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I consigli della Piccola Farmacia Letteraria: L’amore al tempo degli scoiattoli

Nella settimana di San Valentino non potevamo fare altro che suggerire un libro che parlasse di amore. Ma non di amore tutto cuori e tanto love, volevamo parlarvi di un amore molto particolare e di tutti quei piccoli, grandi, enormi, giganteschi dubbi che ci vengono prima di convolare a nozze con la persona che pensavamo potesse essere quella della nostra vita. Insomma dobbiamo sposarci sì o no? E se la famiglia del promesso/a non fosse propriamente quella che si considera la famiglia del Mulino Bianco cosa facciamo?

“L’amore al tempo degli scoiattoli” è un libro che tratta di dubbi esistenziali sul matrimonio ma è adatto anche a chi vuole superare i drammi del passato per affrontare con serenità il proprio presente. Con uno stile ironico e delicato l’autrice ci porta a indagare i temi più delicati delle relazioni umane. Veblen Amundsen-Hovda è la protagonista della storia; porta questo bizzarro nome in omaggio a Thorstein Bunde Veblen, l’economista norvegese-americano accanito quanto bislacco sostenitore delle teorie antimaterialistiche. Una giovane mezza norvegese di Palo Alto, California, che conduce un’esistenza tra lavori noiosi, finalizzati a finanziare la sua attività di traduttrice in erba. Paul è il suo fidanzato, un brillante neurologo con la passione per gli orari prestabiliti e le feste con pochi invitati.

l’autrice

Questa sua mania per la disciplina nasce come risposta a un’infanzia vissuta in una famiglia hippie, senza bagno riscaldato, tutta vestiti etnici e bong. Quando Paul chiede a Veblen di sposarlo, i segreti che i due si nascondono spuntano fuori esattamente come gli scoiattoli nel loro giardino per i quali Veblen nutre una grandissima passione.

Partendo dalla promessa di matrimonio, questo romanzo ci interroga sulla solidità dell’amore messo alla prova da una serie di sfortunati eventi. Ai due protagonisti, si affiancano numerosi personaggi, tra i quali spiccano Melanie, la madre di Veblen – complottista passivo-aggressiva con sfumature istrioniche– e Justin, il fratello disabile di Paul, un trentottotenne con la passione per l’intimo della futura cognata. I due riusciranno a sposarsi o capiranno che, forse, il loro concetto di sogno d’amore non potrebbe essere più distante? E gli scoiattoli cosa c’entrano? Leggetelo tutto d’un fiato!

Bugiardino

Categoria farmacoterapeutica:

Prevenzione dubbi-prematrimoniali

Denominazione del medicinale:

L’amore al tempo degli scoiattoli

Elizabeth McKenzie

Indicazioni terapeutiche:

Questo libro è prescritto per il trattamento sintomatico del disturbo da dubbi prematrimoniali diffusi associati ad avversione per teorie complottistiche e musica new age. È altresì indicato a chi soffre di cronici dubbi esistenziali e desidera alleviare i sintomi.

Effetti collaterali:

Questo testo potrebbe portare i soggetti più deboli a rimuginare sul passato senza affrontare il futuro. Occorre cautela nei pazienti con una storia pregressa di amore per i roditori o tendenza al controllo ossessivo. In caso di aumento di tali parametri la terapia deve essere interrotta. Continuare la somministrazione potrebbe portare il lettore a credere che gli scoiattoli possano interagire con l’essere umano.

Dose, modo e tempo di somministrazione:

Ventidue pagine al giorno per venti giorni almeno sei mesi prima della data del matrimonio.

 

 

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I consigli della Piccola Farmacia Letteraria: Alta Fedeltà di Nick Hornby

Qual è la colonna sonora della tua vita? Sì perché “la musica può fare” ma solo tu puoi scegliere chi essere davvero.

Sei un appassionato di musica, hai una malinconia feroce degli anni 90, delle camicie a quadrettoni e sei appena stato lasciato dalla tua fidanzata? Questa è la prescrizione letteraria adatta a te.

Trentacinque anni, un lavoro precario, un amore che finisce e ti lascia con mille domande, la sensazione di aver sprecato il tempo e che sia troppo tardi per ricominciare.

Tutti prima o poi dobbiamo fare i conti con noi stessi, con i sogni che avevamo infilato nel cassetto da bambini, con gli strani scherzi del destino.

Alta fedeltà è stata pubblicato oltre vent’anni fa eppure è ancora incredibilmente attuale quanto a tematiche e caratterizzazioni dei personaggi. Opera prima di Nick Horby racconta le vicende di Rob un giovane londinese, immaturo e allergico alle responsabilità. Nel 2000 ne fu tratto anche un film con John Cusak e un giovanissimo Jack Black.

Vive solo il presente, come se passato e futuro non fossero in qualche modo collegati, in un ritmo scandito da classifiche e citazioni di canzoni. Le sue giornate scorrono sempre uguali nel negozio di dischi che ha piazzato in modo da attirare meno clienti possibili e in cui trascorre il suo tempo a bighellonare con gli amici del cuore che lavoricchiano con lui, sommerso dai dischi, perennemente rivolto verso le proprie passioni e le proprie incrollabili certezze.

Quando la fidanzata Laura lo molla e si realizza professionalmente, è uno schiaffo che lo lascia stordito. Come un liceale si ritrova a stilar la classifica delle sue cinque peggiori ex, incapace di andare avanti, finché proprio le classifiche diventano la sua unica forma per analizzare e gestire la realtà. Rob comincia quindi a classificare tutto, non più solo dischi e canzoni fondamentali, ma qualunque cosa finché un evento inaspettato cambia le carte in tavola e lo spinge a riflettere sul suo futuro.

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La musica come cura, la crisi dei trent’anni, la nostalgia, ma anche l’ossessione per le classifiche, diventate un vero e proprio rito per chi ha amato Alta Fedeltà lo rendono un libro che ancora oggi ci tende una mano per rialzarci, quando tutto sembra andare male.

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Indicazioni: Per chi è appena stato lasciato dalla fidanzata e ha voglia di ritrovarsi e consolarsi.
Effetti collaterali: scoprire che si può scappare in mille luoghi diversi ma scappare da se stessi non è possibile

Posologia: da leggere con i Nirvana a palla in sottofondo

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I consigli della Piccola Farmacia Letteraria: Il Cardellino

Questo libro è un inno per tutte quelle persone come me che sanno qual è la strada giusta, ma scelgono di non seguirla.

Pulitzer 2014 nato dalla brillante penna di Donna Tartt, scrittrice statunitense che pubblica le sue opere a distanza di decadi l’una dall’altra, è un romanzo di formazione che ruota intorno alla vita di Theo Decker. Il ragazzo, ancora adolescente, vede morire la madre in un attentato terroristico durante la visita al MET di New York.

Sconvolto sottrae una preziosa opera d’arte, Il Cardellino appunto, intorno alla quale ruota l’intera vicenda. Senza più punti di riferimento Theo viene risucchiato in un vortice mentre la solitudine esistenziale lo conduce pian piano verso l’autodistruzione.

Per Stephen King: “Il Cardellino è una rarità che capita forse mezza dozzina di volte ogni dieci anni, un racconto scritto in modo molto intelligente che parla al cuore e alla mente”. 

Circondatosi di personaggi improbabili e a volte pericolosi, Theo ormai adulto è sempre più ossessionato da quel dipinto di cui non riesce a disfarsi, nonostante quest’ultimo provochi in lui grandi struggimenti e continue preoccupazioni. In fondo potrebbe vivere una vita tranquilla e senza problemi, ma la sua natura lo porta a consumarsi travolgendo come un devastante tornado anche i pochi rapporti umani che è faticosamente riuscito a costruire negli anni.

Ha la consapevolezza che così facendo perderà tutto, eppure ciò nonostante continua a demolire tutto quello che lo circonda. L’immutabilità dei suoi istinti è più forte di qualsiasi logica.

Il Cardellino

Da Il Cardellino sarà presto tratto un film con Nicole Kidman e Luke Wilson

Ed è proprio questo continuo oscillare della volontà del protagonista, fragile e tormentato, che mi ha fatto subito amare alla follia questo libro, così come le sue disparate ambientazioni: dalle case asettiche e cafone di Las Vegas alle cantine umide di New York. Una susseguirsi di emozioni, luoghi, vicende che non possono finire bene e lasciano un gusto dolce amaro in bocca per quello che sarebbe potuto essere e invece non è stato.

Bugiardino

Indicazioni: è adatto alle persone che hanno bisogno di elaborare un lutto che ha distrutto la loro intera esistenza. Non si tratta solo della morte di una persona cara, ma della completa perdita di punti di riferimento.

Effetti collaterali: scoprire che il sentimento di solitudine esistenziale che porta verso il declino dell’autodistruzione è un processo a volte irreversibile.

Posologia: da leggere in una biblioteca storica circondati da mobili antichi o tra gli scaffali di un rigattiere comodamente seduti su una sedia di fine ‘800.

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