qualcosa di completamente nuovo e innovativo che cattura e coinvolge chiunque ci si approcci in maniera istantanea e lo fa raccogliendo piccoli dettagli e meccaniche da altri titoli più importanti (le sinergie da Hades o Binding od Isaac per dirne una), dando vita ad una dimensione mai vista prima d’ora dalla quale è impossibile fuggire.

In Loop Hero il nostro pixel esegue costantemente un loop, lo stesso giro in continuazione, e ad ogni passaggio dal “via” il livello di ogni minaccia sale facendo diventare tutto più difficile.

La cosa interessante è che queste minacce le dobbiamo mettere in campo noi perché è solo grazie a queste minacce, sempre crescenti, che possiamo ottenere esperienza per livellare o nuove risorse da equipaggiare o… nuove carte.

E tramite le carte costruiamo il mondo di gioco attorno e dentro al loop: creiamo montagne, fiumi, foreste, villaggi, rovine e tutto quello che il cliché dei giochi di avventura ha nel suo repertorio. Ognuna di queste tessere con cui costruiamo il nostro mondo procedurale (pensa te, ogni partita è diversa perché sei tu a costruire il mondo in modo sempre diverso) ci offre bonus, malus, nemici differenti, drop differenti e… combinazioni differenti. Creare un quadrato 3×3 di piccoli monti e rocce genererà un picco altissimo per fare uno degli esempi da tutorial e così via.

La creazione del mazzo diviene dunque la creazione della pool di tessere che vogliamo vedere in partita da scegliere in base al tipo di risorsa di cui abbiamo bisogno o al tipo di gioco che vogliamo impostare: vogliamo fare una run molto tank? Vogliamo un buon Dps? E così via. Tutto questo mentre il gioco “gioca da solo”: il personaggio si muove autonomamente e combatte da solo: noi siamo semplici spettatori che mettiamo in pausa il loop per creare nuove strutture ed equipaggiare meglio il nostro eroe.

E se non bastasse fra una partita e l’altra possiamo utilizzare le risorse ottenute nel loop per costruire il nostro villaggio che a sua volta sbloccherà nuove abilità, nuove carte e nuove meccaniche con il risultato di un gioco in continui divenire, sempre fresco e spumeggiante. Ogni partita in Loop Hero chiama la prossima e il tempo passa senza accorgersene, intrappolati anche noi dentro allo stesso percorso che l’eroe sta percorrendo per l’ennesima volta.

Qual è il segreto del successo di Loop Hero? L’essere riuscito a declinare in modo innovativo, intelligente e fresco l’attuale mercato videoludico: ha preso il meglio da ogni cosa costruendo qualcosa di nuovo e mai visto prima. Loop Hero funziona perché non esiste altro come lui, un po’ come Slay The Spire fece a suo tempo “inventando” un nuovo genere e prima ancora di lui The Binding of Isaac.

Il segreto di Loop Hero è la locura.

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